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DISTURBI E PATOLOGIE

1 Gennaio 2008

Stipsi, un problema al femminile

Chi non ha mai sofferto di stitichezza scagli la prima pietra. Basta un periodo di stress, un viaggio, un banale cambio di stagione o di abitudini ed ecco che l'intestino rallenta il passo, indugia, poi si ferma. Niente di preoccupante. L'80% della popolazione italiana si trova, prima o poi, ad affrontare brevi "scioperi della toilette", sbloccati senza conseguenze. Ma nel restante 20% dei casi, la stipsi è una presenza costante, che erode giorno dopo giorno il benessere psicofisico. E se un terzo delle vittime sono donne, un motivo ci sarà. Anzi, forse più di uno. Li abbiamo chiesti al professor Fabio Pace, che ai capricci dell'apparato digerente e alle soluzioni per placarli ha dedicato anni di studi.


Con la consulenza del professor Fabio Pace, gastroenterologo all'Ospedale Polo Universitario "L. Sacco" di Milano.

 


La stitichezza è davvero femmina.
È capricciosa, testarda, ostinata e, come tutte le donne, anche misteriosa: perché mai è un problema al femminile? "Prima di tutto per la maggiore attenzione che la donna ha verso le funzioni del suo corpo" risponde senza indugi il professor Pace, rivelando subito un aspetto sorprendente e, ancora una volta, molto "femminile" della stipsi: quando ne sono colpite, le donne sono semplicemente più consapevoli di esserlo, per quella naturale sensibilità che le porta a percepire i piccoli segnali del proprio corpo. Svelato il mistero? Non del tutto.

 

A cura di: Alma Galeazzi

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