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Pubblicato il 10 giugno 2011

Gli ossiuri: possibili parassiti nelle bambine in età prescolare

Gli ossiuri sono tra i parassiti più comuni dei bambini nei paesi a clima temperato. Sono piccoli vermicelli di colore bianco vitreo, lunghi circa 1 cm, il cui nome scientifico è Enterobius vermicularis. Colpiscono soprattutto le bambine (ma anche i bambini), in età prescolare e scolare, che succhiano oggetti o mangiano cibo contaminato dalle loro uova.
 

Come avviene l’infestazione da ossiuri
I bambini, ma anche le persone adulte (più i giovani rispetto agli anziani), si infestano ingerendo le microscopiche uova del verme che possono sopravvivere nell’ambiente esterno anche per qualche giorno. Quando il verme depone le uova a livello anale la bimba può avvertire un intenso prurito ed è portata a grattarsi spontaneamente il sederino. Piccoli residui di feci attraverso le mani della bimba sono portati agli oggetti con cui viene in contatto: giocattoli, matite, penne ma anche indumenti, lenzuola, biancheria, asciugamani, sanitari. Un altro bambino (o adulto), toccando gli stessi oggetti e portandosi a sua volta le mani alla bocca, viene a sua volta infestato. Nelle persone adulte l’infestazione è meno probabile ma non rara. La bambina, mettendosi le mani in bocca, tramite le dita contaminate ingerisce inavvertitamente le uova e può così verificarsi facilmente la reinfestazione (o l’autoinfestazione). Gli ossiuri impiegano circa un mese per maturare. La femmina adulta del parassita migra nella regione perianale (di solito durante la notte) e deposita le uova entro le pieghe cutanee. Le uova possono sopravvivere sui veicoli per 3 settimane a temperatura ambiente.

Quali sono i sintomi dell’ossiuriasi
In alcuni casi l’infestazione decorre in modo del tutto asintomatico, in altri si manifesta prurito intorno alla regione anale, soprattutto di notte quando gli ossiuri depositano le uova. La bambina può dormire male infastidita dal prurito e quindi essere irritabile per il cattivo riposo. Intorno all’ano possono essere visibili infiammazione o piccole lesioni a causa del continuo grattamento. Sono i movimenti del verme femmina e la sostanza gelatinosa in cui deposita le uova a causare il prurito anale. Nelle bambine i parassiti adulti possono migrare nella regione vulvare e nella cavità della vagina provocando una vaginite molto pruriginosa. Talvolta gli ossiuri si possono vedere direttamente a occhio nudo, intorno all’ano o più raramente nelle feci: piccoli filamenti bianchi, come fili di cotone, lunghi pochi millimetri che si muovono.Quando andare dal medico Se sospettate che vostra figlia abbia gli ossiuri portatela subito dal pediatra o da un ginecologo dell’infanzia. Vi chiederà di prelevare alcune uova (scotch test) per eseguire un semplice esame di laboratorio. Se l’esito sarà positivo (non sempre le uova si evidenziano alla prima ricerca) tutta la famiglia dovrà fare almeno un ciclo di terapia. I farmaci contro i vermi sono detti antielmintici e vanno assunti solo dietro prescrizione medica. Sono somministrati per bocca in un’unica dose da ripetere -per sicurezza – dopo un paio di settimane, per avere la certezza di eliminare anche i vermi nati da uova dischiuse successivamente alla prima dose). Se entro due mesi dal trattamento gli ossiuri ricompaiono è probabile che il trattamento non sia stato efficace, ma se la ricomparsa avviene oltre i due mesi allora è probabile che si tratti di una nuova infestazione, data dalla notevole diffusione degli ossiuri.

Come si esegue lo scotch test (ricerca degli ossiuri)

  • Per fare il test occorre dello scotch trasparente (nastro adesivo o cerotto di materiale plastico trasparente), dei vetrini da microscopio e un abbassalingua che possono essere comprati in farmacia.
  • Il test va eseguito dai genitori al mattino quando la bambina si sveglia, prima di andare in bagno e di lavarsi.
  • Lavatevi accuratamente le mani
  • Tagliate con le forbici un pezzetto di nastro adesivo (circa 5-6 cm), arrotolatelo sull’abbassalingua con la parte adesiva rivolta verso l’esterno (in mancanza dell’abbassalingua andrà bene anche il manico di un cucchiaino)
  • Appoggiate lo scotch per pochi secondi sull’apertura anale facendo una lieve pressione sulle pieghe intorno all’ano (dove si ritrovano le uova in caso di infestazione). Le uova – se sono presenti – aderiscono bene e per trasparenza verranno rilevate al microscopio (mediante una preparazione a base di idrossido di potassio)
  • Staccate il nastro adesivo e appoggiatelo al centro del vetrino, facendolo ben aderire, prima da un lato, poi dall’altro (cercate di evitare di formare bolle)
  • Lavatevi nuovamente le mani (le uova sono infettanti)
  • Identificate il vetrino con: nome, cognome e data
  • Consegnate il campione alla farmacia o al laboratorio entro 2-4 ore dal prelievo. Se non potete farlo subito conservatelo nel frigorifero per non più di 48 ore.
  • Per essere più certi del risultato bisognerebbe eseguire il test 3-6 volte a giorni alterni.

 

Come prevenire l’ossiuriasi
E’ importante in questi casi che tutti i membri della famiglia compresa la bambina lavino sempre accuratamente le mani (spazzolandole bene con acqua e sapone anche sotto le unghie e tra le dita). E’ indispensabile anche curare l’igiene intima per dare sollievo e benessere alla mucosa infiammata. Scegliete un prodotto specifico, ultradelicato, studiato appositamente per le giovanissime e insegnate alla bambina ad usarlo nella giusta quantità e a lavarsi nel modo corretto (dall’avanti verso l’indietro). La massima attenzione andrà rivolta anche alla pulizia del pigiama, delle lenzuola e della biancheria personale della bambina (e dei familiari) che andrà lavata in lavatrice ad alta temperatura nonché alla pulizia e aereazione degli ambienti di casa, camere da letto e bagni in particolare.

Per saperne di più

G Trapani – Il pediatra nel cassetto, Giunti Demetra, 2008
Crotti D, D’Annibale ML – Enterobiasi nel biennio 2002-2003 nel perugino: considerazioni non soltanto diagnostiche. Le Infezioni in Medicina n. 2, 92-98, 2006
J Collins – La salute dei bambini, Tecniche Nuove 2004
P Leach – Il bambino. Dalla nascita ai 6 anni, Mondadori Ed, 2002

 

A cura di: Carolina De Canevali

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