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Pubblicato il 9 aprile 2018

Il diabete nel bambino

Il diabete di tipo 1, noto anche come insulino-dipendente è una malattia cronica autoimmune che colpisce i bambini e i ragazzi. Abbiamo fatto il punto della situazione con il Dottor Riccardo Bonfanti, pediatra endocrinologo dell’Ospedale San Raffaele di Milano.

 

Dottor Bonfanti, quali sono i campanelli di allarme a cui i genitori devono prestare attenzione?
Tanta pipì, molta sete, perdita di peso, aumento dell’appetito. Sono queste le spie principali che devono far drizzare le antenne a mamma e papà e indurli a rivolgersi al pediatra o, direttamente, a un centro di diabetologia. Il primo segnale in assoluto a cui stare attenti è che un bambino che ha raggiunto il controllo dei propri sfinteri non faccia la pipì addosso di notte. L’aumento della quantità della pipì e della frequenza della minzione dipende dal fatto che quando la glicemia (aumento dello zucchero nel sangue) supera una certa soglia, il glucosio inizia a passare dal sangue nelle urine (glicosuria); questo induce ad un aumento della quantità di urina (poliuria) e quindi di liquidi eliminati, che, a sua volta, determina un aumento della sete (polidipsia) e una perdita di peso, nonostante il bambino mostri in genere un aumento dell’appetito, e una progressiva disidratazione, che può avere effetti anche molto gravi.

 

E’ vero che il diabete è in crescita esponenziale anche nei bambini?
Questa notizia si riferisce essenzialmente al diabete di tipo 2, la forma che esordisce per lo più in età adulta ed è tipica delle persone obese o in sovrappeso. Questa forma di diabete, nei bambini, è ancora molto rara: in Italia sia stima vi sia circa un centinaio di casi, che riguardano per lo più adolescenti in grave sovrappeso, prevalentemente di origine extracomunitaria. Il tipo di diabete più frequente nei bambini e nei ragazzi, invece, è di gran lunga quello di tipo 1, noto anche come diabete insulino-dipendente: una malattia cronica autoimmune, nella quale il sistema immunitario riconosce come estranee, e quindi attacca fino a distruggerle, le cellule del pancreas che producono insulina, un ormone proteico essenziale per la regolazione della glicemia, cioè dei livelli di zucchero nel sangue. La conseguenza di tale attacco è un deficit assoluto o relativo di insulina che determina un aumento cronico della glicemia (iperglicemia). Anche il diabete di tipo 1 sembra essere in aumento, ma al momento non si può parlare di crescita esplosiva come per il tipo 2. In tutto il mondo si stima un aumento annuo della frequenza di questa malattia del 4-5%, dato che vale anche per l’Italia. Ciò significa che nell’arco di 10 anni si potrebbe avere un aumento dei casi di circa il 50%. Non è poco, ma, per fortuna, siamo di fronte a numeri piccoli. In Italia, dove peraltro manca un vero e proprio registro nazionale, e i dati sono un po’ a macchia di leopardo, l’incidenza sembra aumentare da Nord a Sud, con un picco in Sardegna, dove si registrano 45 casi ogni 100.000 bambini all’anno, a fronte dei 15-18 della Lombardia.

 

A cosa è dovuto questo progressivo aumento del diabete?
I motivi, al momento, sono sconosciuti. Così come sono ancora sconosciute le cause scatenanti del diabete di tipo 1. Sicuramente gioca un ruolo la predisposizione genetica; che, tuttavia, non basta da sola a giustificare l’insorgenza della malattia. Questa predisposizione, infatti, è presente in circa il 10% dei nati; di questi bambini, però, sono pochi quelli che effettivamente diventano diabetici. Potrebbero essere coinvolti anche fattori ambientali. Sono in corso numerosi studi su questo tema e si sospetta che a dare il là alla distruzione delle cellule produttrici di insulina possa essere un’infezione virale, probabilmente da parte di un enterovirus. Una volta innescato, questo processo può andare avanti per un certo periodo senza dare segni evidenti di sé, finché si arriva a un punto in cui la malattia esordisce clinicamente con sintomi caratteristici, che è bene individuare con anticipo.

 

Quanto è importante scoprire presto il diabete tipo 1 nel bambino?
La diagnosi precoce è fondamentale per evitare di arrivare alla cosiddetta chetoacidosi diabetica, che può avere conseguenze gravissime. La chetoacidosi è una condizione in cui la carenza di insulina porta a una produzione in eccesso di sostanze note come chetoni, o corpi chetonici, che determinano un’acidificazione del sangue. Gestire queste situazione non è facile e va fatto in centri specializzati, ma non bisognerebbe arrivare a questo punto. Proprio per questo, la Società Italiana di Endocrinologia Pediatrica (SIEDP) ha lanciato una campagna per la prevenzione della chetoacidosi diabetica che prevede la distribuzione di materiale informativo, poster e locandine, presso gli studi di 10.000 pediatri e nelle scuole di tutta Italia, oltre che la trasmissione di un video girato per Pubblicità Progresso che avrà come attori il duo comico Ale & Franz. Diagnosticare presto il diabete, però, è importante anche per impostare precocemente una terapia corretta.

