Difficoltà sessuali: non girarti dall'altra parte
Mai rinunciare alla propria vita sessuale. Nemmeno se ci si convince che “non ho più l’età!”.
Neppure se la voglia di fare l’amore fa fatica a sbocciare o se i rapporti sono diventati un
obbligo doloroso. E neanche se l’apice del piacere sembra ormai una chimera. Perché mantenere o
riconquistare una sessualità felice non è affatto una chimera: a qualunque età. È vero, infatti,
che in menopausa la mancanza degli ormoni protagonisti della chimica del desiderio si fa sentire a
tutti i livelli: psicologico, fisico, emotivo. È vero anche che la libido progressivamente declina,
che il terremoto organico può scombussolare la zona intima.
E ormai si sa quanto le importanti implicazioni psico-emotive proprie di questa fase –
legate alla paura di perdere, insieme alla fertilità, anche una parte di femminilità - possano
esaurire l'energia sessuale e la capacità di scalare le vette del piacere. Ma le soluzioni certo
non mancano: occorre cercarle dentro di sé, ma anche chiedendo aiuto all’esterno quando la volontà
non basta. Che i fattori biologici abbiano pari peso dei fattori psicologici nella
dimensione-desiderio, d’altra parte, è ormai dimostrato dai più recenti studi sui disturbi “fisici”
della sfera intima, da riconoscere e affrontare senza imbarazzo.
Ne parliamo con la
professoressa Jole Baldaro Verde, Psicologa e Sessuologa, Presidente del Centro
Interdisciplinare per la Ricerca in Sessuologia a Genova.
A cura di: Alma Galeazzi
Professoressa Baldaro Verde, dietro alla scintilla che fa scattare il desiderio c'è un mondo tridimensionale fatto di reazioni chimiche, stimoli erotico-affettivi e mentali, da ravvivare sempre perchè non si spengano mai. Ma questo non può bastare: perchè in menopausa i disturbi del desiderio sono così diffusi?
“Perché, nonostante i disturbi sessuali femminili abbiano sempre una natura multifattoriale
(biologica, psicosessuale e dipendente dal contesto) e multisistemica, con il progredire dell’età
diventa sempre più importante il peso dei fattori biologici. Certo, da un punto di vista
psicologico, le risorse individuali e le capacità relazionali possono fare molto per ristrutturare
la propria identità femminile e sessuale, elaborando positivamente il momento della meonopausa. Ma
poi, in questo periodo, entrano in gioco molteplici fattori biologici, che rendono estremamente
complessa e variabile l'esperienza vissuta da ogni donna. È innegabile, comunque, che la mancanza
di ormoni ha pesanti ripercussioni sulla sessualità”.
In che modo?
“La carenza di estrogeni riduce i caratteri sessuali secondari e, con essi, la percezione
biologica della femminilità: gli estrogeni, infatti, vegliano sul benessere psicofisico della
donna, prerequisito essenziale per una sana vita sessuale. Non meno importanti sono gli androgeni
(soprattutto testosterone e DHEA), gli ormoni principi del desiderio, la mancanza dei quali si fa
sentire con la perdita della libido, nonché con la riduzione dei sogni erotici e delle fantasie
sessuali. È chiaro, però, che gli ormoni - da soli - non bastano a garantire una sessualità
soddisfacente, che solo un sereno rapporto affettivo e una buona chimica con il partner può
alimentare”.
A cura di: Alma Galeazzi
In molte donne il desiderio c'è, ma è accompagnato da una scarsa eccitazione. sempre colpa degli ormoni?
“Sì, perché gli ormoni esercitano il loro potente influsso sia a livello centrale (non genitale)
sia a livello periferico (non genitale e genitale). A livello centrale, la carenza di estrogeni può
ridurre l'attività dei centri che attivano la risposta sessuale o creare disturbi dell’affettività
che remano contro l’eccitazione: ansia, depressione e insonnia. A livello degli organi di senso,
può determinare alterazioni - di tatto, gusto, olfatto e secrezione salivare - che
giocano un ruolo fondamentale nel modulare la recettività femminile nell’intimità del rapporto di
coppia. Ma è soprattutto a livello genitale che la carenza di estrogeni e androgeni si fa sentire.
La
secchezza vaginale
, associata a dolore durante il coito, e la difficoltà di eccitazione (anche clitoridea)
sono tra i disturbi più diffusi in menopausa. Colpa, ancora una volta, della chimica: gli estrogeni
sono fondamentali per attivare il “peptide intestinale vasoattivo”, il neurotrasmettitore più
importante nel tradurre il desiderio in eccitazione genitale, mentre gli androgeni attivano
l'ossido nitrico a livello dei corpi cavernosi del clitoride e bulbo-vestibolari, consentendo la
vasodilatazione che si accompagna all'eccitazione. Quest'ultima, infine, può essere spenta da cause
vascolari, neurologiche, iatrogene e legate al dolore, l'ostacolo più potente all'eccitazione
e all’
orgasmo
...”.
...Che tante donne non riescono a raggiungere: perchè?
“Oltre al dolore, nonché alle componenti biologiche già viste, dietro a un mancato orgasmo ci
sono il deterioramento del tessuto muscolare liscio dei corpi cavernosi, patologie a carico del
muscolo elevatore dell'ano, che risulta ipertonico o ipotonico, l'effetto inibitore
dell'incontinenza da urgenza (paura di perdere urina durante l'orgasmo) e certi farmaci. Per tutti
questi motivi, una valutazione sessuologica attenta dovrebbe far parte integrante della
consultazione medica nell'arco di tutta la vita”.
A cura di: Alma Galeazzi
