Cistite: d'estate il problema diventa... urgente
Il 20-30% delle donne tra i 20 e i 50 anni, almeno una volta l'anno, soffre di cistite. Non è
risparmiata nessuna fascia d'età: anzi, l'incidenza aumenta nelle bambine, nelle ragazze
(soprattutto a seguito dei primi rapporti sessuali) e in menopausa. Un problema fastidioso, un
"tormento" comune a tante donne, spesso soggette a recidive e reinfezioni. Ma a volte è sufficiente
imparare a conoscere il nemico per riuscire a sconfiggerlo definitivamente.
Ne parliamo con il
professor Rodolfo Milani. Ordinario di Ginecologia e Ostetricia e Primario di
Ginecologia Chirurgica all’Ospedale Bassini Azienda Ospedaliera S. Gerardo di Monza, Università
degli Studi Milano-Bicocca.
Professor Milani, quando si parla di cistite si parla di un problema ben noto alla maggior
parte della popolazione femminile. Cosa si intende precisamente per cistite e quali sono i sintomi
che ci permettono di individuarla con sicurezza?
Si tratta di un'infezione localizzata alla vescica e all'uretra: per la precisione, si
diagnostica la cistite quando l'esame batteriologico colturale è positivo per almeno 100 mila germi
di una sola specie. Ciò significa che a causa della proliferazione eccessiva di germi il nostro
apparato urinario è sotto attacco. È facile accorgersene perché i sintomi si fanno sentire con una
certa "urgenza": il primo segnale è, infatti, la necessità di urinare frequentemente
("pollachiuria"), almeno 10-12 volte al giorno, compresa la notte (di media una volta ogni ora). Lo
stimolo è improcrastinabile, tale da causare un'incontinenza anche successiva allo stimolo,
pertanto non controllabile. Ulteriori campanelli d'allarme sono il bruciore durante la minzione e
dolori nell'area genito-urinaria. Talvolta si verifica anche perdita di sangue con le urine
(ematuria).
A cura di: Minnie Luongo
I numeri parlano chiaro: la cistite è un disturbo prevalentemente al femminile: per quale motivo?
Le ragioni sono principalmente anatomiche: nella donna l'uretra è più breve che nell'uomo e
questo facilita la risalita dei germi che abitano l'ambiente vaginale e l'intestino. Inoltre, data
la stretta vicinanza tra uretra e vagina, l'equilibrio dell'ecosistema vaginale riveste un ruolo
fondamentale: basti pensare che 9 volte su 10 la cistite segue a una vaginite.
Esistono età più a rischio?
Per quanto riguarda le età, sono "a rischio" tutte quelle in cui le naturali difese risultano
abbassate e particolarmente vulnerabili all'attacco e alla virulenza dei germi. Per esempio: nella
bambina prepubere mancano ancora le difese dell'epitelio superficiale della vagina e della vescica.
Nell'età adulta, invece, sono le infezioni vaginali a svolgere un ruolo determinate, specie quando
si hanno più partner o rapporti sessuali non protetti. Esiste poi la cosiddetta "cistite da luna di
miele" dovuta a piccoli traumi di origine meccanica in seguito a rapporti sessuali, quando la
lubrificazione è scarsa oppure se i muscoli della vagina sono contratti. In menopausa, infine
(proprio come succede alle bambine), mancano di nuovo le difese tessutali del tratto
genito-urinario, così che l'ambiente urinario è più suscettibile allo scatenarsi della virulenza di
batteri presenti nel tratto genitale inferiore.
A cura di: Minnie Luongo
E veniamo alle situazioni che possono incidere negativamente...
Innanzitutto ci sono i disturbi dell'alvo: sia in presenza di colon iperattivo, spesso detto
"irritabile", sia in caso di stipsi, con la moltiplicazione della flora intestinale si ha un
passaggio dei germi intestinali, per contiguità o per diffusione linfatica, al tratto urinario
inferiore. Il freddo rientra tra le cause indirette di cistite: infatti, provocando vasocostrizione
delle arterie, comporta un minore afflusso di sangue e, di conseguenza, anche di ossigeno, al
tessuto. Si riducono in tal modo i processi metabolici, compresi quelli che presiedono
all'attivazione dei meccanismi di difesa superficiale dei tessuti.
E d’estate?
Bisogna tener conto di due fattori:
a) premesso che un certo tipo di "batteriuria" è fisiologica, sudando di più si riduce la
quantità di urina prodotta e si può verificare una maggiore concentrazione di batteri nelle urine;
b) la sudorazione - ma anche l'acqua di mare (cloruro di sodio) e il cloro contenuto nelle
piscine - altera il pH dell'ambiente vaginale, favorendo uno sviluppo di germi in vagina che
possono colonizzare anche il meato uretrale.
Per finire, professor Milani, qualche consiglio per un tempestivo e corretto trattamento.
Sulla base dei sintomi riscontrati, è possibile arrivare rapidamente a una diagnosi. Segue poi
l'esame delle urine: da un lato si studia il sedimento; dall'altro si effettua un esame
batteriologico-colturale, per verificare lo sviluppo di colonie batteriche ed individuare una
terapia mirata. A causa dello stretto legame tra cistiti e vaginiti può essere utile anche l'esame
genito-urinario da parte di uno specialista uro-ginecologo. Qualche consiglio invece sul fronte
della prevenzione: innanzitutto curare sempre l'igiene intima con una buona pulizia dell'area
genito-urinaria; in secondo luogo regolarizzare l'alvo intestinale con una dieta sana e ricca di
fibre; infine abituarsi a bere 2 litri d'acqua al giorno per evitare che i batteri si accumulino.
Un suggerimento per le donne in menopausa: per reintegrare le difese locali dei tessuti è possibile
fare ricorso a un trattamento ormonale sostitutivo locale, con ovuli o candelette vaginali, due
volte la settimana.
A cura di: Minnie Luongo
