Bambini e dispositivi tecnologici: i rischi di un’eccessiva esposizione

Con la consulenza degli Esperti SIMPEF**

Bambini e dispositivi tecnologici: i rischi di un’eccessiva esposizioneI pediatri della Simpef – Sindacato medici pediatri di famiglia – sottolineano l’importanza di sensibilizzare le famiglie ad educare i propri figli verso un corretto utilizzo degli strumenti tecnologici, quali smartphone, tablet, computer e videogiochi. Un’eccessiva esposizione nelle gestanti e nei primi anni di vita dei bambini può comportare danni nella sfera cognitiva e comportamentale e problemi educativi e sociali.

 

I rischi di un’eccessiva esposizione ai dispositivi tecnologici

pediatri della Simpef evidenziano i rischi legati ad un eccessivo utilizzo di strumenti tecnologici sia nelle gestanti che nei bambini, soprattutto nei tre anni di vita.

Come sottolinea il dr. Ernesto Burgio, pediatra ed esperto di epigenetica, “questi dispositivi possono interferire sia direttamente, attraverso i campi elettromagnetici, sia indirettamente, sullo sviluppo del cervello e del sistema psico-neuro-endocrino in periodi di vitale significato”.

Infatti, “esiste ormai letteratura scientifica significativa che dimostra come un’esposizione eccessiva e duratura agli smartphone, soprattutto negli bambini in via di sviluppo, possa rivelarsi alquanto pericolosa per la programmazione epigenetica di cellule, tessuti e organi”, sostiene Daniela Lucangeli, professoressa di Psicologia dello sviluppo all’Università di Padova.

“Per quanto concerne gli effetti di ambito psicologico e sociale”, continua l’esperta, “è sempre più evidente che l’utilizzo eccessivo di questa tecnologia possa determinare stati di vera e propria dipendenza, soprattutto se l’esposizione inizia nelle prime fasi della vita. Risulta difficile affermare con certezza quanto l’abuso di queste tecnologie possa aver influito sull’aumento dei disturbi d’ansia, ossessivo-compulsividell’umore, sulla depressione giovanile documentato negli Stati Uniti e in molti Paesi Europei”.

 

Preadolescenti e tecnologia: l’indagine Simpef

Dai risultati di un’indagine presentata dalla Simpef, è emerso che 7 preadolescenti (tra gli 8 e i 13 anni di età) su 10  ogni giorno di strumenti informatici, quali smartphone, tablet, playstation o computer. La maggior parte di loro dichiara di usare questi mezzi per andare su internet, per ricerche scolastiche, scaricare musica e videogiochi, chattare con gli amici e vedere video. Meno di 1 su 2 dichiara di usare lo smartphone anche per telefonare.

Circa il 23% degli utenti intervistati può accedere ai dispositivi elettronici senza limitazioni temporali e ben 1 su 6 riferisce di poterlo fare senza alcun controllo di un adulto. Lo strumento informatico più utilizzato è risultato lo smartphone, seguito da tablet, playstation e computer.

Inoltre, la ricerca ha evidenziato che l’età di primo utilizzo si è abbassata nel corso degli ultimi anni, passando da una media di 9 anni per i maschi e 10 anni per le femmine nella rilevazione del 2016, e di meno di 8 anni in quelle del 2017 e 2018.

I dati raccolti impongono alcune riflessioni: come sottolinea Rinaldo Missaglia, Segretario Nazionale Simpef, “ci troviamo di fronte a strumenti di indubbia utilità, se opportunamente utilizzati, ma il cui uso inappropriato è in grado di minare la salute, soprattutto in particolari epoche dello sviluppo. Mi riferisco, in particolare, ai rischi biologici, derivanti da un’eccessiva esposizione al loro funzionamento, particolarmente rilevanti nei primi mille giorni di vita, quindi sin dallo sviluppo nel grembo materno, ai rischi per la sfera cognitiva e comportamentale, e, non ultimi, quelli educativi e sociali, da tenere in seria considerazione nel periodo che tecnicamente indichiamo come “secondi mille giorni di vita”, coincidente con le fasi centrali dell’età adolescenziale. In altre parole, sarebbe raccomandabile massima attenzione già durante la gestazione”.

  

Il ruolo del pediatra

La Simpef riconosce l’importanza del ruolo del pediatra nell’informare le famiglie sui rischi relativi all’esposizione eccessiva agli strumenti tecnologici.

Il pediatra di famiglia è oggi il primo referente dei genitori, quando si parla di salute del bambino e dell’adolescente. È la persona che conosce la storia del ragazzo e può essere il primo ad intercettarne le problematiche”, ha sottolineato Monica de’ Angelis, pediatra di famiglia a Milano, Responsabile scientifico del Dipartimento formazione Simpef.

Pertanto, è compito del pediatra rendersi portavoce della necessità di educare i bambini ad un corretto utilizzo dei dispositivi elettronici, promuovendo un uso limitato della telefonia mobile e del digitale sin dalle prime fasi della vita.

 

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** SIMPEF
La Simpef – Sindacato medici pediatri di famiglia – è un’Associazione nata nel 2011 e si ispira al principio costituzionale della tutela della salute individuale e collettiva da conseguire mediante la garanzia sul territorio nazionale di servizi sanitari qualificati, promuovendo e tutelando, ad ogni livello, gli interessi professionali, culturali, economici e giuridici dei Medici Pediatri di Famiglia nell’ambito della loro attività professionale, sia individuale che collettiva.

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