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DISTURBI E PATOLOGIE

2 Aprile 2010

Valutazione del rischio globale assoluto

Il tuo cuore è al sicuro?

Come una rondine non fa primavera, così un solo fattore di rischio non fa una malattia cardiovascolare: avere, per esempio, il colesterolo leggermente alto, non significa che l’infarto è dietro l’angolo. Ogni singolo fattore di rischio, poi, va “contestualizzato”, cioè va rapportato alle caratteristiche della singola persona (età, sesso, familiarità con problemi cardiovascolari) e al suo stile di vita (fumo, alimentazione, attività fisica…). Così la pressione alta può essere un campanello d'allarme in una donna in menopausa e sedentaria, mentre desta meno preoccupazioni in una giovane donna che fa sport e segue una dieta equilibrata.

Ecco perché, per capire se il cuore è in una botte di ferro o sull’orlo del precipizio e quante  probabilità ci sono che in futuro si ammali, si ricorre  alla cosiddetta " valutazione del rischio globale assoluto", cioè non una semplice somma dei singoli fattori di rischio, ma un parametro che li considera nella loro globalità e che tiene conto sia della specificità della persona, sia del fatto che tutte le malattie cardiovascolari hanno un'origine multifattoriale. Dipendono, appunto, da un insieme di fattori non modificabili (età, sesso…) o modificabili (stile di vita).

La valutazione del rischio globale assoluto quantifica il pericolo che minaccia la salute futura della singola persona, ma le funzioni matematiche che utilizza comprendono anche le caratteristiche proprie della popolazione di cui quella persona fa parte. Un Paese come l’Italia, dove domina la dieta mediterranea, avrà funzioni di rischio diverse da un Paese nordico, dove la dieta è più “ grassa”, o dalla Cina, dove è elevato il consumo di soia. In pratica, le componenti utilizzate per la valutazione del rischio globale variano da individuo e individuo e da popolazione a popolazione.


Gli strumenti messi a punto per approdare alla valutazione del "rischio globale" sono due: le carte del rischio e il punteggio individuale.

  • Le carte del rischio: sono più generiche e un po’ meno precise, perché determinate a partire da ampie categorie di fattori di rischio: età, sesso, pressione del sangue, colesterolo, fumo, presenza di diabete
    (per saperne di più: www.cuore.iss.it).
  • Il punteggio individuale: tiene conto non solo dei fattori considerati anche dalle carte del rischio, ma anche di altri valori, come il colesterolo HDL (quello buono) e della possibilità che la persona segua una terapia antipertensiva, segnale che soffre da lungo tempo di ipertensione. La valutazione è, in questo, caso, più circostanziata.

 

    CARTA PUNTEGGIO  
  Età 40-69 35-69  
  Fattori di rischio Età, pressione arteriosa sistolica, colesterolemia totale, fumo, diabete Età, Pressione arteriosa sistolica, colesterolemia totale, fumo, diabete, HDL,  terapia anti-ipertensiva  
  Pressione arteriosa sistolica, Colesterolemia totale, HDL Categorico Continuo  
  Rischio Categorico Continuo  
         
  Fonte: Istituto Superiore di Sanità    



 

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A cura di: Alma Galeazzi

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