Bambini e tecnologia: come comportarsi in vacanza

Dai pediatri della SIPPS – Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale – arrivano cinque preziosi consigli ai genitori per fare in modo che i bambini non si isolino nel mondo digitale durante il periodo estivo.

 

Bambini “digitali” in vacanza

Gli strumenti tecnologici di cui ormai tutti disponiamo – televisione, smartphone, computer, tablet – sono sempre più spesso utilizzati dai bambini nei momenti di svago come dei veri e propri giocattoli.

Se da una parte è inevitabile che la tecnologia sia parte integrante della vita delle nuove generazioni, quelle dei “nativi digitali”, proprio perché nati con in un periodo di diffusione di dispositivi informatici digitali, dall’altra è fondamentale che questa condizione non spinga il bambino ad estraniarsi dal mondo reale e a perdere i contatti con i propri coetanei.

“L’avvicinamento di bambini e ragazzi alle nuove tecnologie è inevitabile e non può e non deve essere ostacolato”, spiega Giuseppe Di Mauro, Presidente SIPPS. “Deve piuttosto essere limitato e guidato verso un uso consapevole e attraverso programmi di alta qualità, compito che spetta in primo luogo ai genitori e agli altri adulti di riferimento, come gli insegnanti”.

Questa indicazione risulta ancora più importante durante il periodo estivo, quando gli impegni scolastici volgono al termine e i bambini hanno molto più tempo libero da dedicare allo svago.

Durante le vacanze, molti genitori si domandano che cosa fare per stimolare il gioco e la curiosità dei figli ed evitare che si rinchiudano nel mondo virtuale, perdendo così l’occasione di socializzare, stare all’aria aperta, muoversi e sviluppare la propria fantasia attraverso il gioco.

 

I 5 consigli dei pediatri della SIPPS

I pediatri della SIPPS corrono in soccorso ai genitori suggerendo cinque regole semplici ed efficaci per il periodo estivo:

  • Incentivare sin dai primi anni d’età attività ricreative che richiedono movimento, socializzazione e un’interazione diretta e non virtuale: per esempio, l’iscrizione a un centro estivo o a un corso sportivo.
  • Prediligere attività all’aria aperta, con gli opportuni accorgimenti in tema di protezione della pelle nelle ore di esposizione solare.
  • Creare una routine: è importante che la mancanza di impegni non sfoci in un’anarchia dei ritmi, soprattutto per quanto riguarda le ore di sonno, che vanno assolutamente rispettate.
  • Controllare il regime alimentare, proponendo cibi sani e variando spesso, favorendo il consumo di alimenti freschi, come frutta e verdura.
  • Regolamentare l’utilizzo dei dispositivi digitali: è fondamentale impostare delle regole sulla quantità di tempo concesso a smartphone, computer, televisione e videogiochi, in modo da favorire il più possibile attività all’aria aperta che permettano al bambino di muoversi e socializzare.

 

Come sottolinea Leo Venturelli, Responsabile della Comunicazione e della Educazione alla salute della SIPPS, “i dispositivi multimediali non sono raccomandati nei bambini al di sotto dei due anni d’età, durante i pasti e almeno un’ora prima di andare a letto. Sono assolutamente da evitare programmi contenenti immagini veloci e app che mostrino contenuti violenti e per intrattenere un bimbo che piange o si trovi in luoghi pubblici. Possono invece avere effetti positivi nei bambini sui 3-4 anni di età: se visti insieme a un adulto/genitore possono essere utili per imparare parole attraverso l’utilizzo del video”.

La soluzione migliore contro la noia e la tentazione a rifugiarsi nel mondo digitale, risulta essere lo sport: “Secondo le ultime raccomandazioni dell’OMS”, informa Piercarlo Salari, pediatra responsabile del Gruppo di lavoro per il sostegno alla genitorialità della SIPPS, “i bambini di età compresa tra uno e quattro anni dovrebbero praticare almeno 180 minuti di attività fisica ogni giorno, dei quali un’ora di intensità moderata-vigorosa nei bambini tra i tre e i quattro anni”.

 

Lo sport può essere un grande maestro di vita per i bambini: insegna a confrontarsi, a perdere, a vincere, a fare sacrifici, ad essere solidali, a superare i propri limiti. È compito del genitore capirne l’importanza e trasmettere questi valori ai propri figli.

 

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