19 Luglio 2010
Mal di schiena: un problema di postura
È la patologia benigna più costosa nei paesi industrializzati ed è la più frequente causa
di astensione dal lavoro: il mal di schiena o lombalgia colpisce oltre quindici milioni di italiani
con un dolore acuto localizzato nel tratto lombare della colonna vertebrale.
Eppure sono rari i casi in cui il mal di schiena è causato da patologie specifiche della
colonna:«Malgrado il gran numero di condizioni patologiche, l’85% delle lombalgie è classificato
come lombalgia non-specifica » (Dilligham, 1995): ciò significa che il problema sta in primo luogo
nel modo in cui la schiena viene utilizzata, cioè nella postura.
Con la consulenza della dottoressa in fisioterapia
Tiziana Nava, Referente Nazionale della riabilitazione reumatologica (Associazione
Italiana Fisioterapisti)
«Secondo la definizione tecnica - spiega la dottoressa Nava -
la postura rappresenta la relazione spaziale tra i segmenti scheletrici, il cui
fine si identifica con il mantenimento della miglior condizione di base per espletare tutte le
attività funzionali dell’individuo. Cosa significa? In pratica, il nostro corpo per svolgere tutte
le sue funzioni – sia statiche sia dinamiche - assume una determinata posizione nello spazio e in
relazione ai suoi vari segmenti (piedi, ginocchia, spalle e soprattutto schiena). Un esempio è dato
dalle persone con le ginocchia valghe, che spesso presentano un’iperlordosi. Si tratta di un
elemento che caratterizza ciascun individuo perché è determinata non solo da fattori fisici e
biomeccanici, ma anche dal vissuto personale, dallo stress,da eventuali traumi fisici ed emotivi.
Infine la postura è un sistema in continuo cambiamento: il nostro corpo continua ad adattarsi,
cercando il migliore equilibrio, assecondando o correggendo gli stimoli interni ed esterni».
Lombalgia: un po' di dati
Frequenza della lombalgia
La lombalgia è la maggiore causa di dolore, disabilità e costo sociale
(Atlas SJ e Nardin RA, 2003)
Più di un quarto della popolazione soffrirà di lombalgia nel corso di ogni anno futuro
(Anderson GBJ, 1997)
la maggior parte della popolazione ne avrà esperienza nel corso della vita
(Leboeuf-Yde C e Lauristsen JM, 1995; Cassidy JD et al,1998; Anderson GBJ, 1999)
Oltre il 70 % della popolazione dei paesi sviluppati soffre di mal di schiena in qualche
periodo della propria vita.
Ogni anno il 15 - 45% delle persone adulte soffrono di lombalgia e 1 persona su 20 si
presenta in ospedale per un nuovo episodio
(Andersson GBJ, 1997)
La lombalgia è più comune tra i 35 e i 55 anni
Il mal di schiena è correlato al lavoro dato che sono le persone in età lavorativa e che
lavorano che presentano più frequentemente tale sintomatologia
(Andersson GBJ, 1997)
COSTI DELLA LOMBALGIA
Il 75-85% delle assenze dal lavoro sono giustificate con il dolore vertebrale ricorrente
(Frymoyer JW, 1988)
Negli USA i costi della lombalgia sono stimati in 20 miliardi di dollari per anno
(Frymoyer JW e Durett CL, 1997)
IN ITALIA
Secondo i dati della Relazione sullo stato del Paese del Ministero della Sanità del 2000, in
Italia, colpisce durante la vita circa l’80% della popolazione.
L’ISTAT sullo stato di salute in Italia segnala che 8,2 % della popolazione ha riferito nel
1999 di essere effetto da lombo sciatalgie
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A cura di: Francesca Memini
I fattori che determinano la postura
- FATTORI BIOMECCANICI (simmetrie, allineamenti, ecc.)
- FATTORI NEUROFISIOLOGICI (età, afferenze, controllo motorio, ecc.)
- FATTORI PSICOLOGICI (personalità, traumi emotivi ecc.)
- FATTORI ESTERNI (ambienti di lavoro, tempo meteorologico, ecc.)
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Racconta la dottoressa Tiziana Nava: «Nel 2001 è stato effettuato uno studio sulla nostra
squadra nazionale di sci, un gruppo di atleti che nella mentalità comune rappresentano un modello
di salute e perfezione fisica. Ebbene risultò che il 96% degli atleti presentava problematiche
posturali. Le cause erano differenti. Per il 20% la postura era stata alterata da un
difetto visivo: se il mio occhio destro non vede bene da vicino, il mio corpo
tenderà a correggere il difetto avvicinando gli oggetti. Per il 34% si trattava di
problemi podalici, perché un appoggio sbagliato del piede compromette
necessariamente l’intera postura. Per il 42 %, infine, il problema era di tipo occlusivo, legato
cioè a delle
disfunzioni cranio-mandibolari. Il 64% presentava
problematiche muscolo-scheletriche» .
