I disturbi associati: l'incontinenza urinaria da sforzo
Nelle donne in menopausa (ma non solo) alla secchezza vulvo-vaginale si associa spesso l’
incontinenza urinaria da sforzo ovvero la perdita incontrollata di urina sotto un
piccolo sforzo (“
Stress incontinence”). Una corsa, uno starnuto, una risata o un sacchetto troppo
pesante da portare bastano per combinare il guaio! Benché il sintomo sia molto frequente,
pochissime donne ne parlano al proprio medico o al proprio compagno. Imbarazzo? Rassegnazione?
Vergogna? In realtà, anche se è più frequente dopo gli “anta”, l’incontinenza urinaria colpisce
tutte le età (spesso inizia in seguito al parto e non va trascurato già dalle prime avvisaglie) e
sembra essere un disturbo della civiltà occidentale, correlato a uno stile di vita troppo
sedentario. Molte donne lo sopportano in silenzio, con tutto il bagaglio di ansie e preoccupazioni
che il disturbo porta con sé. Chi ne soffre, spesso, modifica le proprie abitudini, inizia a
frequentare meno gli amici, abbandona hobby e attività fisica, cambia il proprio look per paura che
gli altri se ne accorgano.
Quali sono le cause dell’incontinenza femminile?
La causa dell’incontinenza da sforzo è uno squilibrio tra la
vescica
, che immagazzina l’urina e l’
uretra
che agisce come un rubinetto. Il meccanismo alla base è la debolezza del
pavimento pelvico
, quel complesso di muscoli che abbraccia e sostiene l’ano, la
vagina
, l’
uretra
e la
vescica
, quello che si appoggia sul sellino della bici per intenderci. Sono i muscoli che si
contraggono quando “scappa la pipì” e la si vuole trattenere.
La perdita di tono di questi muscoli durante una gravidanza, sotto la pressione dell’
utero
che si ingrossa e/o danni provocati da un parto naturale prolungato possono portare a
incontinenza da sforzo: il pavimento pelvico non riesce a contenere a sufficienza la chiusura dello
sfintere vescicale e uretrale e, sotto sforzo, l’urina tende a uscire in modo involontario.
Questi problemi spesso persistono dopo il parto; una volta entrate in menopausa, la mancanza
di
estrogeni
complica il problema. Tra le possibili concause vanno segnalati anche interventi chirurgici
come asportazioni di fibromi o dell’
utero
(isterectomia).
A cura di: Carolina De Canevali
Che cosa si può fare?
Un ottimo rimedio consiste nell’utilizzare localmente - tutti i giorni o a cicli, secondo il
consiglio del medico - una pomata o una crema a base di salvia, pianta ricca di
fitoestrogeni
e dalle ben note proprietà calmanti ed emollienti. È opportuno, inoltre, da un lato
minimizzare le spinte addominali (per stipsi, esercizi ginnici con pesi, attività sportive che
implicano un impatto con il suolo: salti, cadute dall’alto, corse etc) che potrebbero accentuare il
cedimento del pavimento pelvico; dall’altro
esercitare la muscolatura del pavimento pelvico (perineo) contraendola e
rilassandola in modo alternato tutti i giorni, con alcuni esercizi specifici.
Spesso questi accorgimenti sono sufficienti per risolvere o attenuare il disturbo ma, se
questo non bastasse, esistono terapiste specializzate nella rieducazione del perineo (o pavimento
pelvico) che ti possono aiutare personalizzando il programma di esercizi in base alle tue esigenze
e necessità individuali.
Che cos’è il perineo e com’è fatto il pavimento pelvico?
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Il
perineo
è quella parte del corpo che si appoggia sulla sella della bicicletta. Precisamente si trova
tra il pube e il coccige e rappresenta la parte esterna del pavimento pelvico, dove i muscoli
raggiungono il massimo dello spessore. Il pavimento pelvico è formato da un insieme di muscoli e
fasce, che chiudono in basso la cavità addominale e le pelvi. Essenzialmente è composto dal
muscolo elevatore dell’ano
, che assicura il sostegno degli organi interni femminili (vescica,
utero, retto) ed esercita una funzione supplementare
di sfintere per tali organi. Questo muscolo volontario (cioè sotto controllo della nostra volontà)
si contrae quando si vuole evitare la fuoriuscita d’urina dalla vescica o di feci dal retto. Si
rilascia quando, invece, s’inizia la minzione e la defecazione. Inoltre, è utilizzato come muscolo
accessorio durante i rapporti sessuali.
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Perché è utile rinforzare il pavimento pelvico?
La riabilitazione perineale è una tecnica finalizzata a migliorare il tono e la contrattilità
dei muscoli del perineo. Tale ri-abilitazione (restituire un’abilità che si presume perduta ma che
si può ri-attivare) consiste in una serie di esercizi di contrazione e rilasciamento dei muscoli
per riportarli sotto il controllo della propria volontà.
Gli obiettivi sono tre:
- garantire una continenza urinaria e fecale adeguata,
- prevenire l’incontinenza urinaria e il prolasso genitale
- mantenere una qualità di vita sessuale soddisfacente.
Quando è consigliata una ginnastica del pavimento pelvico?
- Durante la gravidanza, se il perineo è già debole, per ottenere un perineo flessibile
- Dopo il parto per aiutare il recupero completo delle fasce muscolari
- Dopo un parto per episiotomia o lacerazione del perineo
- Dopo un parto cesareo, un’isterectomia o altri interventi ginecologici
- Prolassi vescicali e dell’utero
- Parti numerosi
- Sessualità dolorosa o insoddisfacente
- Vaginismo
- Prima, durante e dopo la menopausa
- Quando persistono problemi di mal di schiena
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Fonte: Wiethaler V – Il pavimento pelvico. Come rivitalizzarlo e rinforzarlo.
Morlacchi Ed, marzo 2010
A cura di: Carolina De Canevali