Sport in gravidanza: quale scegliere

Sport in gravidanza - EsseredonnaonlineQualche mese fa hanno fatto scalpore sul web le immagini di una body-builder americana, Lea-Ann Ellison, ritratta dal fotografo mentre solleva un enorme bilanciere sfoggiando un pancione di 9 mesi. La donna, che è già madre di altri due figli, è stata accusata dai più di estremismo e imprudenza. Ma lei, per nulla toccata dalle critiche, si è difesa dicendo che aspettare un bambino non è una malattia. Cosa ne pensano i ginecologi? “Da un certo punto di vista la culturista ha ragione: la gravidanza non è una malattia e non va considerata tale” risponde la professoressa Giovanna Testa*, docente di Ginecologia dell’Università Insubria di Varese. “Se non ci sono rischi di aborto o problemi particolari, l’attività fisica nei 9 mesi di attesa è sicuramente consigliabile perché dà molti benefici. Perciò, se la donna è in buona salute e praticava sport prima di rimanere incinta, non c’è ragione per cui debba smettere di farlo dopo. La regola fondamentale da seguire sempre, però, è quella di non esagerare e usare il buon senso sia per quanto riguarda l’intensità dello sforzo sia per il tipo di sforzo praticato”.

 

SPORT IN GRAVIDANZA: SI

In effetti, i benefici dello sport in gravidanza sono tanti. Per la futura mamma, ma, a quanto pare, anche per il nascituro. “Praticare con regolarità un po’ di attività fisica e mantenere il tono muscolare è importante perché aiuta la futura mamma a non aumentare troppo di peso, contribuisce a mantenere la regolarità dell’intestino, favorisce la circolazione e permette in parte di prevenire e alleviare il mal di schiena nella zona lombo-sacrale, uno dei disturbi più frequenti nella gestante, oltre a migliorare il tono dell’umore grazie al rilascio di endorfine. In più, mantenere tonici i muscoli dell’addome aiuta ad avere un travaglio meno traumatico, a ‘buttar giù la pancia’ dopo la nascita del bebè e, in generale, facilita il recupero post-partum” spiega la prof.ssa Testa. Ma non solo. Uno studio dell’Università di Montreal presentato in novembre al congresso Neuroscience 2013, a San Diego, suggerisce, infatti, che fare almeno 20 minuti di esercizio fisico tre volte alla settimana durante la gravidanza può velocizzare lo sviluppo cerebrale del neonato.

Dunque, al bando la sedentarietà durante la dolce attesa, sia per le sportive sia per le più pigre, che in precedenza si erano tenute alla larga dallo sport. “Per queste ultime, però, ci vuole qualche accortezza” avverte Testa. “La gravidanza non è certo il momento adatto per iniziare a fare un’attività fisica qualsiasi che non si era mai praticata e non è il caso di improvvisare. Anche queste donne, però, possono senz’altro darsi a un’attività dolce come camminare o andare in piscina. Qualunque esercizio soft acquatico è l’ideale durante la gestazione perché in acqua si alleggerisce il peso del pancione, non ci sono rischi di traumi e i movimenti sono facilitati. Per l’attività in palestra, tuttavia, sconsiglio decisamente il fai da te. Meglio farsi seguire da un istruttore in grado di guidare la futura mamma e indicarle quali sono gli esercizi ok e quali, invece, quelli da evitare”.

 

SPORT IN GRAVIDANZA: NO

Ci sono però alcune circostanze in cui lo sport è controindicato, qualunque esso sia e indipendentemente da quanto la donna fosse atletica prima di rimanere incinta. “L’attività fisica è sempre da evitare in caso di problemi cardiaci o respiratori e in tutti i casi di gravidanza a rischio, per esempio in presenza di contrattilità uterina oppure di perdite ematiche vaginali o, ancora, di rottura delle membrane o placenta previa dopo la 26ma settimana di gestazione. In tutte queste situazioni, la cosa migliore è il riposo assoluto” sottolinea la ginecologa.