Gli occhi, i piedi, i denti e i recettori cutanei agiscono da recettori posturali: l’a
lterazione anche solo di uno di essi provoca un disequilibrio che il sistema tonico posturale
cercherà di correggere. Il tratto lombare, che si trova esattamente in mezzo a tutti questi
recettori, agisce da sistema tampone principale, assumendo una posizione adattata per correggere i
difetti e le alterazioni di questi recettori. La conseguenza indiretta è l’algia, il dolore, il mal
di schiena.
A questi fattori vanno poi aggiunti i fattori psicologici e caratteriali. «
La postura esprime anche il vissuto emotivo, prosegue la dottoressa Nava. Una
persona timida ed introversa tende a assumere una postura chiusa, a volte ingobbita, mentre un
estroverso procede con una postura baldanzosa, aperta. Inoltre non bisogna dimenticare il ruolo
giocato dalle tensioni muscolari come strumento di espressione psicosomatica dell’io: traumi
emotivi, ansia, stress e persino l’atteggiamento da malato pesano sulla schiena quanto i difetti
fisici»
Infine ci sono
i fattori esterni: «Determinati lavori o attività sportive ci costringono a
movimenti ripetuti e posizioni scorrette e prolungate: il mal di schiena è dietro l’angolo anche
per chi lavora al computer tutto il giorno» .
A cura di: Francesca Memini
Cosa fare in caso di mal di schiena
In primo luogo è necessario
rivolgersi al proprio medico che potrà indagare se vi siano patologie più serie
(ernia al disco, discopatie, artrosi, ecc), ma una volta escluse le cause specifiche sarà bene
rivolgersi a un fisioterapista per una valutazione posturale globale del problema.
Non esiste un approccio uguale per tutti : questo è il principio sui cui si basa
la valutazione del fisioterapista.
Come spiega la dottoressa Nava: «Ogni individuo ha caratteristiche proprie che lo rendono
unico. L’analisi dunque deve essere specifica, personalizzata, indirizzata alla singola persona».
Indhal - Indahl A, Velund L., Reikeraas O. ,
Good prognosis for low back pain when left untampered. A randomised clinical trial. (1995)
- ha definito la lombalgia “… una malattia multifattoriale che causa inabilità ed assenza
dal lavoro”: solo uno sguardo complessivo sulla persona può cogliere la molteplicità di fattori che
possono causare il mal di schiena, siano questo fattori biomeccanici, neurofisiologici, psicologici
o esterni. «Data la grande complessità della materia» precisa la dottoressa Nava «è importante che
questo percorso venga affrontato rivolgendosi ad un professionista che sappia “leggere” il corpo.
Cioè interpretare, affrontare e risolvere le vere cause del problema.»
LINEE GUDA INTERNAZIONALI
- Riposo a letto più breve possibile
- Mobilizzazioni e manipolazioni accelerano la ripresa funzionale nella lombalgia acuta
- Grande importanza all’insegnamento posturale
- Essenziale la prevenzione (ergonomia, ecc.)
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A cura di: Francesca Memini
L'intervento del fisioterapista
Dopo aver effettuato una attenta anamnesi, a cui fa seguito l’analisi posturale e la valutazione
globale degli stili di vita della persona: fattori che contribuiscono a causare il mal di schiena;
il fisioterapista procede con un percorso che si sviluppa in diverse sequenze . Inizialmente si
lavora sulle strutture muscolo-scheletriche, (percorso biomeccanico). In seguito il fisioterapista deve modificare, con la
compliance della persona, gli schemi motori (gesti) che sono stati utilizzati spesso in modo adattativo per non sentire il
dolore nelle attività legate al quotidiano.
Infine si deve coinvolgere la persona all’acquisizione di una gestualità consona a lui come
individuo ed al suo vivere nella quotidianità.
Il percorso termina con la
correzione dell’immagine corporea.
Il percorso di fisioterapia prevede quindi un costante lavoro di
verbalizzazione e di visualizzazione della postura, che procede di pari passo alle
modificazioni muscolari. Si insegna al paziente a sentire la contrattura e a prendere coscienza del
proprio dolore come manifestazione della postura sbagliata . «Obiettivo primario di questo
approccio è soprattutto educare la persona a riconoscere i comportamenti anomali legati al dolore,
correggerli e infine eliminarli progressivamente. Questo percorso guidato faciliterà l’acquisizione
e infine la padronanza di una gestualità consona ai diversi momenti del quotidiano, che può avere
un’indicazione comune ma deve essere modulata sulle esigenze della singola persona.»
A cura di: Francesca Memini
