Quando contare le pecore non basta
L'insonnia – il più noto e comune, ma non il solo, tra i disturbi del sonno – è la cattiva
compagna delle notti di tanti italiani.
Quanti? "Almeno il 20% della popolazione ne soffre in forma abbastanza grave da dare
disturbi anche durante il giorno" spiega Alessandro Oldani, neurologo presso il Centro di Medicina
del Sonno dell'Ospedale San Raffaele-Turro di Milano. Eppure il problema, che può avere conseguenze
molto serie e pesanti ripercussioni sulla qualità della vita, tende a essere preso sotto gamba.
La riprova? "Solo un misero 15% o poco più degli insonni chiede aiuto al proprio medico
curante per risolverlo" risponde Oldani. Segno che il disturbo è ancora troppo poco conosciuto o
sottovalutato e occorre diffondere una cultura del dormire sano.
Con la consulenza del
dottor Alessandro Oldani, Neurologo presso il Centro di Medicina del Sonno
dell'Ospedale San Raffaele-Turro di Milano.
Ma a chi rivolgersi, e quando?
"È bene parlarne in prima battuta col medico di famiglia, quando l'insonnia ci affligge da
almeno un mese, un mese e mezzo" consiglia il neurologo. Temporeggiare e cercare di arginarla da
soli con metodi spiccioli porta con sé un rischio da non correre: quello di rendere cronico il
problema. In più, solo il medico è in grado di stabilire se si tratta veramente di insonnia, e di
quale tipo. "Ne esistono diverse forme, e per ciascuna occorre scegliere la cura giusta" sottolinea
Oldani. "In più, l'insonnia può essere confusa facilmente con altri disturbi del sonno, che
richiedono una terapia diversa. Per esempio, più del 20% dei pazienti che si rivolgono a noi,
lamentandosi per le notti in bianco, sono in realtà colpiti dalla sindrome delle gambe senza
riposo, una malattia che può addirittura peggiorare, se trattata come insonnia." Da qui
l'importanza di una diagnosi corretta, per stabilire l'intervento più appropriato.
A cura di: Alessandra Terzaghi
Prima regola: curare lo stile di vita
A prescindere dalla gravità del problema, comunque, la prima mossa della partita contro le notti
insonni si gioca sul piano dello stile di vita: dicendo basta ad abitudini scorrette che possono
alterare il ciclo sonno-veglia e adottando una buona 'igiene del sonno', un insieme di
comportamenti che, messi in pratica, possono aiutare a migliorare la qualità e la durata del riposo
notturno. "Questa è la base per cercare di conservare un buon sonno" afferma lo specialista
"tuttavia, se il problema è grave, mettere ordine nello stile di vita non basta e in molti casi è
indispensabile una terapia farmacologica, sempre sotto controllo medico."
Farmaci: no al fai da te
Su questo fronte, le persone hanno spesso atteggiamenti contrapposti. Da un lato, c'è chi
ricorre con estrema disinvoltura al 'fai da te'. "L'autoprescrizione è invece assolutamente da
evitare" avverte il neurologo "il rischio di un uso inappropriato o, peggio, di un abuso di farmaci
è quello di entrare in un circolo di dipendenza e tolleranza che rende poi l'insonnia molto più
difficile da curare." Proprio il timore della dipendenza è all'origine del comportamento opposto:
quello di chi rifiuta categoricamente di prendere pillole per dormire, per la paura di diventarne
schiavo. Un atteggiamento immotivato e controproducente, secondo l'esperto: "oggi ci sono molti
farmaci disponibili; l'importante è scegliere quelli giusti e usarli in modo corretto, seguendo
scrupolosamente le indicazioni del medico".
A cura di: Alessandra Terzaghi
Dormire bene giova all'umore... e non solo
Curare l'insonnia è necessario per salvaguardare il proprio benessere. Le conseguenze del non
trattamento, infatti, possono essere pesanti, a più livelli: sulle performance diurne, sull'umore e
sulla salute in generale. Per chi dorme poco e male di notte, lo scotto più immediato da pagare è
spesso stanchezza, irritabilità, difficoltà di concentrazione, mal di testa, calo dell'efficienza
durante il giorno. E il rischio depressione è dietro l'angolo, soprattutto per il gentilsesso, più
colpito degli uomini da entrambi i problemi. "Tra insonnia e disturbi dell'umore c'è una complessa
relazione a doppio senso" spiega Oldani "a volte si comincia a dormire male perché si è depressi e
poi la cattiva qualità del sonno finisce per peggiorare il sintomo depressivo, alimentando un
circolo vizioso da cui non è facile uscire." Ma non è tutto. È dimostrato, infatti, che l'insonnia
si ripercuote negativamente sull'organismo e chi ne soffre è più esposto di altri a malattie di
varia natura, tra cui quelle cardiovascolari e dell'apparato digerente.
Chi dorme...non piglia chili
E per finire, il possibile attentato alla linea. Alcuni studi hanno evidenziato che chi non
dorme adeguatamente di notte produce quantità ridotte di leptina, un ormone che regola il senso di
sazietà e tiene a freno l’appetito. Risultato: lo stimolo della fame aumenta e l’abbuffata notturna
è in agguato. «Non è stato dimostrato, però, che gli insonni hanno più probabilità di diventare
obesi rispetto ai dormitori normali» precisa il neurologo. «Secondo un’altra teoria, la mancanza di
sonno fa accelerare il metabolismo e bruciare più grassi, rendendo più magri.» In attesa di saperne
di più, comunque, meglio tenersi lontane dal frigorifero durante la notte!
A cura di: Alessandra Terzaghi
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Le regole d'oro contro l'insonnia
Il primo passo per vincere l'insonnia è quello di abbandonare alcune abitudini scorrette e
mettere in pratica una serie di regole di “igiene del sonno”. Ecco le più importanti.
- Andare a dormire alla stessa ora la sera e cercare di alzarsi sempre alla stessa ora la
mattina.
- Dormire in una camera buia e silenziosa, con la giusta temperatura. Evitare ambienti rumorosi e
troppo caldi o troppo freddi.
- Stare alla larga da sostanze stimolanti come la caffeina nelle ore serali.
- Evitare l’abuso di alcolici.
- No al fai da te coi farmaci. Evitare l'assunzione continua di pillole per dormire di propria
iniziativa, senza seguire le indicazioni del medico.
- Usare il letto solo per dormire e non per guardare la tv, studiare o lavorare. Se leggere prima
di dormire vi aiuta, fatelo con un'illuminazione non troppo forte. La luce intensa può avere un
effetto inibente sul sonno.
- No all'attività fisica, specie se intensa, nelle ore serali. Evitare di fare sport almeno 3 ore
prima di andare a dormire.
- Evitare cene troppo abbondanti, che possono affaticare l'apparato digerente, ma non andare a
letto affamati. Se si ha fame, basta uno spuntino leggero.
- Non guardare l'orologio se ci si sveglia nel cuore della notte.
- Prima di coricarsi, cercare di dedicarsi regolarmente, fino a farla diventare una routine, a
qualcosa di rilassante, come ascoltare musica o bere una tisana.
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A cura di: Alessandra Terzaghi
