2 Novembre 2010
Artrosi: va bloccata prima che ti blocchi
Artrosi: di cosa si tratta e chi colpisce
Con la consulenza del
dottor Marco Cazzola, U.O. di Medicina Riabilitativa, Azienda ospedaliera “
Ospedale di Circolo” di Busto Arsizio-Presidio di Saronno
Dottor Cazzola, l’artrosi è indubbiamente una bestia nera della terza età, sia perché può
arrivare a bloccare i movimenti - attentando al bene più prezioso dell’essere umano: l’autonomia -
sia perché è estremamente diffusa. Quante persone colpisce in Italia e quante nel mondo?
In effetti l’artrosi è la più frequente tra le malattie reumatiche e costituisce una delle
principali cause di invalidità nei Paesi industrializzati. Negli Stati Uniti si stima che 40
milioni di persone ne soffrano. E le previsioni non sono rosee, visto che indicano un trend in
aumento nei prossimi anni: si stima che, nel 2020, si sfioreranno i 60 milioni di pazienti. In
Italia l’artrosi rappresenta oltre il 72% di tutte le malattie reumatiche e si ritiene che almeno
4.000.000 di persone ne siano colpite. L’invecchiamento progressivo della popolazione, inoltre, fa
prevedere nei prossimi decenni un ulteriore incremento del numero delle sue vittime. L’incidenza
della malattia, infatti, aumenta con l’età: circa l’80% degli ultrasettantacinquenni presentano un’a
rtrosi radiologica alla quale non sempre, fortunatamente, corrispondono i sintomi tipici della
malattia. Questo scenario rende di fondamentale importanza studiare nuove strategie terapeutiche,
ma anche diffondere le informazioni utili che ci permettano di limitare le conseguenze di una
malattia che, se avremo la fortuna di vivere a lungo, colpirà quasi sicuramente tutti noi.
CHI COLPISCE
Colpisce più uomini, più donne o non c’è nessuna differenza di genere?
Fino ai 55 anni, l’incidenza non è significativamente diversa tra i sessi; dopo diventa più
frequente nelle donne rispetto agli uomini. Superati i 65 anni, l’artrosi è stata riscontrata,
nella popolazione italiana, nel 7,7% dei casi a livello dell’anca, nel 14,9% a livello della mano e
nel 29,8% a carico del ginocchio. (Superati i 65 anni, nella popolazione si manifesta nel 7,7% dei
casi come artrosi dell’anca, nel 14,9% come alle mani e ne 29,8% come artrosi del ginocchio.) In
Italia si stima che 1.700.000 donne e 510.000 uomini siano affetti da artrosi sintomatica del
ginocchio; per quanto riguarda l’anca, il numero delle persone colpite sarebbe inferiore, ma
comunque sempre elevato (830.000 donne e 350.000 uomini).
A cura di: Alma Galeazzi
Trattandosi di una malattia cronica, i suoi costi sociali saranno piuttosto elevati…
È vero, i costi della malattia sono molto elevati sia per il Sistema Sanitario Nazionale sia per
i pazienti. In uno studio italiano del 2004 è stato calcolato che l’artrosi del ginocchio, la sede
articolare più frequentemente colpita dalla malattia, comporta un costo totale annuo per persona di
4.340 euro; di questa cifra, 934 euro sarebbero i costi diretti (farmaci, ospedalizzazione esami
ecc.), 1.236 euro i costi indiretti (giornate lavorative perse dai pazienti o dai caregivers) e
2.170 euro i costi sociali.
DI CHE COSA SI TRATTA
Finora abbiamo parlato di “malattia”. Ma l’artrosi è davvero una malattia o una conseguenza del
naturale processo di invecchiamento?
Potrei rispondere: dipende. Non tutte le forme di artrosi, infatti, sono assimilabili; in alcuni
casi, molto più frequentemente nella donna, l’artrosi compare precocemente, tra i 40 ed i 50 anni,
colpendo numerose articolazioni contemporaneamente, in particolare delle mani. In queste forme, in
cui gioca un ruolo chiave la predisposizione genetica - visto che quasi sempre anche la madre o le
sorelle della paziente ne soffrono - possiamo parlare, a tutti gli effetti, di malattia. Lo stesso
discorso può essere fatto a proposito delle alterazioni metaboliche come il diabete, che predispone
all’artrosi, probabilmente danneggiando le cellule della cartilagine articolare. Nella maggioranza
dei casi, tuttavia, l’età anagrafica è indubbiamente una delle concause principali di questa
patologia, che non a caso sta diventando sempre più frequente con il progressivo invecchiamento
della popolazione
L’artrosi è un disturbo cronico e degenerativo. Che cosa significa, in cosa consiste e quali
danni produce all’organismo?
Indipendentemente dalla causa che ne è all’origine, l’artrosi è prima di tutto un danno alla
cartilagine articolare. In condizioni normali, la cartilagine si stratifica sul tessuto osseo con
la funzione di facilitare lo scorrimento dei due capi ossei che, giustapposti e tenuti uniti dai
legamenti e dalla capsula articolare, costituiscono l’articolazione. Il processo artrosico comporta
una sofferenza della cartilagine che si frammenta, si assottiglia, fino a scomparire nelle fasi più
avanzate. I due capi ossei che costituiscono l’articolazione, così, vengono a contatto diretto tra
loro, lo scorrimento è ostacolato dall’attrito e questo determina dolore e limitazione del
movimento fino, nei casi peggiori, al blocco articolare (anchilosi)
Che differenza c’è tra la forma primaria (o idiopatica) e quella secondaria?
Quando è possibile risalire chiaramente alla causa della degenerazione artrosica di una
determinata articolazione, come una vecchia infezione ossea oppure un trauma importante, si parla
di “
artrosi
secondaria”. Nella maggioranza dei casi, tuttavia, non si riesce a identificare una causa
precisa e la malattia viene definita “artrosi primaria”.
A cura di: Alma Galeazzi
