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DISTURBI E PATOLOGIE

28 Aprile 2010

Principali fattori di rischio: obesità e sovrappeso

I chili di troppo non rappresentano solo un problema estetico, ma soprattutto di salute.

Ogni etto in eccesso, infatti, non solo va a "pesare" sul cuore, ostacolando il suo lavoro, ma aumenta le probabilità di essere colpiti da ipertensione , ipercolesterolemia e diabete. Ovvero dai principali nemici del motore dell'organismo

Per capire se e quanto si è sovrappeso, si utilizza uno strumento molto prezioso (e semplice): l'indice di massa corporea (BMI), un parametro che tiene conto del peso e dell'altezza.

L' indice di massa corporea (BMI) si calcola dividendo il peso (espresso in chilogrammi) per il quadrato dell';altezza (espressa in metri).
Una persona si definisce:

  • sottopeso, se il suo indice di massa corporea è minore di 18,5 Kg/m²;
  • normopeso, se il suo indice di massa corporea è compreso tra 18,5 Kg/m² e 24,9 Kg/m²;
  • sovrappeso, se il suo indice di massa corporea è compreso tra 25 Kg/m² e 29,9 Kg/m²;
  • obesa, se il suo indice di massa corporea è uguale o superiore a 30 Kg/m².

 

BMI (Kg/ m²)  
<18.5  sottopeso
18.5 - 24.9  normopeso
25.0 - 29.9  sovrappeso
> 30.0;  obeso



Per alleggerire la bilancia (e il cuore)

Senza un po’ di attività fisica regolare, è facile che qualunque dieta sia destinata – se non a fallire – a portare ben scarsi risultati. Ma il solo moto non basta a liberarsi da un sovrappeso di una certa entità o di un’obesità vera e propria: occorre rivedere le proprie abitudini alimentari.
Ecco qualche suggerimento da portare in tavola, fermo restando che se il proprio BMI è superiore 30, è il caso di affidarsi a un dietologo.

  • evitare di fare il pieno di calorie. Ciò significa che sarebbe meglio alzarsi da tavola ancora con un po’ di appetito, non del tutto sazi.
  • abbondare con gli alimenti a basso contenuto calorico, come la frutta e verdura. Gli ortaggi, infatti, sono cibi “leggeri” e e soprattutto salutari, perché contengono non solo fibre, minerali, vitamine, ma anche grassi di origine vegetale, che esercitano un’azione più favorevole su cuore e arterie, rispetto ai grassi saturi di origine animale (burro, lardo), molto dannosi (link con la parte alimentazione più avanti).
  •  non abolire, ma ridurre il consumo di carne rossa, a vantaggio di carne bianca (pollo, tacchino…) e pesce. Quest’ultimo dovrebbe essere portato in tavola almeno un paio di volte alla settimana. Contiene infatti, gli omega 3 (link con il boxino sugli omega 3), acidi grassi che hanno un effetto protettivo sul sistema cardiovascolare.

 

 

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A cura di: Alma Galeazzi

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