Cura della pelle in gravidanza

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La gravidanza è un momento magico e nello stesso tempo delicato nella vita di una donna, in cui il corpo subisce mutamenti complessi, del tutto fisiologici ma non sempre graditi. Succede anche alla pelle, che in quei nove mesi appare in genere radiosa e luminosa, ma nello stesso tempo è esposta ad alcuni rischi. Ma quali sono i principali cambiamenti a cui va incontro? E come proteggerla e prendersene cura?  Lo abbiamo chiesto al Prof. Giuseppe Monfrecola, Direttore della Scuola di Specializzazione in Dermatologia e Venereologia dell’Università degli Studi di Napoli Federico II.

 

L’iperpigmentazione cutanea in gravidanza

“Durante la gravidanza, il nuovo quadro ormonale determina trasformazioni profonde dell’organismo, che riguardano anche la pelle. Si tratta di variazioni normali, che non devono preoccupare e non creano in genere problemi particolari, se non, per lo più, di tipo estetico” spiega Monfrecola. Uno dei primi cambiamenti, visibile fin dal primo trimestre e poi via via più pronunciato, soprattutto nelle donne con la carnagione scura, è un’iperpigmentazione della pelle. È un fenomeno molto comune – riguarda circa il 95% delle gestanti – per cui alcune zone, cioè le areole mammarie, le zone genitali, anali e perineali, le ascelle e, soprattutto, la cosiddetta ‘linea nigra’, quella linea immaginaria che va dall’ombelico al pube e divide il corpo in due nella parte addominale, si scuriscono. Inoltre, in gravidanza, anche nei, lentiggini e cicatrici recenti possono assumere un colore più scuro e, nel caso delle lentiggini, anche aumentare di numero. Sono tutti cambiamenti reversibili, dovuti alle variazioni dei livelli ormonali, che stimolano l’attività dei melanociti e quindi la produzione della melanina” spiega il dermatologo.

 

 Il melasma gravidico

Un altro problema, assai antiestetico e abbastanza frequente nelle donne incinte, è il melasma, cioè la comparsa sul viso di chiazze brune, soprattutto al di sopra delle labbra, sugli zigomi e sulla fronte, che vengono accentuate dai raggi solari . “Non è la gravidanza in sé a provocarle, tant’è che possono averle tutte le donne” precisa Monfrecola. “Alla base c’è una predisposizione genetica, tuttavia, la nuova situazione ormonale può accentuarle oppure portarle a galla in coloro che non le avevano mai avute, ma sono a rischio di formarle”. Che fare per prevenirle o contrastarle? “Innanzitutto, occorre non esporsi direttamente al sole, e poi proteggere adeguatamente il viso con creme idratanti contenenti filtri solari ad alto fattore di protezione, da mettere non solo al mare e in montagna, ma anche in città, ogni giorno e in qualunque stagione dell’anno. Inoltre, si possono usare creme schiarenti di tipo dermocosmetico, controllando però con attenzione nel foglietto illustrativo che non siano controindicate in gravidanza” consiglia lo specialista.

 

Problemi circolatori

Nei nove mesi di attesa, oltre a quelli della pigmentazione, la pelle della futura mamma va incontro anche a notevoli cambiamenti vascolari. Il ‘colpevole’, in questo caso, è soprattutto il boom degli estrogeni, che in alcuni casi può favorire la comparsa o il peggioramento, nelle donne predisposte, di vene varicose e capillari dilatati, specie sulle gambe. La nuova situazione ormonale, infatti, contribuisce alla perdita di tono ed elasticità delle pareti vascolari, alla base della dilatazione dei vasi. “Questo avviene fin dalle prime fasi della gravidanza, ma il problema in seguito si aggrava a causa dell’aumento di peso e dell’ingrandimento dell’utero e del feto che gravano sulle vene pelviche, impedendo un ritorno venoso efficace e provocando una certa stasi circolatoria a livello delle gambe.

La sedentarietà e il calore della radiazione solare possono poi peggiorare la situazione” avverte il dermatologo. Per cercare di prevenire e contenere il fenomeno bisogna evitare di esporre le gambe a fonti di calore eccessivo, fare – se il ginecologo lo consente – una leggera attività fisica (per es. nuoto e camminate), utilizzare gel riposanti (scegliendo prodotti indicati in gravidanza) che stimolino il microcircolo ed evitino il ristagno dei fluidi e indossare calze elastiche a compressione graduata.

