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Pubblicato il 25 ottobre 2010

Stop al cibo spazzatura

Imparare a leggere le tabelle nutrizionali
I cibi più dannosi sono quelli ad alto contenuto di zuccheri, grassi, sale, farine raffinate, e poveri di proteine, vitamine o minerali. Per riconoscerli basta leggere attentamente le tabelle nutrizionali sulle etichette: a volte lo zucchero compare sotto mentite spoglie (cambia la forma, ma non la sostanza!): quindi attenzione a saccarosio, fruttosio, glucosio, caramello, melassa e, peggio ancora, dolcificanti artificiali. Anche i grassi, spesso, cercano di nascondersi ma in realtà ci sono, eccome: si chiamano margarina, burro, oli vegetali idrogenati, strutto, lardo, panna Se poi l’etichetta riporta anche una lunga serie di conservanti, emulsionanti, stabilizzanti, addensanti, esaltatori di sapidità, allora è proprio il caso di lasciare l’alimento in questione sul banco del supermercato.

Prevenire è meglio che curare
Se i bambini si abituano a mangiare schifezze, imparano a conoscere un solo tipo di gusto e tendono a nutrirsi prevalentemente con cibi poveri di elementi vitali, che a lungo andare minano la capacità dell’organismo di reagire alle malattie.
Inoltre una cattiva alimentazione genera sovrappeso e tutta una serie di problemi correlati di tipo respiratorio (che si manifestano in un facile e ingiustificato affaticamento o nell’apnea notturna) oppure legati al carico, come il valgismo degli arti inferiori (gambe che si piegano ad arco oppure a X), i dolori articolari, la mobilità ridotta e i piedi piatti.
Ci sono poi i disturbi dell’apparato digerente e quelli di carattere psicologico. I bambini in sovrappeso sono spesso derisi e diventano vittime di scherzi crudeli da parte dei coetanei. In questo modo rischiano di perdere l’autostima e di sviluppare un senso di insicurezza, che può degenerare nell’isolamento. Finiscono, quindi, con l’uscire sempre meno e passare molto (troppo!) tempo davanti alla televisione, instaurando un pericoloso circolo vizioso che li porta a un’i peralimentazione reattiva. In buona sostanza, cercano di compensare con il cibo quello che la vita non dà loro.

Far sparire le schifezze da casa
Chi ben comincia è a metà dell’opera, e il modo migliore per attuare il cambiamento nell’a limentazione dei propri piccoli è quello di far sparire da casa ogni tentazione. Perché “lontano dagli occhi, lontano dal cuore”. Se gli armadietti della cucina traboccano di merendine, sarà molto difficile convincere i bambini a non mangiarle. Magari, per rendere meno traumatica l’operazione di bonifica, si può decidere di farla coincidere con un week end passato lontano da casa e dalle solite abitudini alimentari. Probabilmente i piccoli protesteranno lo stesso, ma qui entriamo in gioco noi: se siamo convinti che le schifezze siano nocive, saremo in grado di proibirgliele. Ci vorrà tempo, certo, e non sarà facile, ma alla fine ne sarà valsa la pena.

Sostituire il cibo spazzatura con alimenti sani
Ci sono molti alimenti genuini, di altissimo valore nutritivo e di sapore impareggiabile. Sono quelli privi di additivi e preparati con materie prime di ottima qualità: spesso sono più cari, ma quello che si spende per mangiare in modo corretto, si guadagna poi in salute. Cominciamo con l’u tilizzare in cucina solo olio extra vergine d’oliva, per tutto, anche per cucinare. E se proprio non si può far a meno del burro, meglio che sia crudo. Le bevande gassate possono essere sostituite con succhi di frutta senza zuccheri aggiunti e non derivati da succhi concentrati; in commercio ce ne sono di molto buoni, ma si possono anche fare in casa, basta dotarsi di una piccola centrifuga. E poi, tenere sempre della frutta fresca a portata di mano, per quando il piccolo ha degli attacchi di fame.

Semplificare il menu
Anziché adottare lo schema del pasto classico – primo, secondo, contorno e frutta – è consigliabile passare al piatto unico per tenere ben separati i cereali, dalle proteine e non affaticare l’organismo con una digestione laboriosa. I cereali (pasta, riso, orzo,) si combinano bene con condimenti a base di verdure e legumi, come la classica pasta al pomodoro, aglio e olio, al pesto, con i broccoli, con i ceci etc. Mentre pesce, carni, formaggi e uova possono essere serviti con verdure cotte o insalate. E’ importante poi, variare sempre le proteine che si assumono, alternando la carne con il pesce, lo yogurt, i legumi, il latte, i formaggi freschi e le noci.

 

Stile di vita: meno TV, più attività fisica!
L’accoppiata televisione-spuntini è sempre dannosa. Il bambino spesso mangia perché si annoia o perché gli spot pubblicitari lo spingono a cercare sempre più snack. A questo punto si innesta un pericoloso circolo vizioso: il bambino ingrassa, non vuole fare esercizio fisico perché si sente goffo e si avvia così verso l’obesità. L’unico modo di interrompere tutto questo, è spegnere la TV e spingerlo a uscire, cominciando magari con qualche attività ricreativa all’aperto, giusto per rompere il ghiaccio, e cercando poi di individuare uno sport che lo possa divertire. E aiutare a sentirsi bene.

 

Insegnare ai nostri figli a conoscere e a valorizzare il cibo
Il cibo non deve essere percepito come un dovere, non è una ricompensa e neppure una punizione o un ricatto. Mangiare è soprattutto il soddisfacimento di un bisogno fisiologico. E’ dunque, un qualcosa che ha a che fare con la crescita e la salute del nostro piccolo. Riuscire a far passare questo concetto, vuol dire gettare le basi per un sano rapporto con il cibo. Cerchiamo allora di non prenderla sul personale se nostro figlio non vuole mangiare: non sta rifiutando noi, semplicemente può accadere che non abbia fame. E cerchiamo anche di accogliere con un pizzico di humour le sue provocazioni: le manine affondate nella pastasciutta, il piatto rovesciato. Se siamo capaci di non drammatizzare, in poco tempo queste piccole bravate a suoi occhi perderanno il loro fascino.

 


Nessia Laniado e Gianfilippo Pietra   
Mio figlio mangia solo schifezze

edizioni Red!

 

A cura di: Elena Magni

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