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DISTURBI E PATOLOGIE

Igiene a portata di mano

“Lavare spesso le mani con acqua e sapone” non si stancano di ripetere da mesi il Ministero della Salute e quello dell'Istruzione, Università e Ricerca per proteggersi dal nuovo virus a/h1n1v. Che una misura così semplice e apparentemente banale si riveli, in realtà, uno strumento di prevenzione molto utile per arginare la pandemia influenzale non deve stupire. Il ruolo di primo piano ricoperto dalle mani nella diffusione delle infezioni, infatti, è ormai universalmente riconosciuto, così come l'importanza di una scrupolosa igiene di questa parte del corpo come mezzo principe per limitare la diffusione di germi e altri microrganismi. Peccato che, quando si è fuori casa, vengano spesso a mancare due elementi fondamentali per rispettare questa importante regola di prevenzione: l'acqua e il sapone. Ecco perché la ricerca ha puntato i microscopi su prodotti specifici, capaci di garantire massima igiene senza “lavarsi” letteralmente le mani, cioè senza utilizzare l'acqua.


Ne parliamo con il professor Pier Carlo Braga, Direttore del Centro di Farmacologia Respiratoria, Dipartimento di Farmacologia, Facoltà di Medicina, Università degli Studi di Milano.

 

In questi ultimi mesi, tutti i mezzi di comunicazione hanno ribadito l'importanza di un'operazione apparentemente banale – lavarsi le mani – per limitare la diffusione della pandemia Influenzale. Ma come ottenere un'igienizzazione profonda di questa zona del corpo così esposta?

Prima di tutto lavandosi le mani più e più volte al giorno e comunque sempre non appena si rientra a casa, prima di mangiare o quando si arriva in ufficio. Al mattino, infatti, sui mezzi pubblici si toccano maniglie che, a loro volta, sono state toccate da migliaia di altre persone… E poi evitare di portare le mani “sporche” vicino al viso, magari toccandosi le labbra o il naso, e di compiere operazioni inconsce,
come mettere in bocca una matita o una penna: operazioni compiute senza accorgersene, certo, ma attraverso le quali vengono “trasportati” i batteri e virus a livello della mucosa orale e nasale, con il rischio di scatenare un’infezione batterica o virale.

 

Basta così poco per “beccarsi” un'infezione?

I virus del raffreddore, in realtà, nell'ambiente esterno non sopravvivono a lungo quanto i batteri, circa 30-40 minuti, il problema è che sono altamente infettivi: basta trovarsi vicino a una persona che starnutisce, disseminando nell'ambiente le goccioline di Flugge, e non avere la prontezza di mettersi una mano davanti alla bocca per rischiare di prendersi il raffreddore.
D'altra parte, l'importanza di lavarsi le mani a scopo preventivo è nota da tempo, addirittura dal secolo scorso, quando il ginecologo ungherese Semmelweis ebbe la geniale intuizione che, per ridurre la frequenza delle infezioni, occorreva imporre al personale del suo reparto di lavarsi spesso le mani.

 

A cura di: Alma Galeazzi

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