Tra i banchi in modo alternativo

Il 30-40% di iscrizioni in più nel giro di quattro o cinque anni, più di 50mila bambini sparsi su tutto il territorio nazionale, liste d’attesa che aumentano dovunque. I numeri delle scuole primarie che seguono metodi alternativi (Montessori e Steiner su tutti) danno la misura di un successo senza precedenti. Il punto di partenza non ha a che fare tanto con la scelta tra pubblico e privato, quanto con un differente modo di concepire lo studio, la conoscenza, l’approccio alle esperienze didattiche. In una Scuola Montessori o Waldorf (questo il nome degli istituti che seguono le teorie di Rudolf Steiner) la creatività del bambino viene stimolata come base del percorso didattico. Che per essere realmente formativo non deve risultare mai imposto dall’alto, ma compreso e “agito” in prima persona dall’allievo. Al contrario l’attuale momento buio della scuola tradizionale – tra riforme, tagli selvaggi e incertezze sempre più sostanziali – la rende limitante e inadeguata agli occhi di un numero crescente di genitori. E contribuisce senz’altro al boom di questi approcci diversi. Da un lato c’è insomma un’impostazione percepita come troppo standardizzata, carente sul fronte della creatività e degli stimoli individuali e, spesso, così competitiva da risultare stressante. Dall’altro, alle orecchie dei genitori preoccupati arriva la musica di metodi che promettono anni scolastici di serenità e stimoli adeguati, di armonia psico-fisica, di apprendimento lontano dagli schemi predefiniti. Soprattutto, anni in cui a ogni bambino sarà permesso di esprimere la propria unicità nel rispetto dei propri, personalissimi, ritmi.

Sono queste le argomentazioni principali di cui dibattono – anche su decine e decine di blog specializzati – i fautori dei metodi alternativi. Principalmente appunto la pedagogia di Maria Montessori e quella di Rudolf Steiner, ma vanno almeno citate esperienze numericamente minoritarie come la Scuola Libertaria o il cosiddetto fenomeno dell’ homeschooling, in cui i bambini studiano a casa con i genitori o un insegnante, e a scuola si presentano solo per gli esami. Tolto quest’ultimo caso più estremo – in cui peraltro rischia di venir meno il concetto stesso di scuola come esperienza di condivisione – lo strumento più utile per i genitori che devono orientarsi nella scelta è il POF, Piano dell’Offerta Formativa: la carta d’identità della scuola in cui vengono descritte le linee caratterizzanti, l’ispirazione pedagogica, l’organizzazione delle attività. Di fatto, il POF rappresenta il modo in cui i diversi istituti possono esercitare la propria autonomia, e nello stesso tempo illustrare i requisiti su cui si costruirà l’impegno reciproco tra scuola, studenti e famiglie.

Scuole Metodo Montessori. Tra privati e pubblici, oggi in Italia sono circa 500 gli istituti (e 40mila gli allievi) che mettono in pratica le teorie elaborate agli inizi del 900 da Maria Montessori. Alla base del metodo ci sono l’indipendenza e il rispetto dello sviluppo naturale del piccolo, tanto che “Aiutami a fare da solo” è il motto più celebre delle scuole che seguono questi principi. Il bambino è considerato un individuo completo e responsabile, capace di autoregolarsi, e su questo fondamento si sviluppa ogni aspetto della pedagogia. Importantissima è l’organizzazione dell’ambiente col quale il piccolo interagisce, e del quale assorbe le caratteristiche: i locali sono luminosi, gli spazi armoniosi e gli arredi semplici e naturali, così da consentire agli allievi di lavorare in modo auto-gestito. L’ordine stesso della classe diventa compito di un allievo Montessori, perché dalla libertà scaturiscono la disciplina e la volontà di svolgere i vari compiti in modo spontaneo. Il ruolo dell’insegnante (che dovrebbe essere piacevole anche nell’aspetto) diventa quello di una guida che asseconda la tendenza naturale del bambino all’apprendimento. Lo stesso vale per i materiali didattici, molto particolari e concepiti per suscitare l’interesse del bambino e permettere un suo controllo autonomo dell’errore: l’allievo impara presto a valutare da solo il proprio lavoro. Le critiche al metodo naturalmente non sono mancate: dall’accusa di custodire l’idea troppo rigida di un fanciullo spontaneamente buono del quale bisogna assecondare le naturali tendenze, al rischio di crescere bambini “sotto tutela” e poco preparati all’ingresso nel mondo reale. Resta il fatto che molti dei precetti montessoriani sono stati assimilati anche da scuole che non seguono espressamente questo metodo. Paradossalmente poi, per quanto Montessori rappresenti l’eccellenza della pedagogia italiana, le sue scuole hanno riscosso più successo all’estero che nel nostro paese. E alcuni celebri ex allievi hanno saputo mettere decisamente a frutto l’imprinting creativo del metodo: dagli inventori di Google all’ideatore di Amazon, fino al fondatore di Wikipedia.

scuole alternativeScuole Waldorf. Sul concetto di libertà si sviluppa, per quanto in modo molto diverso, anche la pedagogia elaborata da Rudolf Steiner. Le attività pratiche, artistiche e intellettuali godono nelle Scuole Waldorf di pari dignità. Il ritmo è uno dei concetti chiave, e impronta sia il tipo di insegnamenti che lo svolgimento delle attività quotidiane. Lo stesso approccio didattico è molto allargato proprio per coltivare valori e conoscenze che evolvano ritmicamente insieme al bambino: in base alle sue precise fasi di crescita, e in stretto rapporto con i cicli delle stagioni e i passaggi della natura. L’offerta formativa di queste scuole è quindi ampia sia sul fronte delle materie artistiche che delle pratiche artigianali, e antepone lo sviluppo di una capacità di iniziativa autonoma allo stretto ambito cognitivo e intellettuale. È grazie al ritmo e all’immaginazione che si sviluppano – in modo spontaneo e individuale – il pensiero logico e la capacità critica, le abilità pratiche e la sensibilità artistica. Una delle frasi più emblematiche del filosofo austriaco (fondatore dell’antroposofia e ispiratore, tra l’altro, dell’agricoltura biodinamica) è “Il peggio che si possa dare ai bambini sono definizioni, concetti rigidamente limitati poiché questi non possono crescere, ma il bambino cresce insieme al suo organismo”.

Tags:
eD Promotion: i Prodotti di Mylan Italia S.r.l.

Entra con le tue credenziali

Ha dimenticato i dettagli?