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DISTURBI E PATOLOGIE

18 Gennaio 2012

Fascite plantare: cos'è, come si cura ed esercizi utili

Cos’è la fascite plantare

Il piede ha la funzione di sostenere e di distribuire il peso del corpo quando camminiamo, corriamo e saltiamo, ma talvolta la sollecitazione è troppo forte e il piede ci presenta il conto: si tratta della fascite plantare, ovvero l’infiammazione del legame arcuato che provoca un dolore insidioso. Già perché durante l’allenamento il dolore tende a sparire o a essere poco intenso, per poi ripresentarsi la mattina dopo, appena alzati dal letto.

fascite plantare- illustrazione di Alice Borghi
Il legamento arcuato (o aponeurosi plantare) è una fascia fibrosa molto resistente che unisce la zona plantare interna del calcagno con i legamenti delle dita. Il ruolo di questo legamento è fondamentale durante la camminata e la corsa: nel momento in cui il tallone viene staccato da terra, l’angolo tra le dita ed i metatarsi aumenta sino a raggiungere i 50-60° e l’aponeurosi plantare viene stirata (vedi figura), quanto maggiormente le dita vengono piegate, tanto più la fascia viene sollecitata in stiramento. La fascia plantare si trova abitualmente a sopportare, durante il normale cammino ad ogni passo, un carico pari a circa due volte il peso corporeo.

Le cause della fascite sono principalmente traumatiche: un allenamento eccessivo, ma anche un sovraccarico ponderale (per questo è meglio non correre quando siamo sovrappeso) e l’utilizzo di scarpe poco protettive o inadeguate. Piede piatto o cavo e la contrattura di alcuni muscoli della gamba possono essere delle concause.

Cura e trattamento della fascite plantare

Il trattamento della fascite plantare si basa sul riposo e sul controllo dell'infiammazione. È necessario sospendere gli allenamenti ed evitare di camminare o rimanere in piedi troppo a lungo, specie su superfici rigide. Se necessario si può ricorrere anche all’uso di stampelle per scaricare completamente il piede dolente. Solo il riposo permette di ridurre l’infiammazione locale ed evita la cronicizzazione della fascite: per questo motivo è importante “ascoltare il dolore”, senza ostinarsi a proseguire l’allenamento con l’ausilio di antidolorifici. Soprattutto per chi ama la corsa la tentazione può essere quella di riprendere l’allenamento non appena il dolore diminuisce, rispetto alla fase acuta: il riposo deve essere assoluto e duraturo, fino a completa guarigione, per questo è bene consultare un medico prima di riprendere qualsiasi sforzo. Per attenuare le fitte dolorose (in particolare al tallone) e ridurre l’infiammazione si può utilizzare un sacchetto di ghiaccio o una bottiglietta di acqua ghiacciata posto al di sotto del proprio tallone per circa 15 minuti tre o quattro volte al giorno

PLANTARI E TALLONNETTE: sono spesso la chiave per sconfiggere definitivamente la fascite plantare. Possono permettere al paziente di continuare l’attività sportiva, lavorativa o ricreative senza dolore.
TUTORI NOTTURNI: aiutano a mantenere distesi i tessuti fibrosi che formano la volta plantare durante il riposo. In questo modo si va ad eliminare uno dei più fastidiosi sintomi della fascite, il dolore mattutino causatodalla contrazione notturna dell'aponeurosi. Anche il massaggio della volta plantare e del tallone prima di scendere dal letto può contribuire a ridurre il dolore.


Possono essere utili anche trattamenti quali ultrasuoni, ionoforesi, fonoforesi, massaggio ed onde d'urto (litotritore). Se invece la fascite non accenna a migliorare anche dopo un trattamento prolungato (8-12 mesi) il medico potrà decidere di ricorrere all' intervento di distensione chirurgica.

 

A cura di: Francesca Memini

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