DISTURBI E PATOLOGIE
Fanno parte anche loro della grande famiglia delle MST, ma in un’ipotetica scala gerarchica occuperebbero una posizione molto bassa, perché – a differenza di infezioni come la Clamidia o l’H erpes – sono poco diffuse alle nostre latitudini. Meglio, comunque, conoscerle per evitarle o per essere quantomeno in grado di riconoscerle se dovessero fare capolino anche da noi.
L’infezione è provocata dal
Calymmato-Bacterium Granulomatis ed è anche detto
granuloma di Donovan o donovanosi, dal nome di uno dei suoi scopritori.
La sua particolarità? Non ama i climi temperati, ma preferisce quelli tropicali e
subtropicali. I viaggiatori amanti di mete esotiche sono avvisati.
Il periodo di incubazione
Da una a dodici settimane.
Come si manifesta in lui
Estremamente raro nei paesi occidentali, ma piuttosto diffuso nei paesi tropicali e
subtropicali, il granuloma inguinale si manifesta con una serie di caratteristiche lesioni, che via
via si diffondono sul glande, sul prepuzio fino a raggiungere l’inguine e le cosce, che tendono a
ulcerarsi.
Come si manifesta in lei
Nella donna le lesioni, che sanguinano al contatto pur non essendo particolarmente dolorose,
compaiono nella zona vaginale e vulvare.
Come si trasmette
La donovanosi si trasmette per via sessuale.
Come si scopre
Per ottenere una diagnosi certa, si effettua il cosiddetto striscio (si “striscia” un po’ si
secrezione vaginale su vetrino e poi si osserva al microscopio) ed eventualmente un esame
istologico (cioè il prelievo di una piccola porzione di tessuto da analizzare in laboratorio) alla
ricerca dei corpi di Donovan, conferma certa della presenza della malattia. Come si previene L’i
nfezione è rara, per cui è abbastanza difficile incontrarla sul proprio cammino. Valgono, comunque,
le solite regole igieniche, da osservare con un’attenzione ancora maggiore quando si viaggia in
paesi caldi, e l’imperativo categorico del profilattico quando si consumano rapporti a rischio.
Come si cura
Con un ciclo di antibiotici mirati, come la tetraciclina o l’eritromicina, la malattia di
solito guarisce in una decina di giorni.
A cura di: Alma Galeazzi