Allattamento al seno: il modo più naturale di nutrire il proprio piccolo

Chi ben comincia
Il bambino può essere attaccato al seno anche subito dopo la nascita, quando il pianto iniziale si è placato e il piccolo si trova in uno stato di calma vigile che lo rende molto incline a succhiare. La prima sostanza secreta dal seno è il colostro, l’alimento più adatto nei primi giorni di vita perché molto nutriente: ricco di proteine, sali minerali e anticorpi. Il latte vero e proprio comincia a comparire tra il secondo e il quinto giorno dopo il parto. L’arrivo di quella che in gergo tecnico si chiama montata lattea dipende da diversi fattori, per esempio che si tratti o meno del primo figlio, da quanto il parto è stato faticoso, da come il bambino riesce ad attaccarsi al seno e a succhiare nel modo giusto.

Il come e il quando dell’allattamento
Allattamento a orari o a richiesta? Questo è il dilemma.
C’è chi sostiene che il bambino debba essere attaccato al seno tutte le volte che lo desidera e chi ritiene, invece, che vada nutrito a orari prestabiliti. Come sempre in tutte le scelte che riguardano vostro figlio è importante capire cosa sia meglio per lui: ci sono bambini che prendono poco latte a poppata e quindi vanno attaccati molte più volte nell’arco della giornata, quando il loro “orologio interno” ne manifesta l’esigenza, e altri che ben si adattano a scansioni temporali predefinite. E poi è importante affidarsi a un pediatra di fiducia che vi sappia consigliare al meglio, come è importante seguire la strada che è più affine al vostro modo di essere. E’ sempre inutile e controproducente sforzarsi di adottare un metodo in cui non si crede.
Per allattare al meglio, create il vostro spazio in un luogo tranquillo della casa, con una sedia comoda, cuscini e acqua o succhi a portata di mano. Se c’è un bimbo più grande, potete scegliere proprio la sua cameretta e predisporre per lui qualcosa di speciale, come degli spuntini o dei giochi particolari, così non si sentirà escluso e capirà di essere parte di un momento davvero magico.
Quando siete pronte, spremete manualmente qualche goccia di latte per inumidire il capezzolo, mettete la mano a coppa sotto il seno, sostenendolo con le dita di sotto e il pollice di sopra, in modo tale che rimangano lontane dall’areola e ci sia spazio per la bocca del piccolo, e poi stimolate delicatamente le labbra del vostro bambino con il capezzolo umido di latte. Per capire se si è attaccato correttamente, assicuratevi che gran parte dell’areola sia nella sua bocca, il naso e il mento tocchino il seno e la mascella si muova nella suzione fino all’orecchio.
Attaccatelo al primo seno, per 10-15 minuti, finché comincia a perdere interesse, quindi staccatelo, fategli fare una pausa e poi attaccatelo al secondo seno per tutto il tempo che desidera. Alla poppata successiva, iniziate dal seno con cui è finita la precedente. Per capire se il piccolo si sta nutrendo correttamente, è meglio controllare il suo aumento di peso settimanale, piuttosto che effettuare la doppia pesata (prima e dopo la poppata).
 

Il latte materno: un alimento vitale  per il bimbo
Il latte materno contiene nella giusta quantità i sei nutrienti di cui il bambino ha bisogno: grassi, proteine, carboidrati, minerali, ferro e vitamine; ma soprattutto si adegua al lattante, modificando la sua composizione a seconda delle stagioni, dei periodi di lattazione, del momento della giornata e addirittura cambia nell’arco della stessa poppata. All’inizio è più acquoso e ricco di lattosio, verso la fine diventa più denso e ricco di grassi e calorie. In questo modo copre perfettamente il fabbisogno di acqua e di energia del piccolo; man mano che il bimbo cresce, il contenuto di grassi diminuisce in perfetta armonia con la progressiva riduzione del bisogno calorico per ogni chilo di peso corporeo. E poi è ricco di anticorpi, protegge il piccolo da infezioni e allergie, lo fa riposare meglio, garantisce una crescita corporea più regolare e riduce il rischio di obesità, è perfettamente digeribile, provoca minori problemi intestinali e previene l’anemia e la carie.


I benefici per la mamma

Oltre a ridurre l’incidenza dei tumori mammari, l’allattamento al seno stimola la produzione di ossitocina che aiuta l’utero a ritornare più rapidamente alla dimensione precedente e questo, unito al maggior consumo di calorie che l’allattamento comporta, dà modo di riacquistare più velocemente il proprio peso forma. La suzione stimola anche la produzione di prolattina che permette alla madre di riposare meglio.
Infine il latte materno è sempre pronto alla temperatura giusta e non costa nulla. Chi allatta deve tener presente che ha bisogno di assumere molti liquidi e di circa 500-600 calorie in più al giorno. E’ importante mangiare cibi freschi e ricchi di nutrienti ed eliminare quelli poveri come lo zucchero. Privilegiate i carboidrati complessi, come i cereali, le proteine, la frutta e la verdura. Evitate, invece quelli che possono dare un cattivo sapore al latte, come aglio, cipolla, asparagi, crauti e spezie varie, e quelli che possono facilitare la comparsa di allergie come uovo crudo, frutti di mare, crostacei e fragole.

E per la mamma che lavora?
Non è vero che l’allattamento al seno non è compatibile con l’attività lavorativa, basta organizzarsi con un tiralatte. Il latte materno può essere infatti conservato:

  • a temperatura ambiente per 6 ore (4 nella stagione estiva)
  • nel frigo per 24 ore
  • nel freezer per 3 mesi
  • nel congelatore a -20 gradi anche per più di un anno. Per scongelarlo si può porre il contenitore sotto il rubinetto dell’acqua calda, fino a farlo diventare tiepido, o riscaldarlo a bagnomaria.

 

 

In libreria

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Edizioni Red!

 

A cura della Redazione

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