Le vaccinazioni dei bambini: come, quando, perché

Età

Vaccini

Esecuzione

Nel mese successivo al compimento del 2° mese

Poliomelite
Tetano
Difterite
Epatite B
Pertosse
Haemophilus B

Unica somministrazione con vaccino esavalente

Nel mese successivo al compimento del 4° mese

Poliomelite
Tetano
Difterite
Epatite B
Pertosse
Haemophilus B

Unica somministrazione con vaccino esavalente

Nel mese successivo al compimento del 10° mese

Poliomelite
Tetano
Difterite
Epatite B
Pertosse
Haemophilus B

Unica somministrazione con vaccino esavalente

Nel mese successivo al compimento del 12° mese

Morbillo
Parotite
Rosolia

Unica somministrazione con vaccino trivalente

Entro sei mesi dal compimento del 5° anno

Poliomelite Tetano
Difterite Pertosse Morbillo Parotite Rosolia

Due somministrazioni contemporanee in sedi diverse: vaccino tetravalente e trivalente oppure
Tre somministrazioni contemporanee in sedi diverse: vaccino bivalente (dif+tet) vaccino antipolio e vaccino trivalente

Dopo il compimento del 15° anno

Tetano
Difterite
Pertosse

Unica somministrazione

 

Vaccinazioni obbligatorie e raccomandate.
Le vaccinazioni obbligatorie sono quelle contro la difterite, il tetano, la poliomelite e l’epatite virale B. Vengono somministrate in un’unica iniezione dopo i primi 60 giorni di vita del bambino; con richiami successivi al 5° e 12° mese e poi ancora verso i 5-6 e gli 11-15 anni. E’ possibile nella stessa iniezione inserire anche altri due vaccini, quello contro la pertosse e la Haemophilus influenzae tipo b, che non sono obbligatori, ma consigliati, e trasformano il vaccino in quello che viene comunemente definito “esavalente”, perché vaccina contemporaneamente contro 6 malattie. Le altre vaccinazioni raccomandate sono quelle contro morbillo, parotite e rosolia, che vengono praticate in un’unica dose a 11-15 mesi, con richiamo a 5-6 anni.


Vaccinazioni: sì o no?

Senz’altro, sì. Perché il fatto di prendersi cura dei propri figli e di nutrirli in modo adeguato non è sufficiente a garantire una reale protezione contro alcuni agenti patogeni. I vaccini rappresentano, invece, la più efficace misura protettiva contro una buona parte delle malattie infettive più pericolose, perché stimolano l’organismo a produrre attivamente una risposta immunitaria e lo rendono capace di resistere alle infezioni.
I principali detrattori delle vaccinazioni mettono sempre l’accento sugli effetti collaterali che si sono registrati in un numero davvero esiguo di casi analizzati, senza mai considerare che le conseguenze della malattia, contro la quale sconsigliano la vaccinazione, sono percentualmente molto più elevate e a volte anche più gravi. Il morbillo, per esempio, può dare serie complicanze a carico dell’apparato respiratorio e neurologico, come del resto la pertosse. Mentre la parotite, meglio nota come “orecchioni”, innocua per le femmine, può essere responsabile di infiammazione ai testicoli nei maschi e causare sterilità. E la rosolia, se contratta in gravidanza, può determinare danni permanenti al feto. Inoltre, i vaccini che si hanno a disposizione oggi hanno un elevatissimo grado di sicurezza; gli effetti indesiderati gravi sono molto rari e costituiscono una percentuale bassissima.
Al di là della protezione offerta al singolo bambino, nella prospettiva più ampia della salute pubblica, rappresentano lo strumento più efficace per assicurare un’immunizzazione a tappeto contro le malattie, con il minor rischio possibile di reazioni indesiderate. Ma, come sempre, per poter effettuare scelte consapevoli, è opportuno raccogliere tutte le informazioni necessarie e consultare il proprio pediatra di fiducia.


E il vaccino anti-influenzale?

Il vaccino utilizzato viene preparato sulla base dei ceppi di più recente isolamento, quindi, di più probabile circolazione, e risulta efficace nei soggetti con più di 6 mesi di vita, in quanto, prima di tale età, la risposta anticorpale è bassa. Si può effettuare in autunno avanzato (dall’inizio di ottobre fino alla fine di novembre) e fino ai 9 anni si somministrano 2 dosi nei soggetti vaccinati per la prima volta. E’ consigliato ai soggetti con cardiopatie congenite emodinamicamente significative, con patologia respiratoria cronica (incluso l’asma), con patologia metabolica incluso il diabete, con insufficienza renale ed epatica, con immunodeficienze congenite o acquisite. Ma anche ai prematuri e ai nati di peso inferiore ai 2,5 chili. Per tutti gli altri bambini, molto dipende dal tipo di vita che fanno e se frequentano una comunità infantile, dove i virus sono assai diffusi.
Qualche informazione pratica sulle vaccinazioni
Tutte le vaccinazioni, sia obbligatorie che raccomandate, possono essere effettuate gratuitamente nella ASL o nel consultorio pediatrico della propria zona. Prima della vaccinazione non è necessario osservare alcun periodo di digiuno o dieta speciale, né è necessario un “via libera” del pediatra di base, se il bambino appare in buona salute. Il piccolo viene comunque visitato presso il centro vaccinale prima dell’esecuzione della vaccinazione. Nel corso delle ore successive, potrebbe accusare un po’ malessere generale e un innalzamento della temperatura. Effetti sì indesiderati, ma che non devono assolutamente preoccupare le mamme.
 

A cura di: Elena Magni

 

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