DISTURBI E PATOLOGIE
27 Maggio 2010
La misurazione periodica è la chiave di volta per tenere sotto controllo la pressione e monitorare l’efficacia di una cura, ma per diagnosticare l’ipertensione e verificarne l’origine sono necessari altri esami, oltre naturalmente alla visita dallo specialista (il cardiologo).
Un controllo all’anno dai trent’anni in su, due in presenza di uno o più fattori di rischio per
l’ipertensione e dai quaranta ai cinquant’anni, quattro controlli annui dopo i cinquant’anni. Il
calendario delle misurazioni è indicativamente questo, ma se scatta un campanello d’allarme, è bene
non tergiversare e fissare subito un appuntamento con il medico.
La visita prevede la
misurazione della pressione, l’
auscultazione del cuore,
dell’addome e del collo, a caccia di “rumori” che svelino eventuali restringimenti
delle arterie, e l’
anamnesi – ovvero la storia medica della persona – per individuare eventuali
fattori di rischio.
| Gli esami utili |
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L’elettrocardiogramma.
Attraverso piccoli elettrodi applicati sul petto della persona, registra l’attività elettrica del cuore, smascherando numerosi problemi cardiaci, tra cui aritmie, ischemie, scompenso cardiaco |
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L’ecocardiogramma
Una sonda a ultrasuoni passata sul petto della persona è in grado di visualizzare su un monitor la struttura del cuore e delle sue arterie più importanti, portando alla luce eventuali anomalie funzionali o anatomiche. |
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La radiografia del torace
I raggi X puntati sul torace “fotografano” le dimensioni del muscolo cardiaco e la situazione generale dei polmoni. |
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L’ecocolorDoppler del cuore e dei tronchi sovra-aortici
Entrambi gli esami, del tutto simili all’ecocardiogramma, hanno l’obiettivo di verificare come scorre il flusso sanguigno all’interno delle arterie più importanti (rispettivamente coronarie e aorta, carotidi e vertebrali). |
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Le analisi delle urine
Sono utili per indagare sulla salute dei reni. |
A cura di: Alma Galeazzi