Giocare all’aperto: tutti i (buoni) motivi per farli uscire di casa

Più si esce, meglio si cresce
Uscire di casa per andare a giocare non deve essere considerato un privilegio della stagione primaverile o estiva. In tutti i momenti dell’anno, salvo quando le condizioni meteorologiche sono davvero proibitive, i bambini dovrebbero poter passare del tempo all’aria aperta. E i benefici di una regolare attività outdoor sono davvero tanti, sia che si tratti di praticare un sport o semplicemente di scatenarsi con scivoli e altalene. Innanzitutto stare all’aperto attiva il sistema immunitario e permette ai bambini di fare molto più moto, così combattono il sovrappeso, scaricano le energie in eccesso e riposano meglio la notte.

In più, secondo diversi studi pubblicati sulla rivista Optometry and Vision Science, il fatto di stare all’aperto previene la miopia. Gli scienziati hanno infatti dimostrato che i bambini che trascorrono più tempo fuori durante il giorno, tendono ad avere una vista migliore da lontano rispetto a coloro che scelgono attività al chiuso. Questi risultati sembrano dipendere dai benefici dell’esposizione solare e dal fatto che stare all’aperto spesso costringe a concentrarsi sugli oggetti in lontananza, aiutando così lo sviluppo dell’occhio.

Il sole: un alleato prezioso della crescita
Il sole attiva la vitamina D e aiuta la calcificazione delle ossa. Così, con l’arrivo della bella stagione giocare all’aperto è davvero un toccasana e le vacanze al mare o in montagna diventano un momento prezioso per favorire una crescita armoniosa. Tuttavia non bisogna dimenticare che il sole può provocare scottature ed eritemi sulla pelle immatura del bambino, perché il suo strato corneo è sottile e non ancora in grado di svolgere un’adeguata funzione protettiva. Inoltre la produzione di pigmento melanico si costituisce con il tempo, quindi almeno fino alla pubertà la pelle resta estremamente vulnerabile. Bisogna, allora, esporre il bambino al sole gradualmente nelle prime ore del mattino e nel tardo pomeriggio, per i primi giorni, allungando poi progressivamente i tempi.
Meglio però evitare sempre la fascia oraria tra le 11 e le 16, quando i raggi sono perpendicolari, quindi più dannosi. Infine è fondamentale utilizzare la crema solare, scegliendone una che sia ad ampia protezione, con un’equilibrata associazione di filtri UVB-UVA che diminuiscono l’intensità della radiazione, ma ne lasciano inalterato il naturale spettro, per favorire un graduale adattamento della pelle alla fotoesposizione.

C’è tutto un mondo intorno
Fare in modo che i propri figli trascorrano del tempo fuori casa, vuol dire aiutarli a mettersi alla prova e a conoscere il mondo che li circonda. Per esempio, giocando all’aperto i bambini imparano a coordinare i movimenti, scoprono attitudini, talenti e passioni e possono così capire quali sono le attività e gli sport più adatti a loro. Il fatto di stare fuori, poi, oltre a migliorare il senso dell’orientamento e a dare la concreta sensazione dello spazio, permette di cogliere le mille trasformazioni che il trascorrere del tempo comporta. I bambini imparano infatti a notare l’allungarsi e l’accorciarsi delle giornate, i cambiamenti del clima, come lo spostamento delle nuvole per opera del vento trasforma una giornata piovosa in una di sole.

Giocare fuori casa è anche un modo di aprirsi al mondo, perché permette di incontrare altri bambini e aiuta a socializzare al di fuori di ambienti “protetti” come la famiglia o la scuola; è un ottimo modo per imparare a rispettare gli spazi e i tempi degli altri e per vivere un’a mpia gamma di sentimenti che difficilmente un gioco al computer è in grado di sviluppare.

Infine stare a contatto con l’ambiente è un’opportunità meravigliosa per capire quanto sia un bene comune e una risorsa preziosa per la nostra vita. Rendersi conto che buttare carte o contenitori vuoti per terra rende sgradevole la permanenza in uno spazio che, in fondo, appartiene a tutti oppure cogliere la piacevolezza dell’aria non intossicata dai gas di scarico delle macchine, aiuta a crescere con una mentalità ecologica. Il fatto poi di sperimentare l’importanza che gli automobilisti si fermino davanti alle strisce pedonali o semplicemente realizzare che non è bello essere superati da un prepotente mentre si fa la coda per comprare il gelato, contribuisce a sviluppare quel senso civico che sembra così carente di questi tempi.
 

A cura di: Elena Magni

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