Neomamme e ritorno al lavoro: non mancano ansia e sensi di colpa

Il ritorno al lavoro delle neomamme – ed è esperienza comune tra le donne di tutto il mondo – è spesso caratterizzato da ansia e sensi di colpa: è quanto emerge dalle interviste realizzate dall’agenzia Reuters, che rivelano un quadro variegato a livello di diritti e aiuti sociali nei diversi Paesi del mondo.

 

Neomamme e ritorno al lavoro

Dalle interviste effettuate da Reuters alle neomamme di tutto il mondo è emerso che molte donne che tornano al lavoro dopo il congedo di maternità sperimentano ansia e sensi di colpa. Tante lamentano il fatto che le società in cui vivono prediligono la produttività rispetto alla crescita dei figli, non concedendo alle neomamme un periodo di pausa dal lavoro sufficiente per potersi prendere cura dei propri bambini.

L’OCSE, Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico, in un rapporto del 2016 ha rivelato che, tra i Paesi membri, le donne hanno diritto in media a 18 settimane di congedo di maternità retribuito. Esistono, però, delle differenze significative: mentre Paesi come la Russia e la Gran Bretagna assicurano molti mesi o addirittura anni per il congedo di maternità, gli Stati Uniti sono l’unico esempio di Paese che non offre alcun diritto legale alle ferie retribuite su base nazionale.

 

L’esperienza delle neomamme nel mondo

Le interviste di Reuters hanno evidenziato un quadro variegato dal punto di vista dei diritti delle neomamme e del livello di preoccupazione legato al ritorno al lavoro.

Blanca Eschbach, neomamma del Texas, ha goduto di 10 settimane di riposo come congedo di maternità e sottolinea di sentirsi parte di una società che dà maggiore importanza alla produttività che alla vita familiare, alimentando nella donna i sensi di colpa per la pausa che è stata presa dal lavoro. Una situazione simile a quella sperimentata da Lucie Sol, dei Paesi Bassi, che è però riuscita ad estendere il suo periodo di congedo per maternità raggiungendo un totale di 27 settimane.

Anche l’esperienza della brasiliana Tatiana Barcellos è caratterizzata da un senso di ansia e preoccupazione di tornare al lavoro, soprattutto per paura che la propria assenza possa causare stress al bambino.

La sudafricana Ferzanah Essack spiega che la legge del suo Paese prevede quattro mesi di congedo di maternità, sebbene alle neomamme non sia garantita una retribuzione durante questo periodo, e 10 giorni di congedo di paternità. Anche in questo caso, la donna ammette di sentirsi nervosa all’idea di tornare al lavoro.

La situazione risulta più agevole in Bielorussia, dove le neomamme ricevono un reddito medio mensile per 70 giorni prima della nascita e per 56 giorni dopo. Il congedo per maternità può essere usufruito fino a tre anni dopo la nascita da qualsiasi parente o tutore del bambino. Per questo, Alesia Rutsevich si reputa soddisfatta della politica del suo Paese, che le concede di trascorrere un tempo significativo da trascorrere con suo figlio.

 

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Reference

Callaghan O’Hare, Pilar Olivares et al – New mothers suffer nerves, guilt as maternity leave ends. Reuters Health, March 6, 2019

 

 

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