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DISTURBI E PATOLOGIE

Vampate e disturbi nervosi: dalla “centralina” parte l’allarme

Vampata? Un piccolo disturbo con cui si può tranquillamente convivere. Insonnia? Saranno le solite preoccupazioni che non fanno chiudere occhio. Malinconia e cattivo umore? Colpa di quel brutto carattere peggiorato con l'età. E invece no. In menopausa ansia, irritabilità, astenia, depressione, disturbi del sonno e, ancora, i vari sintomi vasomotori - vampate, sudorazioni notturne, palpitazioni - non vanno mai presi alla leggera. Perché sono la spia che qualcosa si è inceppato non solo negli ingranaggi di quella macchina complessa che è il sistema nervoso neurovegetativo, ma in tutto il cervello. Occorre intervenire.


Ne parliamo con la professoressa Alessandra Graziottin, Direttore del Centro di Ginecologia e Sessuologia Medica “San Raffaele Resnati” a Milano, nonché membro del Direttivo della European Society of Menopause and Andropause (Società Europea di Menopausa e Andropausa, EMAS), cui sono affiliate le Società Scientifiche sulla Menopausa di 22 Stati Europei.

 

Professoressa Graziottin, sistema neurovegetativo: una parola complessa per i non addetti ai lavori. che cosa indica?

“Prima di tutto l’ipotalamo, cioè il centro situato nel cervello, che coordina tutti i bioritmi, inclusi quelli relativi alla produzione degli ormoni. Per fare subito degli esempi concreti, l'ipotalamo è la centralina che regola, insieme ad altri centri, il ritmo cardiaco, il ritmo pressorio, il ritmo sonno-veglia: ecco perché le grandi insonnie tipiche della menopausa hanno sempre origine da una disregolazione dell'ipotalamo. Sono governati sempre dall'ipotalamo i centri fame-sazietà e quelli che controllano la termoregolazione - da cui si “accendono” le famose vampate - e, più in generale, alcuni metabolismi importanti. In parole semplici, l'ipotalamo è la grande centrale di regolazione chiamata “neurovegetativa”, che si occupa di tutto quello che riguarda la sopravvivenza dell'individuo, ma che non è modificabile dalla volontà, cioè che va “in automatico”. Tanto è vero che si parla anche di “sistema nervoso autonomo”, un sistema che va avanti letteralmente da solo. Poi c’è un altro grande sistema cerebrale, quello limbico, provvisto di una fitta rete di collegamenti con tutto il resto del cervello, che è il centro principe della vita affettiva”.

 

A cura di: Alma Galeazzi

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