Sono davvero incinta?

Oddio, sarò incinta? Basta un minimo ritardo ed ecco che la domanda scatta in automatico nella mente di ogni donna in età fertile, scatenando gioia e aspettative oppure il panico, a seconda che si stia cercando o meno un figlio.

sONO DAVVERO INCINTA? _ eSSEREDONNAONLINEI sintomi della gravidanza

Ma esistono sintomi che possono segnalarci con certezza l’avvio di una gravidanza? “Possono senz’altro farla sospettare, ma non ne sono assolutamente una conferma” risponde la professoressa Giovanna Testa*, docente di Ginecologia dell’Università Insubria di Varese.
“Le manifestazioni più comuni, che possono comparire fin dall’inizio della gestazione, sono seno teso e dolente, crampi uterini, dolori lombari, stanchezza, sonnolenza, labilità emotiva, aumento dell’appetito. Attenzione, però: questi disturbi sono molto soggettivi ed estremamente variabili, ma, soprattutto, molto confondenti, perché del tutto sovrapponibili a quelli della cosiddetta sindrome premestruale, che molte donne lamentano prima dell’arrivo del ciclo”. È sempre colpa degli ormoni in subbuglio. E la nausea e il vomito? “Anche questi non fanno testo, innanzitutto perché rientrano anch’essi tra i possibili sintomi della sindrome premestruale, in secondo luogo perché, in caso di concepimento, non sempre si manifestano nelle prime settimane, ma un po’ più avanti, verso la  5a o 6a settimana. L’unico segnale che deve far sospettare una gravidanza e non coincide con i disturbi premestruali è l’assenza delle mestruazioni, e, in caso di ritardo del ciclo, il solo modo per dissipare ogni dubbio è fare un test di gravidanza” ribadisce la ginecologa.

 

Il test di gravidanza

Il test di gravidanza più comune consiste in uno stick da immergere nelle urine che si può acquistare in farmacia o addirittura al supermercato, senza obbligo di ricetta medica. In genere le confezioni ne contengono due, in modo da poterlo ripetere in caso di risultato dubbio oppure di esito negativo e persistenza dell’amenorrea. In alternativa, si può portare il campione di urine in farmacia e farlo analizzare da un laboratorio.

Meglio l’esame fai da te o quello di laboratorio? “Dal punto di vista dell’attendibilità è indifferente, perché si basano sulla stessa metodica, cioè la rilevazione nelle urine della beta-HCG (gonadotropina corionica umana), che è l’ormone della gravidanza, prodotto dalla placenta” risponde Testa. “È solo questione di comodità e di preferenza personale. Nel secondo caso si consegnano le urine in farmacia e poi si va a ritirare l’esito; nel primo, è la donna a dover esporre lo stick al flusso urinario e a dover poi interpretare il risultato, ma il test è comunque di facile esecuzione”.

 

Come funziona e come si fa il test di gravidanza?

“Si consiglia di eseguirlo la mattina con le urine della notte, che sono più concentrate. Si immerge la punta dello stick nelle urine e dopo 2-3 minuti si controlla. Se sulla striscia compare una sola banda colorata (banda di controllo), l’esito è negativo; se ne compaiono due, invece, è positivo” spiega la ginecologa.

 

Ma qual è il momento più indicato per fare il test di gravidanza?

“Dato che il test è in grado di rilevare la presenza della gonadotropina nelle urine già a 8 giorni dalla fecondazione della cellula uovo, se la donna ha un ciclo mestruale regolare si può fare già dopo 1-2 giorni di ritardo oppure almeno 2 settimane dopo un rapporto a rischio. Farlo prima è del tutto inutile. In caso di ciclo irregolare, invece, meglio posticipare un po’ perché il concepimento potrebbe essere avvenuto dopo i ‘canonici’ 14 giorni e quindi la beta-HCG, dopo soli 1-2 giorni di amenorrea, potrebbe non aver ancora raggiunto una concentrazione sufficiente per poter essere rilevata”.

 

Quanto è affidabile l’esame?

Se è positivo, il margine di errore è pressoché nullo, la certezza di essere rimaste incinte è quasi del 100%. I falsi positivi sono estremamente rari e legati a condizioni patologiche che possono portare a un aumento dell’HGC”. E se è negativo? “In questo caso, la sicurezza di non avere iniziato una gravidanza non c’è, perché può darsi che la gonadotropina non sia ancora sufficientemente concentrata per far reagire lo stick. Perciò, se le mestruazioni non arrivano, in caso di ciclo regolare si può aspettare 3-4 giorni e poi ripetere il test; se il ciclo è molto irregolare, invece, conviene rifarlo non prima di 10-12 giorni. Ci sono donne, infatti, che hanno cicli anche di 40 giorni e in questi casi il concepimento può avvenire anche il 25° giorno. Se il test continua ad essere negativo anche al secondo tentativo e il ritardo continua, invece, occorre rivolgersi al ginecologo per valutare il da farsi”.

 

La prima ecografia, conferma definitiva

In ogni caso, se il test è positivo, la conferma definitiva di una gravidanza in atto si ha poi con la prima ecografia, sicuramente uno dei momenti più emozionati per la futura mamma, che per la prima volta può vedere su un monitor quel minuscolo esserino che sarà poi il suo bambino.
“Già dopo 6-7 settimane dall’ultima mestruazione (cioè 4-5 settimane dopo il concepimento) l’ecografia permette di vedere il feto e il battito fetale, ma solitamente si esegue intorno alla 6a-7a settimana, preferibilmente per via transvaginale oppure per via transaddominale” spiega la ginecologa. “E un esame estremamente importante, che dà diverse informazioni importanti sulla salute del feto e la gravidanza. Innanzitutto, permette di controllare che non sia extrauterina, che il feto si sia impiantato correttamente nella cavità uterina e, soprattutto, che ci sia il battito cardiaco e che tutto stia evolvendo in maniera fisiologica. Inoltre, consente di capire se la gravidanza è singola o gemellare e di fare la datazione: stabilire, cioè, la data esatta del concepimento in base alla lunghezza del feto, e, da qui, calcolare l’epoca gestazionale e la data presunta del parto. Quest’informazione è importante anche per pianificare visite, esami, ed ecografie successivi con la giusta cadenza”.

 

* La prof.ssa Giovanna Testa, nata a Boston nel 1964, medico, specialista in Ginecologia – Ostetricia è dal 1994 docente presso l’Università degli Studi dell’Insubria di Varese, Facoltà di Medicina e Chirurgia e dal 2004 Ginecologa del Consolato americano a Milano.
Dal 1985 ha svolto attività clinica e di ricerca in endocrinologia ginecologica, infertilità di coppia e menopausa presso la Clinica Ostetrica e Ginecologica “Luigi Mangiagalli” di Milano e la Clinica Ostetrica e Ginecologica di Varese.
Nel 2005, ha conseguito il Master in “Metodi e Tecniche della comunicazione scientifica nell’area salute: dalla formazione (e-learning) all’informazione” presso l’Università degli Studi di Milano.
Tra le numerose collaborazioni, da citare l’Istituto di Biologia Molecolare di Princeton New Jersey (USA) e l’Istituto Mario Negri di Milano.
La prof.ssa Giovanna Testa è Autrice e Co-autrice di numerose pubblicazioni, nazionali e internazionali, in tema di endocrinologia ginecologica e fertilità di coppia.

Tags:
eD Promotion: i Prodotti di Mylan Spa

Entra con le tue credenziali

Ha dimenticato i dettagli?