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DISTURBI E PATOLOGIE

20 Maggio 2010

Le cause che mettono il cuore "sotto pressione"

La forma primitiva o essenziale

L’origine dell’ipertensione? È conosciuta solo in uno scarso 5% dei casi, riconducibili a una malattia ben precisa (da cui il nome di ipertensione secondaria). Nel restante 95% dei casi, ovvero la stragrande maggioranza, l ’ipertensione essenziale (o primitiva) non ha una causa precisa, ma è certo che sia favorita da un insieme di fattori di rischio

La forma primitiva o essenziale

È quella dalla causa ignota, sebbene sia piuttosto noto il ruolo di alcuni fattori di rischio che – isolati o in associazione – minacciano la salute del cuore.

L’obesità

È una condizione che mina le fondamenta della salute di qualunque organismo, anche di quello più forte e resistente. L’obesità, infatti, porta con sé alti livelli di colesterolo LDL, cioè quello “cattivo”, responsabile della formazione delle placche aterosclerotiche all'interno delle arterie, che via via perdono elasticità e fanno aumentare la pressione.

Il grasso in eccesso, poi, va ad alterare la produzione di alcuni ormoni come l’insulina, incaricata di regolare l’utilizzo degli zuccheri, alterando l’attività del sistema nervoso simpatico, quello che sovrintende ai valori pressori. E ancora, obesità significa più sodio e zucchero nel sangue, che oltre a dare forte ritenzione idrica, aumenta la massa di sangue in circolo, con ovvie conseguenze sulla pressione.
Una massa corporea elevata, infine, sottopone il cuore a un vero e proprio tour de force, cioè lo costringe a lavorare senza sosta per distribuire il sangue e l'ossigeno a tutti i tessuti dell’organismo. Non solo: il muscolo cardiaco deve pompare più sangue, esercitando di conseguenza una pressione maggiore. A lungo andare, questo superlavoro può sfociare in pesanti alterazioni a livello del cuore. Non stupisce, dunque, che protagonista della giornata mondiale dell’ipertensione del 17 maggio sarà proprio la lotta contro l’obesità.

L’età avanzata

Non c’è zona o parte dell’organismo che non subisca le conseguenze del tempo che passa. Anche le arterie invecchiano e si usurano, diventando – anno dopo anno – più rigide e opponendo, quindi, una maggiore resistenza al sangue, costretto a scorrere con una pressione più alta.

La familiarità

L’ipertensione non si eredita, ma si eredita la predisposizione a soffrirne. In pratica, deve stare un po’ più attento chi ha uno o entrambi i genitori con pressione alta, anche se è facile che dopo una certa età sia dovuta più al naturale processo di invecchiamento che a cause genetiche.

 

A cura di: Alma Galeazzi

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