Gravidanza e fertilità in donne affette da tumore al seno

Gravidanza e fertilità in donne affette da tumore al senoL’incremento del numero di nuove diagnosi di tumore mammario in età fertile prima dei quarant’anni, il miglioramento della prognosi oncologica, il progressivo spostamento in avanti dell’età materna alla prima gravidanza hanno portato a far emergere nuove e complesse problematiche sulle quali le donne hanno molti dubbi e timori: cosa succede quando un tumore mammario viene diagnosticato in gravidanza, quali sono gli effetti delle cure anti-tumorali su una gravidanza in corso o futura? Quali i danni prodotti dalle terapie oncologie sulla fertilità? E’ possibile preservare la fertilità? Si tratta di tematiche molto delicate – che meritano, da parte degli specialisti oncologi, particolare sensibilità e competenza – in cui al desiderio di maternità, si contrappone la difficile e dolorosa esperienza di una malattia che segna profondamente la donna, minandone femminilità e progettualità.
Diagnosi di tumore mammario in gravidanza
Gli studi condotti sul tema hanno evidenziato che la gravidanza di per sé non influisce sulle caratteristiche biologiche e sull’aggressività del tumore, ma le modificazioni naturali della ghiandola mammaria, mirate a prepararla all’allattamento, possono mascherare il tumore e procrastinare la diagnosi con conseguente peggioramento della prognosi oncologica.
Lo stato di gravidanza non rappresenta mai un valido presupposto per rinunciare a un approfondimento diagnostico: nel caso di noduli sospetti, è opportuno procedere alle indagini di riferimento quali ecografia, mammografia e biopsia che non hanno controindicazioni.
I percorsi di cura sono stabiliti in relazione all’epoca gestazionale, cioè alla settimana della gravidanza in cui viene formulata la diagnosi. In generale l’intervento chirurgico può essere eseguito nella maggior parte dei casi nel corso di tutta la gestazione senza compromissione del benessere fetale mentre la chemioterapia è assolutamente controindicata nel primo trimestre per gli effetti tossici sull’embrione (non causa effetti collaterali sul feto); la terapia ormonale è invece controindicata per tutta la durata della gravidanza, perché associata anche a gravi malformazioni fetali.
Gravidanza dopo il tumore mammario
Se si programma una gravidanza dopo la chemioterapia, è raccomandabile attendere almeno un anno dalla fine del trattamento: durante la chemioterapia, l’attività ovarica viene alterata e in particolare gli ovociti possono subire danni a livello del loro patrimonio genetico, responsabili di un elevato tasso di malformazioni. Nel caso del trattamento ormonale, il periodo di attesa è più breve e dipende dal tempo che l’organismo impiega per smaltire il farmaco assunto.
Ancora oggi persiste il dubbio che in una donna curata per tumore alla mammella, le modificazioni dell’assetto ormonale che accompagnano la gravidanza possano determinare un peggioramento della prognosi oncologica con maggior rischio di riaccensione della malattia. In realtà i dati forniti dalla letteratura documentano che la gravidanza dopo tumore mammario non aumenta il rischio oncologico; addirittura alcuni studi evidenziano una riduzione di tale rischio, come se la gravidanza avesse un effetto protettivo.
Non ci sono controindicazioni all’allattamento al seno in donne operate per tumore mammario. Peraltro le pazienti che riescono ad allattare recuperano un’esperienza globale di maternità che è molto importante in considerazione del vissuto di malattia, percepito come grave perdita della propria femminilità.
Tumore al seno e preservazione della fertilità
La chemioterapia prevede l’impiego di farmaci “sistemici” che non colpiscono cioè selettivamente le cellule tumorali, ma bersagliano anche i tessuti sani, tra cui il tessuto ovarico. La tossicità a livello ovarico dipende da diversi fattori, tra cui principalmente la tipologia del farmaco e l’età della paziente. Esistono diverse strategie di preservazione della fertilità, tradizionali come il congelamento di ovociti e di “nuova generazione” basate sulla protezione farmacologica delle ovaie.
Spesso accade che nella sollecitudine di avviare le terapie oncologiche, l’aspetto della fertilità venga trascurato. È invece fondamentale discuterne con la paziente, una volta completato l’iter diagnostico, ai fini di una pianificazione più strategica ed efficace delle cure che tenga conto anche della qualità di vita a lungo termine delle pazienti, ivi compreso il desiderio di una progettualità genitoriale.
Per approfondimenti, visita il sito di Onda
http://www.ondaosservatorio.it/focus-onda/oncologia/tumori-della-mammella/

Tags:
eD Promotion: i Prodotti di Mylan Spa

Entra con le tue credenziali

Ha dimenticato i dettagli?