Otiti infantili

Otiti infantiliPer alcune mamme il mal d’orecchio, o, più propriamente, otite, è un vero e proprio incubo. Vi sono bambini, infatti, che vanno soggetti alla malattia più e più volte durante la stagione fredda. Per altri, invece, l’otite è un’evenienza decisamente meno frequente. Parliamo a tutto tondo di questo disturbo con il dottor Ermenegildo Marciante, pediatra di libera scelta a Milano.
Innanzitutto, che cos’è l’otite e da che cosa è causata?
L’otite è un’infezione dell’orecchio che può colpire zone diverse di questa struttura. Quando è interessato l’orecchio esterno, ovvero la parte che va dal padiglione auricolare alla membrana timpanica, si ha un’otite esterna. Se, invece, è colpita la porzione al di là del timpano, l’orecchio medio, si parla di otite media. Ed è proprio quest’ultima, l’otite media acuta, la forma più frequente (80% dei casi) tra i bambini più piccoli, dai 10 mesi fino ai 2-3 anni. Con l’aumentare dell’età, i bimbi si ammalano sempre di meno: a 6-7 anni, infatti, il numero dei casi di otite tra i piccoli è pari a quello degli adulti. Quanto alle cause, la malattia ha origine da un’infezione virale che compare più spesso dopo infezioni delle alte vie respiratorie, quali raffreddori o mal di gola. Talvolta, dopo una prima fase virale ne subentra una seconda, di natura batterica. Quando ciò accade, le terapie da adottare cambiano radicalmente.
Esistono fattori che predispongono alla comparsa dell’otite?
Sì. Ci sono fattori sia ambientali sia anatomici che possono incidere sulla comparsa e sulla frequenza della malattia. Tra quelli ambientali, ricordiamo la presenza di agenti irritanti o inquinanti nell’aria: se in famiglia ci sono persone che fumano oppure se negli ambienti domestici non viene effettuato un sufficiente ricambio d’aria, aumentano la probabilità di ammalarsi, che crescono anche quando un bambino piccolo frequenta l’asilo nido, dove è più facilmente esposto a infezioni virali e, di conseguenza, all’otite. In alcuni bambini, inoltre, una particolare conformazione dell’apparato uditivo o di zone anatomiche adiacenti può determinare una maggiore suscettibilità alle infezioni dell’orecchio medio. Per esempio, quando le tube di Eustachio – i piccoli condotti che mettono in comunicazione l’orecchio medio con la parte più alta della gola (rinofaringe) – sono orizzontali o poco elastiche, si può avere un ristagno di catarro o di batteri che favorisce l’insorgenza dell’otite. Un altro fattore di rischio è costituito dalla presenza di adenoidi eccessivamente sviluppate (ipertrofiche) che riducono la ventilazione del naso o dalla presenza di adenoidi infette. In presenza di una o più di queste condizioni, il bambino va soggetto con maggior frequenza all’otite e può andare incontro anche a 3-4 episodi in una sola stagione invernale.
Quali sono i sintomi della malattia e cosa fare quando esordisce?
Il sintomo più tipico dell’otite media acuta è costituito dal dolore all’orecchio (otalgia) che, talvolta, può essere accompagnato da febbre anche alta (38-39°C). Il bambino mostra un sonno disturbato con frequenti risvegli notturni, perché la posizione supina acuisce il disagio all’orecchio. Quando poi l’otite ha anche una componente batterica e si ha un’abbondante produzione di pus (otorrea), è possibile trovare sul cuscino tracce di materiale purulento. L’otite esterna è caratterizzata, oltre che dal dolore, dall’infiammazione e l’arrossamento del condotto uditivo e della membrana del timpano. Nel caso dell’otite riflessa, che si verifica quando un molare in crescita taglia la gengiva, irritando una parte del nervo trigemino, il dolore dovuto alla nevralgia è, invece, l’unico sintomo presente a livello dell’orecchio. Indipendentemente dal tipo di otite e dall’eventuale diagnosi, se il dolore è l’unico sintomo presente, si inizia una terapia antidolorifica con paracetamolo per bocca. Se il dolore non regredisce nell’arco di 24-48 ore, allora è necessario rivolgersi al pediatra, può formulare una diagnosi precisa anche utilizzando uno strumento (otoscopio) che consente di esaminare lo stato del condotto uditivo, del timpano e dell’orecchio medio, rilevando anche la presenza, in quest’ultimo, di liquidi patologici quali essudato o catarro.
Come si cura, oggi, l’otite?
Le terapie sono diverse a seconda del tipo di otite. Nel caso di otite esterna, il trattamento consiste nell’utilizzo di antidolorifici orali quali il paracetamolo o farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) come l’ibuprofene. Si possono impiegare anche gocce anestetiche che vanno instillate direttamente nel condotto uditivo. Se il bambino ha un’otite riflessa, il trattamento prevede l’utilizzo del paracetamolo ed è esclusivamente finalizzato ad alleviare il dolore. Più complesso è, invece, il trattamento dell’otite media. In una prima fase, come già accennato, si adotta un atteggiamento di attesa. Si somministra ibuprofene, che ha un’azione antinfiammatoria, per 1 o 2 giorni; tuttavia, se l’esame otoscopico rivela un orecchio interno piuttosto compromesso o se il bambino, oltre al dolore, mostra segni di malessere generalizzato e ha anche la febbre, allora è necessario ricorrere alla terapia antibiotica. Il farmaco da impiegare nei primissimi casi di otite del bambino è l’amoxicillina, mentre è preferibile passare all’associazione di amoxicillina e acido clavulanico se si tratta di ricadute. Ricaduta dopo ricaduta, è possibile che si selezionino batteri resistenti. In tal caso, è necessario passare ad altri tipi di antibiotici, verificandone l’efficacia in base alla risposta del bimbo. In caso di otite media, l’antibiogramma non è un esame facilmente eseguibile e in genere non lo si richiede, tranne in rari casi di otorrea resistente alle terapie o dopo aver praticato un apposito forellino nel timpano, per il prelievo del pus. Generalmente, 7-8 bambini con l’otite media su 10 vengono trattati con antibiotici, associati a FANS nelle prime 24-48 ore. Dopo 7 giorni di terapia, è raccomandato un controllo dal pediatra, il quale deciderà se interrompere o proseguire il trattamento, che solitamente viene somministrato per non più di 15 giorni in totale.
Si può fare qualcosa per prevenire l’otite?
Alcuni accorgimenti consentono di ridurre la comparsa dell’otite o delle sue recidive. Per esempio, va evitata l’esposizione del bambino al fumo di sigaretta e bisogna sempre aerare bene gli ambienti domestici. Se un bambino che frequenta l’asilo nido si ammala troppo spesso, va ritirato dalla struttura. Inoltre, nei piccoli soggetti a otiti ricorrenti, è bene tenere sempre pulito il naso con lavaggi di soluzione fisiologica. Vi sono, infine, prove scientifiche che suggeriscono una protezione almeno parziale nei confronti dell’otite da parte della vaccinazione anti-pneumococcica.

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