DISTURBI E PATOLOGIE
Ci sono una serie di sintomi e segni che, spesso sottovalutati o ignorati dalla donna, rappresentano veri e propri campanelli d'allarme da ascoltare e di cui parlare con il medico.
Attenzione al “male alle giunture”, perché può indicare un'artrosi galoppante, o al “male alle ossa”, che può essere il primo segno di osteoporosi. Entrambe sono legate anche alla carenza di estrogeni, che tra i tanti compiti hanno quello di proteggere la salute delle ossa, intervenendo nel processo di rigenerazione del tessuto osseo e delle cartilagini.
Spesso liquidate come disturbo secondario, da sopportare “perché tanto non è niente di grave”, sono al contrario un importante segnale d'allarme, un semaforo rosso che invita a fermarsi per ascoltare il corpo. E il corpo avvisa che tutto il cervello sta soffrendo per la mancanza di estrogeni e che il termostato (ipotalamo) che regola la temperatura interna è andato in tilt. Si tratta, dunque, di un problema serio, che tra l'altro disturba pesantemente il ritmo sonno-veglia e il tono dell’umore.
Il livello di acidità nella zona intima va sempre misurato nel corso della visita ginecologica non solo perché indica il livello di estrogeni nei tessuti, ma perché segnala come sta tutto l'ecosistema vulvo-vaginale. La donna con un buon pH, cioè intorno a 4, sta bene ed è protetta da ecosistemi sani, cioè capaci di difendersi dalle invasioni di germi che causano vaginiti e cistiti recidivanti. Il pH, inoltre, è un marker di trofismo tissutale, vaginale e vescicale, che viene meno proprio con la caduta degli estrogeni.
A cura di: Alma Galeazzi