28 Aprile 2010
Principali fattori di rischio: Colesterolo & co
Vade retro colesterolo! Come se ci fosse il suo “artiglio” dietro a tutte le malattie
cardiache. In realtà il colesterolo in sé non ha nulla di demoniaco, anzi: è un elemento
fondamentale dell'organismo. A patto di… Facciamo un po' di chiarezza.
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In parte prodotto dal fegato, in parte introdotto dall'esterno attraverso alcuni alimenti
(soprattutto quelli ricchi di grassi animali, come burro, formaggi e carni), il colesterolo non
solo è presente in tutte le cellule del corpo,
ma è indispensabile per la produzione della vitamina D, oltre a essere un “
componente” essenziale di molti tessuti.
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Tanto il colesterolo quanto i trigliceridi (link con il boxino su i trigliceridi) vengono
trasportati nel sangue da specifiche proteine, chiamate appunto lipoproteine:
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le
LDL (da Low Density Lipoproteins, cioè lipoproteine a bassa densità) hanno il
compito di distribuire il colesterolo ai vari organi;
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le
HDL (da High Density Lipoproteins, proteine ad alta densità) hanno una missione
delicata e importante: rimuovere il colesterolo in eccesso e trasportarlo al fegato che, nella sua
veste di spazzino dell'organismo, si occuperà di eliminarlo.
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Un colesterolo HDL alto, dunque,
è positivo, perché indica che l'organismo è in grado di eliminare il colesterolo
in eccesso, mentre un
colesterolo LDL elevato è un campanello d'allarme, perché indica che
accumuli di colesterolo si stanno depositando nei vari organi (arterie comprese). L'aterosclerosi è
in agguato.
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Diamo il giusto valore al colesterolo
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| Valore del colesterolo totale “desiderabile”: non
è superiore ai 200 mg/dl (milligrammi per decilitro). |
| Valore del colesterolo-LDL“desiderabile”: non è superiore ai 100 mg/dl. |
| Valore del colesterolo-HDL “desiderabile”: è
uguale o superiore ai 50 mg/dl. |
| Valore dei trigliceridi “desiderabile”: non è superiore ai 150 mg/dl. |
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Fonte: Istituto Superiore di Sanità
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A cura di: Alma Galeazzi
L’
ipercolesterolemia, cioè l'accumulo di colesterolo LDL nelle pareti delle arterie,
porta all'
aterosclerosi, tra i più temibili fattori di rischio cardiovascolari. Con il
tempo, infatti, si formano veri e propri depositi di materiale grasso (ateromi o placche
aterosclerotiche), che ostacolano o, nei casi peggiori, bloccano il passaggio del sangue nelle
arterie, con il rischio di infarto e ictus. L'aterosclerosi, peraltro, è una malattia che non
riguarda solamente le coronarie e, dunque, il cuore, ma coinvolge molte altre zone dell'organismo,
come le carotidi o le femorali.
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Nome in codice: Omega 3
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L'universo dei grassi, o lipidi, è molto più complesso di quanto non suggerisca il loro nome.
Animali o vegetali, saturi, monoinsaturi o polinsaturi, buoni e cattivi: come orientarsi,
scegliendo il “grasso giusto”?
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- Assodato che i grassi sono vitali per l'organismo, visto che rappresentano la sua principale
riserva di energia, è importante privilegiare i lipidi “buoni”, cioè i polinsaturi, di cui fanno
parte i famosi “omega 3”.
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- Promossi a pieni voti dalla prestigiosa American Heart Association, che da anni conduce una
dura battaglia alle malattie cardiovascolari negli Usa e che li considera gli angeli custodi della
salute del cuore, questi grassi si trovano in abbondanza nel pesce azzurro (alici, sardine,
sgombri, sarde) e nel pesce dei mari freddi (merluzzo, aringhe, salmone).
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- Qual è il loro segreto? Sono in grado di rendere il sangue più fluido, limitando il rischio di
trombi, di abbassare i trigliceridi (grassi nel sangue) e di ridurre l’assorbimento di colesterolo.
Gli omega 3, quindi, ostacolano la formazione di placche aterosclerotiche e prevengono, oltre all’a
terosclerosi, l’ictus e la trombosi.
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A cura di: Alma Galeazzi
Abbasso il colesterolo cattivo, viva il colesterolo buono!
C’è chi è maggiormente predisposto a “produrre” colesterolo cattivo e chi, invece, ha dalla sua
parte la genetica.
Ma una parte del colesterolo che circola nell’organismo viene comunque introdotta con l’a
limentazione. Puntando su questa parte, si può arrivare a ridurre il colesterolo nel sangue fino al
10%, percentuale non irrilevante, visto che riduce la possibilità di incontrare una malattia
cardiovascolare del 20%!
Come? A tavola:
- limitare il consumo di grassi saturi (presenti soprattutto nella carne rossa, nei formaggi e
negli insaccati), che aumentano il colesterolo LDL e riducono l’HDL;
- aumentare il consumo di grassi polinsaturi (nell’olio di semi) e monoinsaturi (nell’olio di
oliva), che abbassano il colesterolo cattivo;
- ridurre il consumo di alcol e dolci.
Oltre a fare moto, a smettere di fumare e a tenere sotto controllo il peso, in commercio
esistono degli integratori specifici, soprattutto quelli a base di berberina e riso rosso, per
tenere sotto controllo il colesterolo cattivo.
A cura di: Alma Galeazzi
