24 Ottobre 2011
Cisti e fibromi: il primo passo è l'informazione
Professoressa Nappi, cominciamo allora dalle cisti ovariche
Si parla di cisti ovariche quando, almeno in una delle ovaie, si formano strutture di dimensioni
variabili che, a seconda dei casi, sono piene di liquido o materiale denso e semisolido, che
tendono a far aumentare, le dimensioni dell’ovaia interessata.
E’ assai frequente il riscontro di tante piccole cisti come nella “
sindrome dell’ovaio policistico” , una patologia benigna che si caratterizza per
irregolarità nel ciclo mestruale
o
amenorrea
(interruzione del ciclo durante l’età fertile),
dismenorrea
(fitte e crampi nei giorni di ciclo mensile) e talvolta cicli emorragici. Qualora non curata,
può accompagnarsi ad infertilità e ad alterazioni dell’
endometrio
, la struttura di rivestimento interno del’utero, oltre che a segni di iperandrogenismo
come acne ed irsutismo, ma anche ad alterazioni del metabolismo fino all’obesità.
Le cisti più diffuse sono le
cisti follicolari, che si formano a seguito della mancata rottura di un follicolo,
il quale, in certi casi, invece di andare incontro all’ovulazione si trasforma in una vera e
propria cisti. A seconda delle dimensioni tali cisti possono essere asintomatiche, se inferiori a
3-4 cm, oppure essere responsabili di dolore pelvico , senso di peso ecc, quando raggiungono
dimensioni maggiori e non riescono a riassorbirsi spontaneamente nell’arco di un paio di mesi. Un
altro tipo di cisti è quello che si forma subito dopo l’ovulazione, quando nel corpo luteo si
accumula liquido misto ad un certo quantitativo di sangue: è le cosiddetta cisti luteinica. Il
rischio? Che la cisti si rompa e fuoriesca il contenuto altamente irritante per i tessuti pelvici,
causando dolore acuto e formazione di aderenze che possono compromettere la fertilità futura.
Quindi, ci sono le
cisti endometriosiche, che rappresentano una delle complicazioni più frequenti
dell’
endometriosi
e che devono essere riconosciute prontamente per minimizzare gli effetti a lungo termine di
tale patologia sulla riproduzione.
Infine, c’è la
cisti dermoide, la più frequente forma di tumore ovarico benigno, che può essere
anche di grandi dimensioni e decorrere asintomatica per molti anni. Per ogni singolo caso, dopo le
necessarie analisi che devono essere sempre fatte per scongiurare l’ipotesi di una eventuale
patologia maligna, il ginecologo consiglia una cura farmacologica oppure un intervento
chirurgico.
L’influenza degli ormoni
Polipi, cisti e fibromi uterini sono spesso associati ad alterazioni dell’equilibrio ormonale
che ne condizionano l’evoluzione, e che possono causare recidive dopo un intervento chirurgico
I fibromi uterini e i polipi sono sensibili agli ormoni sessuali e alla ciclicità delle loro
variazioni durante le varie fasi che portano alla mestruazione. La presenza delle cisti ovariche
può addirittura compromettere l’equilibrio ormonale.
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A cura di: Minnie Luongo
Passiamo ai fibromi uterini.
Essi rappresentano la più comune forma di patologia benigna del tratto genitale femminile (si
stima un’incidenza del 25-30% della popolazione femminile in età fertile, con ricorrenza maggiore
dopo i 40 anni e nelle donne di colore).
Il fibroma uterino è un tumore benigno che origina dal muscolo uterino: la sede di
localizzazione è molto importante per stabilire le possibilità di trattamento. Se il fibroma si
sviluppa vicino alla cavità interna dell’utero viene definito
sottomucoso e più facilmente può dare dolore e sanguinamento anche se e’ di
piccole dimensioni. I
fibromi sottosierosi, invece, spesso si riscontrano di maggiori dimensioni perché
danno sintomi di comprensione delle strutture vicine e meno problemi mestruali. Se i fibromi sono “
peduncolati”, cioè sporgono dall’organo attraverso un piccolo collegamento spesso sono associati ad
un rischio di torsione.
In presenza di fibromi multipli l’utero viene definito fibromatoso. La maggior parte dei
fibromi non dà sintomi, e solo il 10-20% dei fibromi diventa sintomatico.
In quest’ultimo caso, il
sanguinamento è di sicuro il più importante dei sintomi, e si presenta
generalmente sotto forma di mestruazioni particolarmente abbondanti (
menorragia
) con presenza di coaguli, spesso accompagnato da
anemia conseguente alla perdita ematica ricorrente. Il
dolore pelvico e il senso di pressione sono spesso correlati alla presenza di
fibromi e possono peggiorare con l’esercizio fisico o durante i rapporti sessuali.
La terapia dipende dai sintomi e dagli obiettivi:
può essere medica, o chirurgica. Il trattamento medico è finalizzato a rallentarne
la crescita; a tale scopo si somministrano progesterone naturale, oppure progestinici. In
alternativa, la terapia contraccettiva si è dimostrata utile nel ridurre la velocità di crescita
dei fibromi, la quantità di flusso per ciclo e il dolore mestruale, ma è importante tenere sotto
controllo periodico la situazione perché in alcuni casi tali terapie risultano inefficaci. E’
importante ricordare che a volte
i fibromi ostacolano il concepimento e la gravidanza, soprattutto quelli di tipo
sottomucoso che impediscono l’impianto e la crescita dell’embrione.
I polipi dell’endometrio
In questo caso siamo davanti ad un’iperplasia della mucosa uterina che risponde in maniera
anomala agli stimoli ormonali. Si tratta di una neoformazione mucosa, singola o multipla, sessile o
“peduncolata”. Quando sintomatica, si associa a sanguinamento anomalo e/o mestruazioni abbondanti.
Le cause possono ricondursi a un iperestrogenismo relativo o a un’insufficienza luteale.
Si localizzano all’interno della cavità uterina e per questo sono responsabili di
alterazioni mestruali (
metrorragie
,
menorragie
,
spotting ematici
).
La diagnosi si avvale dell’ecografia transvaginale e dell’isteroscopia: con la
prima. è possibile evidenziare all’interno della cavità uterina una formazione tondeggiante, ben
definita, mentre l’isteroscopia diagnostica consente la visualizzazione diretta del polipo.
La terapia dei polipi endometriali è essenzialmente chirurgica, mediante resezione
isteroscopica.
(la terapia medica, infatti, difficilmente riesce a ridurre i sanguinamenti). I polipi
endometriali spesso sono soggetti a recidive, per cui un controllo ecografico e/o isteroscopico è
sempre consigliabile.
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CONOSCI I NOSTRI ESPERTI
Rossella Nappi
Ricercatore universitario della Sezione di Clinica Ostetrica & Ginecologica,
Dipartimento di Scienze Morfologiche, Eidologiche e Cliniche dell'Università degli Studi di
Pavia.
www.rossellanappi.com »
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A cura di: Minnie Luongo
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