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Pubblicato il 13 dicembre 2010

Questo bimbo a chi lo lascio?

Quando arriva il momento di rientrare in ufficio, le mamme lavoratrici, spesso tra ansie e sensi di colpa, devono decidere a chi affidare il loro piccolo. A volte è davvero difficile vivere serenamente questo momento, tuttavia è importante considerare che non è  la quantità del tempo che si passa con il proprio bambino a fare la differenza, ma la qualità; degli scambi quotidiani, le coccole, i giochi e l’;amore dimostrato che lo aiuteranno a sentirsi tranquillo e felice. Quindi al momento di scegliere se lasciare il bimbo con i nonni, all’asilo nido o nelle mani di una tata, le mamme devono considerare che ciascuna di queste scelte comporta degli innegabili vantaggi per la formazione e la crescita del proprio figlio.

Asilo nido, nonni e tata: pro e contro
Da un punto di vista affettivo, il binomio nonno e nipote rappresenta di gran lunga la scelta migliore, perché sono “di famiglia” e, senza alcun dubbio, lo ameranno sopra ogni cosa, cercando di dargli il meglio. Ma proprio per questa ragione si potrebbero generare dei conflitti con il lo stile e il modello educativo dei genitori, problema che invece non si pone se si decide di mandare il piccolo all’asilo nido o di lasciarlo con una tata. Nel primo caso il bambino ha l’opportunità di incontrare persone professionalmente qualificate, che sapranno senz’altro stimolarlo in modo adeguato e potrà da subito imparare a vivere in mezzo agli altri. Tuttavia si troverà a dover passare parecchie ore al giorno lontano dal suo ambiente e se si ammala, bisogna comunque avere un’a lternativa. Mentre con la tata il piccolo può rimanere a casa sua, tra le sue cose, accudito da una persona a lui totalmente dedicata, che però comporterà senz’altro per la famiglia un certo impegno economico. Non è facile dunque stabilire quale sia la scelta migliore in assoluto, molto dipende dal carattere e dalle possibilità che ognuno ha. E a volte è proprio un mix di queste tre opzioni a risultare vincente perché permette di cogliere il meglio che ciascuna di queste soluzioni può offrire.


Non ci sono più i nonni di una volta

I nuovi nonni sono molto più attivi e in salute rispetto a quelli dei decenni passati. Spesso viaggiano, sono pieni di interessi, hanno indubbiamente molto da trasmettere ai loro nipoti e, soprattutto, hanno la giusta risorsa per farlo: il tempo. Possono quindi dedicare ore intere a giocare, a leggere storie o semplicemente a chiacchierare. In più, a differenza dei genitori, non sentono il peso del compito educativo, sono quindi più rilassati e tolleranti, riuscendo a stabilire un rapporto nonno-nipote più ludico e a dimostrargli quell’amore sconfinato che li aiuterà senz’altro a diventare degli adulti felici. E poi…Non chiudono per ferie, hanno orari flessibili e, quando serve, tirano fuori delle risorse impensate. Tuttavia, se passano tutto il giorno con i bambini, è molto probabile che sviluppino nei loro confronti un certo senso di possesso che li porterà a prendere decisioni magari contrarie al volere dei genitori. In questi casi è importante evitare discussioni davanti ai piccoli, meglio risolvere i conflitti in privato, dimostrando che si comprende il loro punto di vista e cercando di essere intransigenti solo quando è davvero necessario. Tenendo presente che i bambini capiscono benissimo che i vizi dei nonni sono una piacevole eccezione e che la normalità e la sicurezza sta nel buonsenso quotidiano di mamma e papà. E se si rendono conto che, al di là della differenza di vedute, ci si ama e ci si rispetta, si sentiranno protetti e cresceranno con una dote di sicurezza in più.

 

L’asilo nido: ecco come sceglierlo
L’asilo nido rappresenta la prima comunità in cui il bambino vive al di fuori della famiglia: è importante dunque che lo sappia accogliere nel migliore dei modi. La struttura che lo ospita deve avere locali ampi, puliti, luminosi, possibilmente poco rumorosi e dotati di attrezzature a misura di bambino. Ma soprattutto deve avere personale qualificato, preparato e motivato, capace di individuare tutte quelle attività che stimolino lo sviluppo psico-motorio e cognitivo del bambino. E quando tutte queste caratteristiche sono presenti, i piccoli stanno bene e capita anche che avvengano miracolose trasformazioni. Ad esempio, bambini che a casa al momento di far la pappa fanno capricci inenarrabili, improvvisamente cominciano a mangiare, e pure da soli! Si decidono a togliere il rassicurante pannolino e magari fanno anche due ore di nanna al pomeriggio. Perché stare in mezzo agli altri aiuta decisamente a crescere e a tirare fuori il meglio di sé.


S.O.S tata

Ogni mamma sogna una tata come Mary Poppins, capace di trasformare un’amara medicina in uno sciroppo delizioso e di insegnare qualcosa non solo ai bambini ma anche a tutta la famiglia. E se nella realtà non è possibile volare sopra i tetti con l’aiuto di un ombrello, resta però un obiettivo realistico trovare una persona che sia in grado di prendersi cura dei bambini in modo adeguato. Per farlo ci si può rivolgere a un’agenzia specializzata, che deve produrre referenze controllabili, oppure affidarsi al passa parola di amici e conoscenti di fiducia. Per capire poi se ci si trova davanti alla persona giusta, basta osservarla e valutarne l’atteggiamento generale, che deve comunicare serenità, professionalità e competenza, oltre che, naturalmente, attitudine verso i bambini. A questo proposito è utile stabilire un periodo di prova durante il quale fare telefonate a casa per verificare l’umore sia della baby sitter che del bambino, ma anche vere e proprie visite a sorpresa. Infine, per cominciare con il piede giusto, è bene stabilire da subito tempi e regole, facendo ben capire che le indicazioni date e lo stile educativo della famiglia devono essere seguiti. E’ importante però mantenersi aperti a consigli e suggerimenti, soprattutto se arrivano da una persona esperta e abituata a occuparsi di bambini. In questo modo la tata diventa un prezioso alleato nell’impegnativa ma fantastica avventura di crescere i propri figli.

 


Nessia Laniado e Gianfilippo Pietra    
W i nonni

edizioni Red!

 

A cura di: Elena Magni

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