DISTURBI E PATOLOGIE
10 Maggio 2010
Sostanze esterne capaci di stimolare le difese interne dell’organismo, bloccando le lancette del
tempo e preservando la salute. È questo il principio ispiratore della nutraceutica, colonna
portante della medicina anti-aging. Ma di che cosa si tratta esattamente? Ce lo spiega il
Professor Giovanni Scapagnini, docente di Biochimica Clinica presso la Facoltà di
Medicina dell’Università degli Studi del Molise e membro del Direttivo SINut, la Società Italiana
di Nutraceutica.
«La nutraceutica è la scienza che studia i principi attivi contenuti nei cibi o nelle piante, che possono essere utilizzati per migliorare la nostra salute. Rappresenta la nuova farmacologia, che unisce la scienza della nutrizione alla clinica medica. Spesso, però, non c’è neppure bisogno di arrivare a sviluppare nuovi farmaci: basta sfruttare i cibi con una dieta mirata, o estrarre una parte di questi composti e trasformarli in integratori, caratterizzati da livelli di efficacia e sicurezza estremi. La berberina, alcaloide presente in molte piante, ha un’azione anti-colesterolo paragonabile alle statine. E che dire degli omega 3, acidi grassi polinsaturi estratti dal pesce, che regolarizzano i trigliceridi e proteggono il cuore?»
Proprio la berberina è stata tra le protagoniste dell’ultimo convegno della SINut che si è appena concluso a Milano. In associazione con il riso rosso, la berberina si è dimostrata in grado di esercitare una doppia azione benefica: da un lato riduce la produzione del colesterolo, portando a una riduzione della colesterolemia, dall’altro agisce in funzione anti-diabetica, riducendo l’insulinemia. Riso rosso più berberina, dunque, hanno dato vita a un nutraceutico preziosissimo.
A cura di: Alma Galeazzi