La cameretta ideale? A prova di inquinamento indoor

I nemici che si infiltrano nella nostra home sweet home sono davvero tanti, e possono chiamarsi di volta in volta formaldeide, benzene, pesticidi, composti volatili organici, polveri, campi elettromagnetici, funghi, muffe, batteri. Si nascondono a nostra insaputa nell’arredamento, nelle tappezzerie, nei detergenti che usiamo ogni giorno, nei giocattoli, nelle bocchette dell’aria condizionata e negli umidificatori che si usano quando è acceso il riscaldamento. Perfino nei deodoranti per ambiente, che sembrano dare quel profumo così gradevole, e negli schermi di televisori e computer. Fronti d’attacco diversi, che come hanno dimostrato gli studi e le rilevazioni più recenti fanno sì che l’aria tra le pareti di casa possa talvolta essere più dannosa di quella al di fuori.

Per cominciare, esistono due grandi categorie di inquinanti indoor: quelli chimici e quelli biologici. I primi sono costituiti dalle sostanze artificiali rilasciate anche a distanza di tempo da una gamma vastissima di prodotti, che va dai mobili (soprattutto quelli nuovi) alle vernici per pareti e pavimenti, dalle colle usate per moquette e tappezzerie ai prodotti per lavare i vetri o il pavimento. 
Gli inquinanti biologici sono invece funghi, spore, batteri, muffe o acari. Li si trova negli ambienti umidi e caldi, e il loro habitat ideale sono materassi, tappeti, peluche o libri, ma anche soffitti, angoli nascosti, retro delle tappezzerie. Sono tante, insomma, le variabili che bisogna considerare, a maggior ragione nelle stanze per i più piccoli, spesso affollate di oggetti solo all’apparenza innocui. Anche perché il problema di base è la quantità di tempo che i bimbi trascorrono nell’ambiente giorno dopo giorno, anno dopo anno: nonostante i singoli inquinanti possano non raggiungere elevate concentrazioni, bisogna considerare sia la prolungata esposizione (e dunque l’effetto a lungo termine) sia la combinazione di sostanze che si tramutano in miscele particolarmente malsane. Le conseguenze possono andare dalle allergie alle riniti-congiuntiviti, dall’asma bronchiale ad altre malattie delle vie respiratorie, da varie forme di malessere di cui non si riesce a individuare l’origine fino alla possibile insorgenza di malattie gravi.
Va aggiunto che negli ultimi decenni i metodi di costruzione degli edifici e le tecnologie contro la dispersione termica hanno dato vita al fenomeno della cosiddetta “casa sigillata”, nella quale cioè l’aria ha scarsissime possibilità di uscita. In pratica, se una volta gli spifferi e le porosità della pietra avevano quantomeno il vantaggio di assicurare un costante ricambio, oggi questo non avviene più. Allo stesso modo si è persa l’abitudine di arieggiare regolarmente i locali, banalmente perché spesso manca il tempo, la mattina prima di uscire.

Spiega Claudia Chiozzotto di Altroconsumo, un’associazione che conduce periodicamente indagini sulle possibili cause di inquinamento indoor: «A testimonianza di quanto il fenomeno sia frequente esiste una vera e propria Sindrome dell’Edificio Malato (Sick Building Syndrome), che comprende una gamma di sintomi provocati dalla cattiva qualità dell’aria: possono insorgere irritazione degli occhi o delle vie aeree, cefalea, tosse, debolezza. Un esempio di inquinante molto diffuso su cui abbiamo realizzato uno studio recente è la formaldeide, un composto organico cancerogeno che si assume per lo più per inalazione. È rilasciato tra l’altro da mobili in truciolato, tessuti, tappezzerie, detergenti, deodoranti e materie plastiche. Per fortuna, i produttori di mobili italiani in media rispettano le normative circa l’utilizzo, ma bisogna stare attenti anche ad arieggiare abbondantemente i locali dopo pulizie, bricolage o installazione di nuovi arredi che possono alzarne i livelli. Assolutamente sconsigliati – e ancora di più negli ambienti dove vivono dei bambini – sono i deodoranti per interni, che oltre alla formaldeide contengono fragranze allergizzanti che possono irritare le mucose».

Per creare nella cameretta un ambiente davvero a misura di bambino, bisognerebbe poi osservare alcuni principi di base:

  • scegliere il più possibile prodotti naturali (curandone però regolarmente l’igiene, per evitare che diventino terreno per micro-organismi indesiderati)
  • cambiare l’aria a fondo per almeno 10 minuti due volte al giorno
  • limitare i detergenti a spruzzo che rilasciano una maggior quantità di residui volatili
  • non fidarsi dei prodotti cosiddetti “senza risciacquo”
  • evitare anche l’accumulo di apparecchiature elettriche (dal televisore al computer, fino ai giochi elettronici), che creano campi magnetici e trasmettono radiazioni. In ogni caso, vale sempre la regola di spegnerli e non di lasciarli in stand by quando non sono utilizzati.

 Chi volesse sapere nel dettaglio quali sono i prodotti e i comportamenti più a rischio, può visitare il sito dell’Agenzia per la protezione dell’ambiente e per i servizi tecnici. www.indoor.apat.gov.it

A cura di: Laura Taccani

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