Adolescenza, sessualità e salute
L’età del menarca è oggi intorno ai 12-13 anni, molto più precoce rispetto a quella ad esempio delle generazioni precedenti che era intorno ai 16-17 anni. I primi segni che preannunciano la maturità riproduttiva (peluria ascellare e pubica, crescita del seno, sviluppo dell’altezza) però si manifestano prima, in genere tra i 10 anni e mezzo e gli 11, ma per alcune ragazze anche prima.
Si parla di pubertà precoce solo quando i primi segni di sviluppo sessuale cominciano a manifestarsi molto precocemente: anche prima degli 8 anni quando la bambina ancora frequenta la scuola elementare, e prima dei 9 anni nei maschi creando notevole disagio.
La pubertà viene considerata tardiva quando una ragazza a 13-14 anni non manifesta ancora i primi segni di maturazione come la crescita della peluria su braccia e gambe, lo sviluppo in altezza, la crescita del seno e quindi neppure la prima mestruazione ( menarca ). Se il ritardo è contenuto, e non è infrequente, non c’è da preoccuparsi anche se è comunque consigliabile una visita dal medico per sciogliere qualsiasi preoccupazione.
Entrambi questi fattori possono condizionare anche notevolmente lo sviluppo puberale. Una ragazza sottopeso o malnutrita può svilupparsi più tardi. Un'attività sportiva molto intensa come quella agonistica può ritardare lo sviluppo puberale, anche se non è una regola, perché l'esercizio fisico tende a bruciare i grassi che sono necessari per uno sviluppo femminile armonico.
La prima cosa da fare è rivolgersi a un bravo ginecologo che spesso lavora in team con un endocrinologo e se necessario con uno psicologo. Se dopo una verifica approfondita non emergono disturbi o patologie specifiche in genere non è necessaria alcuna terapia. Nel caso vi siano malattie oppure problemi psicologici molto disturbanti per la qualità di vita dell'adolescente talvolta lo specialista consiglia una terapia a base di farmaci per “attivare” il processo di crescita. Queste scelte vanno comunque ponderate molto attentamente, approfondendo tutti i dettagli e prima di attuarle vanno discusse in famiglia e con il medico o il team che poi seguirà l'adolescente per tutto il periodo di cura. Al termine del periodo di cura previsto (in genere alcuni mesi) la terapia viene sospesa per valutare se lo sviluppo può continuare in modo spontaneo e autonomo.
A cura di: Carolina De Canevali