Anche in una gravidanza normale, in cui tutto fila liscio come l’olio, alcuni sport sono comunque sconsigliabili. “Sarebbe meglio evitare tutti quelli in cui si fanno balzi e saltelli, come l’aerobica ad alta intensità, la corsa e la scherma, perché possono favorire la contrattilità uterina, quelli di contatto come le arti marziali e qualunque attività che implichi un rischio di scontro e, quindi, di possibile trauma all’addome, nonché, per lo stesso motivo, tutti gli sport a rischio più o meno elevato di caduta, come ad esempio lo sci – sicuramente non indicato – l’equitazione e anche la bicicletta su strada, sconsigliabile pure per gli inevitabili sobbalzi dovuti alle irregolarità del terreno e del manto stradale” avverte Testa. “Si può fare tranquillamente, invece, la cyclette in casa. Gli sport migliori, però, sono sicuramente quelli acquatici, come il nuoto o l’aquagym, e vanno molto bene anche stretching e pilates, evitando però stiramenti eccessivi, così come anche lo yoga”. Quest’ultimo, lavorando molto sulla respirazione, è ottimo anche come preparazione al parto. Ne sa qualcosa, tra le mamme vip, la top model Gisele Bundchen, che lo ha praticato per tutta la gravidanza (e anche oltre).

sport in gravidanza - EsseredonnaonlineE gli addominali? Si possono fare sì o no?
“In acqua non c’è problema; all’asciutto invece, la questione è un po’ dibattuta. In teoria non sono consigliabili perché l’aumento della pressione addominale rischia di avere un impatto negativo sull’utero sottostante; in realtà non sono da escludere tout court perché ci sono alcuni esercizi molto utili per contrastare il mal di schiena. Di nuovo, sarebbe bene farsi seguire da un personal trainer che indichi quelli vietati e quelli permessi, e addirittura consigliabili. Nel momento in cui il peso del pancione cresce, infatti, avere un buon tono della muscolatura addominale permette di mantenere anche una postura corretta della colonna. Viceversa, se gli addominali sono ipotonici, la futura mamma può assumere posizioni sbagliate che spiegano il mal di schiena di cui soffrono tante gestanti” risponde Testa.

In ogni caso, a differenza del nuoto, che si può praticare fino quasi al momento del parto, gli addominali si possono fare fino circa alla 25ma settimana, fino a quando, cioè, la pancia non diventa così grossa da ostacolare certi movimenti. E questo vale per tutti gli esercizi di ginnastica a corpo libero. “È ovvio che, con il procedere della gravidanza, alcuni non si riusciranno più a fare, ma dovrebbe essere la donna stessa ad accorgersene. Alle mie pazienti dico sempre che è importante ascoltare il proprio corpo e tenere a mente che, nel praticare sport, si deve sempre mantenere uno stato di benessere. Quindi, quando si avverte uno sforzo e una fatica eccessivi, non voler fare a tutti costi solo perché l’esercizio ‘fa bene’. Ricordarsi, invece, che un’attività fisica troppo intensa e svolta male può essere anche dannosa. Vale per tutti, in qualunque momento della vita; e in gravidanza ancora di più” conclude la prof.ssa Testa.

 

* La prof.ssa Giovanna Testa, nata a Boston nel 1964, medico, specialista in Ginecologia – Ostetricia è dal 1994 docente presso l’Università degli Studi dell’Insubria di Varese, Facoltà di Medicina e Chirurgia e dal 2004 Ginecologa del Consolato americano a Milano.
Dal 1985 ha svolto attività clinica e di ricerca in endocrinologia ginecologica, infertilità di coppia e menopausa presso la Clinica Ostetrica e Ginecologica “Luigi Mangiagalli” di Milano e la Clinica Ostetrica e Ginecologica di Varese.
Nel 2005, ha conseguito il Master in “Metodi e Tecniche della comunicazione scientifica nell’area salute: dalla formazione (e-learning) all’informazione” presso l’Università degli Studi di Milano.
Tra le numerose collaborazioni, da citare l’Istituto di Biologia Molecolare di Princeton New Jersey (USA) e l’Istituto Mario Negri di Milano.
La prof.ssa Giovanna Testa è Autrice e Co-autrice di numerose pubblicazioni, nazionali e internazionali, in tema di endocrinologia ginecologica e fertilità di coppia.

 

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