12 Aprile 2012
Quando l'utero è retroverso
Professoressa Nappi, diamo una definizione di “retroversione dell’utero”
La retroversione uterina, conosciuta anche come “
utero retroverso”, è una variante dell’anatomia pelvica femminile, in cui il corpo
dell’
utero
si punta verso la parte posteriore, piuttosto che in avanti.
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Per spiegare meglio: si tratta di un
mal posizione dell'utero, che normalmente presenta un’angolazione di circa 45 gradi
sull'asse della vagina, appoggiandosi anteriormente in posizione antiversa sulla vescica.
In pratica, quando l'utero è retroverso, intendiamo dire che esso guarda verso l'indietro,
appoggiandosi con varie angolature di primo, secondo e terzo grado, sugli organi posteriori (ossia,
sull'ultimo tratto dell'intestino, colon e retto).
La retroversione dell’utero può essere c
ongenita o acquisita: più frequentemente si riscontra la seconda a seguito di
parti, aborti, oppure dopo processi infiammatori. Non di rado, inoltre, si riscontra la
retroversione uterina in donne molto magre, le quali sono soggette a ptosi (abbassamento di organi:
ptosi renale, gastrica, ecc.). Diverse le reazioni delle donne davanti a questo fenomeno: alcune
non avvertono alcun disturbo, hanno facilmente gravidanze e le gravidanze decorrono normalmente.
Altre, invece, lamentano dolori alla regione lombare, che si accentuano nel periodo premestruale.
Altre ancora avvertono un fastidioso senso di stiramento verso il basso, con r
apporti sessuali dolorosi, oltre a disturbi vescicali, intestinali, oppure
disturbi più vaghi e generali come cefalea, tosse nervosa, stipsi, irritabilità, disturbi
gastrici.
Per quanto riguarda la diffusione?
L'utero retroverso è una condizione molto comune che interessa circa tre donne su dieci
nell'età adolescenziale. Esiste una
forma mobile, più comune, e una
forma fissa, più rara, che è frutto di fenomeni infiammatori di varia natura, i
quali causano aderenze che ancorano l'utero ai suoi legamenti. Per ciò che concerne la diagnosi,
un esame pelvico rivela la posizione dell’utero. Tuttavia, a volte, esso può
essere scambiato per una massa pelvica o un fibroma in fase di crescita. Ma è sufficiente un esame
retto-vaginale, al fine di distinguere tra una massa e un utero retroverso. Infine, c’è da
considerare un esame ecografico, con il quale è possibile determinare l’e satta posizione dell’u
tero.
A cura di: Minnie Luongo
Ci sono cause a cui si può ricondurre l’utero retroverso?
- L’indebolimento dei legamenti pelvici, associati con la
menopausa, può causare questa patologia nelle donne
che in precedenza non avevano un utero retroverso. L’allargamento dell’utero, sia come risultato di
una gravidanza che di un tumore, può anche portare alla retroversione.
- Il tessuto cicatriziale nelle aderenze pelviche può anche tenere l’utero in posizione
retroflessa. E la cicatrizzazione può derivare da
endometriosi,
malattia infiammatoria pelvica,
salpingite (processo infiammatorio a carico di
una o di entrambe le tube uterine).
Quali sono i sintomi e i disturbi legati a questa particolare anomalia?
L'utero retroverso è spesso ereditario ed è fonte di dolore pelvico soprattutto
durante la
mestruazione. Il sangue mestruale che deriva dallo
sfaldamento della mucosa interna uterina (endometrio) fa più fatica a fuoriuscire poiché la
particolare posizione dell'utero contrasta la forza di gravità, e dunque la parete muscolare
dell'organo si contrae per favorire la mestruazione, generando così un dolore e dei crampi sotto
diverse forme (dismenorrea)
. Dopo le gravidanze, generalmente, la sintomatologia dolorosa tende a migliorare
perché l'utero, rimanendo un po' più grande, tende a raddrizzarsi, assumendo infine una posizione
maggiormente regolare.
I timori principali delle donne con utero retroverso si concentrano sulla propria fertilità e
la possibilità di avere gravidanze
Riguardo a quest’argomento è bene fare chiarezza, per evitare inutili allarmismi e paure
infondate. U
n tempo si riteneva che l'utero retroverso fosse causa d’infertilità, mentre oggi sappiamo
che non è per nulla così! La miglior comprensione di tutta una serie di cause d’
infertilità di
coppia ha sfatato questo mito. Purtroppo le giovani donne che ne soffrono hanno un ciclo
mestruale molto doloroso ed è per questo motivo che è bene effettuare una diagnosi corretta e
consigliare l’assunzione di antinfiammatori specifici per lenire il dolore, oppure la
contraccezione ormonale che - riducendo il flusso
mestruale e rilassando l'utero - riduce significativamente anche il dolore, migliorando la qualità
del vissuto mestruale. A
nche la contraccezione ormonale può essere d’aiuto per migliorare il dolore
mestruale.
Professoressa Nappi, ci sono cure da seguire?
In un quadro così complesso (tante le diversità di conseguenze della retroversione uterina), è
comprensibile come la cura non possa essere identica per tutti casi. Di conseguenza, di volta in
volta il
ginecologo stabilisce se
è necessario curare l'anomalia oppure no. Nei casi in cui la retroversione non provoca alcun
disturbo soggettivo e concede gravidanze normali, ogni terapia, difatti, sarebbe del tutto
superflua. Quando, invece, si reputa necessario intervenire per curare l'anomalia, si effettua la
cosiddetta
isteropessi: un intervento chirurgico volto a correggere lo spostamento uterino e
a fissarlo nella posizione normale o naturale. Dopo questa operazione, si riscontrano rarissime
recidive, anche in caso di gravidanze. É comunque consigliabile, come norma preventiva contro la
retroversione uterina, il rispetto delle principali regole d'igiene e delle prescrizioni generali
che i ginecologi consigliano dopo i parti o gli aborti. Nella fase successiva al parto (puerperio)
possono favorire gli spostamenti dell'utero sia una ripresa troppo precoce della vita lavorativa,
sia un'eccessiva degenza a letto.
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CONOSCI I NOSTRI ESPERTI
Rossella Nappi
Ricercatore universitario della Sezione di Clinica Ostetrica & Ginecologica,
Dipartimento di Scienze Morfologiche, Eidologiche e Cliniche dell'Università degli Studi di
Pavia.
www.rossellanappi.com »
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A cura di: Minnie Luongo
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