Un altro cambiamento circolatorio, meno preoccupante e fastidioso, è un arrossamento del palmo delle mani, e spesso anche delle gengive e del letto ungueale, legato all’aumento del flusso sanguigno tipico della gestazione. Il fenomeno è transitorio e in genere scompare rapidamente già una settimana o due dopo il parto. Così come sono in genere passeggeri gli angiomi stellari o aracneiformi (in inglese ‘spider nevi’), caratterizzati da un puntino centrale di pochi millimetri di colore rosso intenso, da cui si irradiano a raggiera diversi capillari sottilissimi. Questi angiomi compaiono di solito nel terzo trimestre nel 15-50% delle future mamme, soprattutto sul collo, sul viso e, qualche volta, sulle gambe o sulle braccia. “Possono formarsene anche parecchi, fino a 15-20, ma non è il caso di preoccuparsi troppo perché nel 75% delle donne regrediscono spontaneamente dopo il parto. Quando ciò non accade, comunque, si potranno eliminare facilmente una volta nato il bebè con tecniche semplici e poco invasive come il laser o l’elettrocoagulazione” tranquillizza Monfrecola.

 

Le smagliature

Più difficile da eliminare, invece, è l’inestetismo forse più temuto dalle donne in gravidanza: le smagliature, veri e propri ‘strappi’ del derma, lo strato più profondo della pelle, simili a cicatrici leggermente infossate e di colore diverso rispetto alla cute circostante. Nelle donne incinte, la formazione delle odiate strie è favorita dalla situazione ormonale tipica della gravidanza, che indebolisce le fibre collagene, le fibre elastiche e i mucopolisaccaridi che formano l’impalcatura di sostegno del derma. A questo si somma la distensione meccanica dei tessuti, soprattutto a livello di pancia, seno e fianchi, che sottopone queste fibre, già indebolite dagli ormoni, a una trazione notevole, facilitandone lo stiramento e la rottura. Per cercare di impedire o, quanto meno, limitare la comparsa delle smagliature, è bene agire fin da subito, applicando ogni giorno sulle zone a rischio creme nutrienti ed elasticizzanti acquistate in farmacia, meglio se formulate ad hoc per la gravidanza e quindi assolutamente sicure per il feto. In alternativa, un valido rimedio naturale è massaggiare delicatamente la pelle con olio di mandorle dolci oppure olio di germe di grano. “Creme e oli aiutano, ma non fanno miracoli. Sono sicuramente una misura di supporto, alla quale, però, bisogna associare una particolare cura dell’alimentazione, per cercare di limitare l’aumento di peso nei termini consigliati dal proprio ginecologo” conclude il dermatologo.

 

SEMPLICI REGOLE PER PRENDERSI CURA DELLA PELLE IN GRAVIDANZA

  • Per doccia e il bagno usare saponi dolci e non troppo aggressivi per evitare secchezza e disidratazione; per il viso detergenti neutri e delicati.
  • No a bagni e docce troppo caldi e prolungati per non disidratare troppo la pelle e favorire la comparsa di varici e capillari dilatati.
  • Usare ogni giorno oli o creme nutrienti ed elasticizzanti anti-smagliature, specie sul pancione e sul seno.
  • Attenzione alla dieta, per non ingrassare troppo. Limitare zuccheri e grassi e abbondare con acqua, frutta e verdura, per mantenere idratata ed elastica la pelle.
  • Fare una leggera attività fisica, facendosi consigliare dal ginecologo per scegliere la più adatta al proprio caso.
  • Dormire a sufficienza ed evitare di fare sistematicamente le ore piccole. Il sonno è un toccasana per la pelle.
  • Evitare o limitare il più possibile le esposizioni prolungate al sole, soprattutto nelle ore più calde.
  • Quando ci si espone al sole, usare sempre prodotti ad alto fattore di protezione, specie sul viso se si ha la tendenza a formare macchie cutanee.

 

Il Prof. Giuseppe Monfrecola, Professore Ordinario di Dermatologia, è Primario dell’Area funzionale di Terapia fisica dermatologica dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Federico II di Napoli e Direttore della Scuola di Specializzazione in Dermatologia e Venereologia della Facoltà di Medicina e Chirurgia – Università di Napoli “Federico II”. Ha partecipato e organizzato innumerevoli meeting e congressi scientifici ed è impegnato in diversi Board scientifici (riviste, società nazionali e internazionali), e in progetti di ricerca in qualità di Coordinatore.

 

 

A cura di: Alessandra Terzaghi (2013)
Revisione e aggiornamento a cura della Redazione ED – 1 maggio 2019

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