Piccoli nemici in agguato

Batteri, funghi e virus: colpiscono colpiscono i bambini mentre sguazzano in riva al mare, mentre armati di paletta e secchiello giocano vicino all’ombrellone, o mentre si tuffano felici dal bordo della piscina. Sono queste infatti alcune delle situazioni più comuni in cui proliferano batteri, funghi e virus che proprio in vacanza, mentre ci si diverte godendosi l’agognata spensieratezza, possono causare non soltanto semplici fastidi ma anche patologie che se non diagnosticate con tempestività degenerano creando ulteriori problemi: dall’impetigine alle micosi, alle verruche. Il problema è molto più frequente di quanto si possa pensare, e negli ultimi anni si è registrato un ritorno di tutte queste malattie infettive che si manifestano proprio quando le si sottovaluta e ci si espone inconsapevolmente a rischi magari banali. Ne abbiamo parlato con la dottoressa Magda Belmontesi, medico chirurgo specialista in Clinica Dermosifilopatica e membro della Società Italiana di Dermatologia e Venereologia (Sidev).

 

Il discorso riguarda soprattutto i più bambini piccoli, che avendo un sistema immunitario non ancora maturo sono un bersaglio più facile per gli aggressori silenziosi, in particolar modo nel periodo estivo. È nei mesi caldi infatti che l’incidenza di queste forme dermatologiche raggiunge il suo apice, prima di tutto perché il corpo è meno protetto da indumenti e scarpe, ma anche perché la naturale sudorazione unita a un clima caldo-umido favorisce la proliferazione di batteri e parassiti. Senza contare che in vacanza è più facile trovarsi in situazioni in cui il contagio può avere una diffusione rapidissima. Per tutti questi motivi, è importante conoscere i principali nemici che rischiano di rovinare il meritato riposo dei bambini e dei loro genitori.

 


Impetigine:  quelle papule sul viso

L’ impetigine è la più frequente infezione cutanea superficiale, soprattutto tra i bambini più piccoli che la contraggono nella sabbia o in acqua, dove i microbi non si fanno certo desiderare. A causarla sono batteri comuni come lo Stafilococco e lo Streptococco presenti normalmente sulla pelle (in condizioni standard, ogni centimetro quadrato di pelle può ospitare fino a 1 milione di germi) che approfittano di un indebolimento della barriera dell’epidermide per moltiplicarsi e infettarsi. Tra le parti più colpite ci sono il viso e in particolare le zone che circondano gli orifizi, come il naso e la bocca. Il contagio è ancora più facile in presenza di una semplice puntura d’insetto o di una microabrasione a cui non si darebbe altrimenti alcuna importanza. È qui che i germi entrano in azione generando l’infezione.
«Spesso», spiega la dottoressa Belmontesi, «si inizia con una piccola lesione che poi si diffonde per autocontagio. Capita regolarmente con i bambini, che si grattano le croste molli e poi si toccano in altre parti del corpo estendendo la diffusione». Le papule rosse che compaiono all’improvviso, infatti, si trasformano velocemente in vescicole che contengono un liquido prima trasparente e poi più denso, che per autoinoculazione raggiunge anche parti molto lontane del corpo. Per fortuna la diagnosi non crea particolari problemi, e se le pustole vengono identificate in fretta è sufficiente un trattamento topico con crema antibiotica, mentre quando la forma è avanzata è necessario ricorrere anche a un antibiotico per bocca, con un decorso più lento.

 


Attenzione all’umidità, amica dei miceti

La pelle – in particolare quella di zone come le ascelle o gli spazi interdigitali dove la traspirazione è più difficile – è un terreno favorevole allo sviluppo dei cosiddetti funghi, miceti che sviluppandosi consumano lo strato più superficiale della cute e provocano arrossamento con prurito. Sintetizza la dottoressa Belmontesi: «La micosi più diffusa è la Candida (banalmente chiamata mughetto) che può colpire dalle dita dei piedi fino alla bocca dei bambini, che proprio lì portano spesso le mani poco pulite.

Un’altra micosi che può riguardare anche il cuoio capelluto è la Tinea, con caduta dei capelli e chiazze pruriginose coperte da crosta. In questo caso, la trasmissione avviene facilmente attraverso il pelo degli animali.
Infine, meno frequente ma comunque da tener presente, è la onicomicosi con ispessimento e cambiamento del colore delle unghie, che si contrae per esempio girando scalzi. Va detto che gli antimicotici risolvono di solito con facilità queste forme, ma è necessario ricorrere a un consulto appena si nota un’anomalia».

Quanto alle norme di igiene personale, è fondamentale indossare sempre le scarpe negli spazi comuni ma anche asciugarsi bene dopo il bagno e sostituire sempre il costume con uno asciutto, perché l’umidità è il miglior amico dei miceti. Per evitare il contagio in famiglia, poi, meglio preferire saponi col dispenser e non usare gli stessi asciugamani.

 


Verruche: mani e piedi a rischio

Le verruche colpiscono spesso la pianta dei piedi e il palmo delle mani, esposti a questo rischio nelle docce della spiaggia o in piscina. La sensazione immediata è di una puntura sotto la pelle che sale in profondità, e il contagio è facile perché basta che una microabrasione entri in contatto con il papilloma virus, e il gioco è purtroppo fatto. Nei bambini vale poi come sempre il discorso dell’autocontagio, quando da una chiazza scorticata si porta in giro l’infezione.

C’è poi un secondo tipo di verruche “piane” che possono essere dovute a uno stato di indebolimento e stress, per esempio post-scolastico. Si tratta di forme più resistenti, che vanno trattate con neve carbonica.
In tutti questi casi, è decisiva ovviamente un’accurata igiene personale. Ma attenzione, avverte la specialista: lavarsi troppo spesso o con detergenti aggressivi indebolisce il film idrolipidico e crea un rischio ulteriore.

 

** La dott.ssa Magda Belmontesi, medico chirurgo specialista in Clinica Dermosifilopatica, è membro della Società Italiana di Dermatologia e Venereologia (Sidev) e della SIDEMAST (Società Italiana di Dermatologia), docente alla scuola superiore di medicina estetica Agorà Milano, docente al master di II livello medicina estetica all’Università di Pavia, docente al SIME – Fatebenefratelli di Roma, trainer internazionale in medicina estetica, speaker e chairman a Congressi Scientifici Nazionali e Internazionali. Consulente scientifico per le maggiori testate giornalistiche italiane, è pubblicista dal 1996.

 

A cura di: Natalia Mongardi (2009)
Revisione e aggiornamento a cura della Redazione ED – 1 luglio 2019

 

 

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