Fumo in gravidanza: il bambino potrebbe sviluppare ADHD

Uno studio americano pubblicato su Pediatrics, marzo 2019, ha rivelato la stretta correlazione tra il fumo di sigaretta della mamma in gravidanza e la possibilità che il bambino sviluppi ADHD (dall’inglese Attention Deficit Hyperactivity Disorder), ovvero il Disturbo da Deficit dell’attenzione/iperattività, un disturbo evolutivo dell’autocontrollo che si manifesta con difficoltà di attenzione e concentrazione.

 

Fumo, gravidanza e ADHD – Lo studio

Le ricerche pubblicate su Pediatrics dimostrano che la donna che in gravidanza presenta nel sangue elevati livelli di cotinina, prodotto della degradazione della nicotina, ha più possibilità di partorire un bambino che svilupperà il disturbo da deficit dell’attenzione/iperattività (ADHD).

Gli studiosi si sono basati su due database finlandesi, uno che riportava i campioni di sangue delle future madri e l’altro che teneva traccia dei bambini che avevano sviluppato ADHD. Come spiega Alan S. Brown, uno degli autori dello studio, dai dati è emerso che “le madri che avevano fumato durante la gravidanza, soprattutto quelle molto dipendenti dal fumo, avevano figli con un rischio piuttosto elevato di ADHD”.

Gli autori dello studio hanno preso in esame i campioni di siero raccolti all’inizio della gravidanza di 950.000 donne finlandesi e hanno analizzato i dati relativi a 1.079 bambini nati tra il 1998 e il 1999 che avevano ricevuto diagnosi di ADHD e di altri 1.079 che non presentavano questa condizione.
Dalle ricerche è emerso che le madri di bambini con diagnosi di ADHD avevano un livello medio di cotinina nel sangue più che raddoppiato rispetto a quello delle madri dei soggetti di controllo. Più alto era il livello di cotinina nei campioni delle donne, più risultava aumentato il rischio di ADHD nei figli, anche avendo considerato altri fattori, quali lo status socioeconomico della famiglia, la presenza di patologie mentali nei genitori e il peso dei bambini alla nascita.

 

Riflessioni sui dati emersi

Secondo Brown, si possono soltanto formulare delle ipotesi sul modo in cui il fumo della madre influisca sul rischio del figlio di sviluppare ADHD, perché “sappiamo che il fumo attraversa la placenta e negli studi sugli animali questo è correlato a un’aumentata attività motoria”.

Come spiega Christopher Hammond, assistente di psichiatria della Johns Hopkins University School of Medicine di Baltimora, “i modelli animali hanno dimostrato che la nicotina colpisce i circuiti cerebrali in via di sviluppo, determinando una minore connettività tra le regioni del cervello associate ad attenzione e regolazione emotiva e quelle coinvolte nei circuiti della ricompensa e nell’elaborazione delle emozioni”. Allo stesso modo, il cervello umano può essere influenzato dai livelli di cotinina presenti nel sangue della madre.

Ciò che è certo è che esiste una chiara correlazione tra la quantità di fumo della madre in gravidanza e un’aumentata possibilità di sviluppare il deficit dell’attenzione/iperattività (ADHD) nel bambino.

 

 

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Reference
Andre Sourander, Minna Sucksdorff et al – Cotinine Levels and ADHD Among Offspring. Pediatrics, March 2019, Volume 143 / Issue 3

 

 

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