Nati prematuri, fondamentale l’assistenza clinica e psicologica

Nati prematuri, fondamentale l’assistenza clinica e psicologicaLa SIN – Società Italiana di Neonatologia – chiarisce la situazione dei nati prematuri in Italia: i bambini nati prima della 37° settimana di gestazione sono circa 32.000 all’anno, il 7% delle nascite totali. La percentuale di mortalità è in diminuzione, ma risulta necessario fornire un maggiore supporto alle famiglie.

 

Nati prematuri: la situazione in Italia

Secondo i dati CeDAP 2016, il 7% del totale dei nati in Italia, circa 32.000 all’anno, sono pretermine, cioè vengono al mondo prima della 37° settimana di età gestazionale.

La prematurità è una malattia spesso grave, che può creare danni importanti al bambino: i nati prematuri, infatti, possono nascere con organi non completamente sviluppati (polmoni, cervello, intestino, cuore), e le anomalie sono tanto più gravi quanto più il parto avviene in anticipo.

Tra i nati pretermine, i bambini sotto i 1500 grammi di peso (1% delle nascite, circa 4.400) rappresentano la categoria più a rischio.

Come sottolinea il Prof. Fabio Mosca, Presidente della SIN, “l’Italia oggi è uno dei Paesi con il più basso tasso di mortalità al mondo per neonati di peso inferiore a 1500 grammi con il 13,8% rispetto al 15% a livello mondiale (negli anni ‘70 era il 60%). Se si vogliono mantenere questi standard elevati di qualità, oggi raggiunti nelle cure al neonato, sono necessarie più risorse, sia umane che tecnologiche e un maggior supporto alle famiglie da parte delle Istituzioni nazionali e locali.”

 

Assistenza clinica e psicologica

Il progresso scientifico ha permesso un netto aumento del tasso di sopravvivenza dei nati prematuri in Italia, ma ancora molto può essere fatto per migliorare ulteriormente la situazione e ridurre il rischio che questi bambini sviluppino problemi durante la crescita.

Come sostiene la Fondazione Europea per la cura dei neonati pretermine (EFCNI), i nati prematuri devono essere seguiti in Ospedali dotati di Terapie Intensive Neonatali (TIN) con attrezzature moderne e personale altamente specializzato, per garantire loro un’assistenza adeguata. Inoltre, è importante consentire l’accesso dei genitori 24 ore su 24, coinvolgendoli direttamente e favorendo il contatto pelle a pelle (skin to skin), anche allo scopo di facilitare l’avvio dell’allattamento materno.

Un altro fattore da non trascurare è il supporto psicologico alle famiglie: è fondamentale che i genitori siano preparati ad affrontare la prematurità dei propri figli, attraverso adeguati percorsi di sostegno psicologico presso questi reparti.

 

La proposta della SIN

Secondo la SIN, è necessario che il Follow-up del Neonato Pretermine venga ufficialmente riconosciuto dal nostro Sistema Sanitario: solo così si potranno garantire risorse umane ed economiche adeguate a soddisfare le complesse esigenze del neonato dopo la dimissione ospedaliera.

“Per migliorare la prognosi a lungo termine di questi neonati e sostenere attivamente le loro famiglie, è prioritario attivare servizi di Follow-up multidisciplinare, collegati ai centri di riferimento di Terapia Intensiva Neonatale”, spiega il Prof. Mosca. “I bimbi pretermine, in particolare i prematuri più gravi, dovrebbero essere tenuti sotto osservazione costante per valutarne i parametri vitali e di sviluppo, con accertamenti ripetuti nel tempo fino all’inizio dell’età scolare.”

 

Prevenzione: il punto di vista della Fnopoo

Anche la Federazione Nazionale degli Ordini della Professione Ostetrica (Fnopoo) sottolinea la necessità di una corretta assistenza al neonato pretermine e alle famiglie, evidenziando l’importanza del ruolo dell’ostetrica come punto di riferimento per la donna.

La Fnopoo si rende anche grande sostenitrice dell’allattamento materno, pratica che permette di nutrire il bambino con un alimento specifico e naturale, che per un neonato pretermine vuol dire maggiori possibilità di superare le complicanze legate alla sua condizione.

Inoltre, la Federazione ricorda che la prevenzione è l’arma più efficace per ridurre i rischi anche dei parti pretermine. L’invito a tutte le donne in gravidanza è di seguire i corsi di accompagnamento alla nascita, nei quali le ostetriche spiegano anche l’importanza di condurre uno stile di vita il più sano possibile, evitando l’uso e l’abuso di sostanze quali alcol, droghe e sostanze psicotrope (psicoattive, per esempio gli psicofarmaci).

Queste cattive abitudini, insieme a patologie quali obesitàdiabete e ipertensione possono influire negativamente sulla salute del feto e sulla qualità del parto, ad esempio predisponendo o determinando una nascita pretermine.

 

 

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References

Società Italiana di Neonatologia.

Dati CeDAP – Certificato Di Assistenza Al Parto – 2016

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