DISTURBI E PATOLOGIE
14 Maggio 2012
C’è chi dice sia solo tempo perso: 23 anni per l’esattezza, ora più ora meno. Ovvero il tempo che ciascuno di noi passa a dormire nell'arco di tutta una vita. E c’è chi, al contrario, non ne ha mai abbastanza (la scrivente, per dire). Poi ci sono i poeti, come Miguel de Cervantes, che paragonava il sonno a un «mantello che avvolge i pensieri di tutti gli uomini, cibo che soddisfa ogni fame, peso che equilibra le bilance e accomuna il mandriano al re, lo stolto al saggio». E infine c'è la saggezza popolare, quella che ha coniato massime assolute e definitive del tipo: «Andar presto a dormire e alzarsi presto chiude la porta a molte malattie». O al contrario: «Chi più dorme, meno vive». O ancora: «Le ore di sonno devon essere: cinque al viandante, sei al mercante, sette allo studente e otto all'altra gente». Mah. Forse è il caso di mettere un po’ d’o rdine.
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Per cominciare, va detto che il sonno è una componente fondamentale della vita e della salute.
In particolare, della salute al femminile.
Durante il sonno, infatti, il cervello sincronizza tutti i bioritmi essenziali:
pressione arteriosa, frequenza cardiaca, temperatura corporea, ritmo sonno-veglia, tono muscolare.
Il sonno contribuisce inoltre a ridurre i livelli di
adrenalina e di
cortisolo, ovvero gli ormoni dello
stress. Se questi restano alti c’è il rischio di mandare in tilt l’ipotalamo, con la
conseguenza di vivere in una condizione di allarme permanente. Infine, il sonno sincronizza l’a
ndamento quotidiano e mensile dei bioritmi endocrini e neurochimici finalizzati alla riproduzione.
Viste le premesse, è evidente che quello passato a dormire sia tutt’altro che tempo perso.
Anzi, è proprio quando il sonno è carente o disturbato che iniziano i dolori. Le
mestruazioni possono diventare irregolari, l’o
vulazione può alterarsi e causare infertilità, la pressione sanguigna tende ad aumentare, la
temperatura corporea si alza e si soffre di cefalee. Non solo: peggiora l’umore e si alzano
pericolosamente i livelli di ansia e d’irritabilità, fino a configurare, nei casi più gravi, un
vero e proprio disturbo della personalità. E anche il desiderio (quello sessuale in primis) e l’e
nergia vitale si riducono drammaticamente.
Il sonno svolge anche un’altra funzione fondamentale, ovvero quella di aiutare il cervello
a trasformare la memoria a breve termine in memoria a lungo termine; e lo fa durante la
fase REM (Rapid Eyes Movements, ovvero i rapidi movimenti che gli occhi compiono, quando le
palpebre sono abbassate, per seguire l’a ndamento dei sogni).. Se si
dorme bene e a sufficienza, questo fenomeno si ripete tre o quattro volte per
notte, e garantisce non solo l’integrità dei processi psichici superiori, ma anche le basi stesse
dell’identità personale e relazionale. Durante il sonno, infine, il cervello ripara i danni subiti
dalle cellule nervose e attiva nuove connessioni tra i neuroni, aumentando la capacità
associativa.
A cura di: Margherita Abbate Daga