 

Come si diagnostica il diabete  tipo 1 nei bambini?
È molto semplice: prima ancora di misurare la glicemia, basta un’analisi delle urine, un test che qualunque pediatra di base dovrebbe essere attrezzato per fare. Se si riscontra glicosuria, cioè presenza di zucchero nelle urine, il sospetto che il bambino abbia il diabete è forte. Per confermarlo, il bimbo va inviato a un centro di diabetologia pediatrica per la valutazione della glicemia ed eventualmente per ulteriori esami più specialistici, necessari in casi particolari. In presenza di sintomi e di una glicemia superiore a 200 mg/dl la diagnosi è fatta.

 

Come si cura il diabete di tipo 1?
Il trattamento del diabete insulino-dipendente, come suggerisce il nome, consiste essenzialmente nella somministrazione di insulina, che deve essere fornita dall’esterno per compensare quella che il corpo non riesce più a produrre. Scoperta nel 1921, l’insulina ha subito da allora una serie di perfezionamenti e purificazioni. Attualmente, sono disponibili diversi analoghi dell’insulina – ultrarapida, rapida, intermedia, lenta– variamente modificati rispetto alla versione originale e da somministrare in diversi momenti della giornata, che permettono di personalizzare la terapia molto più che in passato. L’insulina deve essere somministrata con un’iniezione sottocutanea 4-5 volte al giorno mediante iniettori a penna dotati di aghi molto sottili, molto semplici da utilizzare, oppure mediante microinfusori, apparecchi che sono in grado di iniettare insulina ultrarapida sottocute in continuo, 24 ore su 24, con una velocità costante che può essere modificata a seconda delle necessità e nei vari periodi della giornata. I microinfusori oggi in commercio sono dispositivi piccoli e maneggevoli, ben collaudati; tuttavia, non sono adatti a tutti i pazienti.

 

La cura della malattia si esaurisce con la somministrazione di insulina?
Certamente no. L’obiettivo primario della terapia è garantire il mantenimento dell’equilibrio glicemico, evitando sia le iperglicemie sia le ipoglicemie. Per controllare che i valori della glicemia siano corretti e, in caso contrario, regolare la dose di insulina somministrata, è necessario eseguire l’autocontrollo della glicemia. Il monitoraggio di questo parametro viene effettuato mediante i glucometri, strumenti che misurano la glicemia in una goccia di sangue prelevata da un dito mediante apposite lancette pungidito e depositata su una striscia reattiva che viene inserita nel glucometro.
La tecnologia sta facendo passi da gigante nella gestione del diabete, sia dal punto di vista della somministrazione mediante i microinfusori, sia da quello del monitoraggio, che si sta evolvendo verso sensori in grado di eseguire misurazioni in continuo della glicemia: aghetti sottocutanei che permettono di misurare fino a 300 glicemie al giorno. L’unione del microinfusore e del sensore in un unico dispositivo, poi, rappresenta il primo passo per arrivare, in un futuro non troppo lontano, al pancreas artificiale, in cui il sensore, sulla base della glicemia rilevata, possa suggerire al microinfusore quale dose di insulina somministrare.

 

Come deve mangiare un bambino diabetico?
Esattamente come tutti i coetanei che non hanno il diabete, fermo restando – ma questo vale per tutti – che la sua alimentazione deve essere corretta ed equilibrata. Grazie ai nuovi analoghi dell’insulina e ai nuovi microinfusori, oggi sono state fortunatamente superate quelle limitazioni nell’introito di zuccheri che i bimbi diabetici avevano una ventina di anni fa. Certamente, però, bisogna evitare di mangiare quantità smodate di dolci o di alimenti molto ricchi di zucchero, regola che peraltro, di nuovo, dovrebbe seguire chiunque. Insomma, in linea generale un bambino diabetico può mangiare come i suoi compagni, tenendo però presente che prima di mangiare deve misurare la glicemia e somministrare l’insulina.

 

Al di là della dieta, un bimbo diabetico deve sottostare a qualche restrizione a causa della sua malattia, per esempio per quanto riguarda l’attività sportiva?
Assolutamente no. Può fare senza problemi tutte le attività tipiche della sua età, senza particolari limitazioni. Può e anzi dovrebbe fare sport, privilegiando le attività aerobiche; può e deve partecipare alle vita scolastica. Il diabete non deve essere in alcun modo fonte di discriminazione o isolamento. Un bambino o un adolescente con diabete di tipo 1 e la sua famiglia dovrebbero imparare che la malattia, se gestita nel modo corretto, è solo una ‘condizione’, che non impedisce di giocare, andare a scuola, fare sport e divertirsi. Tutto questo, però, è possibile se a monte è stato fatto nei centri di diabetologia pediatrica un lavoro di educazione e informazione sui bambini e sulle famiglie, insegnando loro come ‘comportarsi da diabetici’ e come gestire nel modo più autonomo possibile la malattia: come controllare la glicemie, come somministrare l’insulina, come adeguare la dose di insulina alle scelte alimentari e al programma delle attività giornaliere, come affrontare un’eventuale crisi ipoglicemica, e così via.

 

 

Reference

San Raffaele Diabetes Research Institute (#DRI)

 

 

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