17 Maggio 2010
L'importanza di misurarla correttamente
Il principale mezzo per giocare d’anticipo, battendo sul tempo un’ipertensione agli esordi,
oppure per controllare l’efficacia di una determinata cura antipertensiva? Sembrerà banale, ma è
proprio la misurazione regolare della pressione. Un controllo rapido e indolore, che molti
preferiscono affidare al farmacista o al medico di famiglia, ma che è anche possibile effettuare
tranquillamente a casa propria.
Dove
In farmacia: è il luogo più comodo dove misurare la pressione, visto che consente
di evitare le lunghe code dal medico di famiglia. Il farmacista fa indossare una sorta di bracciale
di gomma che viene gonfiato e sotto il quale viene sistemato un rilevatore, che invia i valori
pressori su un visore a lancetta o su un display elettronico.
Dal medico: utilizza lo strumento più preciso in assoluto, cioè lo sfigmomanometro
a mercurio, che è collegato a un manicotto di gomma e a un manometro, posizionato tra l’ascella e
la piega del gomito, cioè dove “pulsa” l’arteria del braccio (arteria omerale). Occhio alla “
sindrome da camice bianco”, però (link con il box sulle cause delle fluttuazioni), che può alterare
i valori pressori e fornire un risultato poco attendibile.
In ospedale: è qui che viene applicata un’apparecchiatura particolare per
effettuare il cosiddetto controllo dinamico (l’
Holter), cioè un monitoraggio costante – ogni venti minuti circa – della pressione
nell’arco delle ventiquattr’ore. Questo esame capillare fornisce un quadro molto dettagliato dei
valori pressori, consentendo di individuare i momenti particolarmente rischio, quando la pressione
sale.
A casa: è il luogo preferito soprattutto da chi, per le ragioni più disparate, è
costretto a misurare la pressione molto spesso, oppure si agita eccessivamente di fronte al medico
o al farmacista. Di strumenti per l’automisurazione della pressione (anche definiti
Self blood pressure measurement at home) esistono ormai i più svariati modelli, dal più
semplice al più tecnologico, dal più economico al più costoso, ma a prescindere dalla tipologia,
quello che davvero conta è utilizzarli in modo corretto. Ecco perché, di recente, la Società
Europea dell’Ipertensione ha sentito l’esigenza di diffondere nuove linee guida per la misurazione
domestica, in modo da evitare gli errori più comuni.
A cura di: Alma Galeazzi
Le linee guida per chi vuole fare da sé
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Farsi seguire dal medico Automisurazione non significa né autodiagnosi, né
tantomeno autocura. Anche chi opta per la misurazione casalinga, infatti, deve procedere sotto la
supervisione di un medico, il quale stabilirà quando e quanto procedere con le misurazioni, e
interpreterà correttamente i dati.
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Dotarsi di uno strumento affidabile Il mercato degli apparecchi per l’a
utomisurazione è talmente ampio da confondere i non addetti ai lavori. Per evitare acquisti
sbagliati, è sempre meglio chiedere il parere del medico e, comunque, dare la preferenza agli
strumenti certificati, cioè che abbiamo superato una serie di test di precisione.
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Evitare di cadere nell’ossessione Il rischio è reale. Poter misurare la pressione
a piacimento, infatti, può spingere a diventare ossessivi, innescando un pericoloso circolo
vizioso: l’ansia spinge a impugnare continuamente lo sfigmomanometro, la pressione risulta alta
perché non si è tranquilli e ciò genera un’ansia ancora più forte, che spinge a misurare nuovamente
la pressione. È importante, invece, attenersi alla tabella di marcia programmata dal medico, in
mancanza della quale è sufficiente misurare la pressione la settimana precedente la visita, due
volte al giorno (mattina e sera), a stomaco vuoto e prima di aver preso qualunque farmaco.
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Procedere solo quando si è rilassati Visto che i valori pressori sono legati a
doppio filo alla componente emotiva, è importante iniziare l’automisurazione solo quando si è
calmi, tranquilli, rilassati, mentre è meglio rimandare se ci si sente ansiosi o disturbati. Non è
possibile rimandare? Farlo presente al medico quando gli vengono sottoposti i risultati.
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Controllare la propria posizione Una posizione non vale l’altra. Il braccio sul
quale si applica il bracciale, infatti, deve essere posizionato esattamente all’altezza del cuore,
quindi è necessario adagiarlo su un tavolo o su un altro piano d’appoggio. Inoltre, è bene evitare
di accavallare le gambe.
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Utilizzare sempre lo stesso braccio Questa regola vale soprattutto se, quando si
misura la pressione le prime volte, i valori cambiano sostanzialmente da un braccio all’altro. In
questa eventualità, è bene optare per il braccio che ha fatto registrare la pressione maggiore.
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Non muoversi e stare zitti Qualunque movimento ha ripercussioni dirette a livello
circolatorio e, quindi, anche sulla pressione. Ecco perché durante la misurazione è meglio stare
fermi e in silenzio.
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Predisporre un diario delle misurazioni Per aiutare il medico ad avere un quadro
chiaro della propria “situazione pressoria”, è molto utile tenere un diario, sul quale segnare non
solo i risultati delle misurazioni, ma anche eventuali episodi particolari (una forte emozione in
quella data, un certo disturbo in quel giorno e così via).
A cura di: Alma Galeazzi
Come
Il “come” nel caso della misurazione della pressione è fondamentale, perché se non si rispettano
certe condizioni, si rischia di ottenere valori viziati, poco attendibili perché alterati dai
fattori soggettivi o esterni (fare link con il box relativo). Ecco a cosa prestare attenzione.
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L’ora: è importante misurare la pressione sempre alla stessa ora, una volta al
mattino e una nel tardo pomeriggio. Chi sta seguendo una cura antipertensiva, deve procedere poco
prima di assumere i farmaci.
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La posizione: occorre stare seduti, con la schiena ben appoggiata allo schienale,
le gambe non accavallate e il braccio “prescelto” posizionato su un tavolo (o un altro piano d’a
ppoggio), all’altezza del cuore.
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Il riposo: è consigliabile programmare almeno cinque minuti di riposo assoluto
prima di procedere con la misurazione, per evitare che i valori siano influenzati dai movimenti.
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A stomaco vuoto: la digestione richiama sangue nella zona addominale, abbassando
automaticamente la pressione e falsando i risultati. Inoltre, è bene che sia trascorsa almeno un’o
ra dall’ultimo tè, caffè o sigaretta, visto che sia la caffeina sia la nicotina alterano i valori
pressori.
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ATTENZIONE! PER OTTENERE VALORI DAVVERO ATTENDIBILI E CONFERMARE EVENTUALI
ALTERAZIONI, L’O RGANIZZAZIONE MONDIALE DELLA SANITÀ (OMS) SUGGERISCE DI EFFETTUARE ALMENO TRE
MISURAZIONI, A DISTANZA DI UNA SETTIMANA L’UNA DALL’ALTRA, MA SEMPRE ALLA STESSA ORA.
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A cura di: Alma Galeazzi
