Tutti i nemici dell'intimo
Per Candidiasi ricorrente si intende un’infezione correlata alla Candida, prevalentemente la Candida albicans, che si manifesta con 4 o più episodi di vaginite e di vulvovaginite nell’arco dell’anno. Sebbene molte donne presentino questa diagnosi, la conferma del tampone vaginale dà un risultato positivo in circa il 5% di queste donne particolarmente predisposte. Secondo gli studi più recenti sembra che nella genesi degli episodi ricorrenti sia implicata una riduzione dei meccanismi di difesa della donna ad opera di ceppi particolarmente virulenti oppure sia dovuto a una ipersensibilità locale della mucosa che reagisce in maniera esagerata nei confronti di basse concentrazioni del fungo. La sintomatologia si manifesta con intenso prurito, bruciore, gonfiore, dispareunia, raramente si osservano anche le perdite “a ricotta” tipiche delle forme acute. Alcune donne riferiscono che ciclicamente la sintomatologia si attenua e/o scompare durante i giorni di flusso mestruale.
La terapia adeguata della candidosi ricorrente è fondamentale essenzialmente per due motivi: primo perché l’infezione crea un sicuro disagio sia di tipo fisico che psicologico legato alla ricorrenza di episodi di prurito, bruciore, dolore durante i rapporti sessuali che ovviamente interferisce con la qualità della vita intima e personale della donna e della coppia. Ma soprattutto è importante seguire una terapia adeguata secondo le indicazioni del medico perché la candidosi ricorrente può sfociare in un problema più cronico, più invalidante che si definisce vestibulite vulvare, o vestibolodinia. Di che cosa si tratta? Questa complicanza si manifesta con bruciore, dolore, difficoltà nei rapporti sessuali della durata di almeno tre mesi spesso in assenza di manifestazioni visibili dal ginecologo al momento della visita. La vestibolodinia è una condizione peculiare che è legata a una sorta di proliferazione delle terminazioni nervose all’i ngresso della vulva. Alcuni studi sono in corso per aumentare le conoscenze su questa complicanza.
Come si cura la forma ricorrente della Candidiasi? Oggi esistono delle strategie terapeutiche che consentono di controllare e di trattare in maniera efficace anche la candidiasi ricorrente nelle donne particolarmente predisposte. La finalità di queste terapie antimicotiche, somministrate una volta alla settimana, e molto ben tollerate, è quella di mantenere molto bassa la quota di Candida in vagina. Studi molto recenti hanno documentato come modificando leggermente la dose della terapia antimicotica e soprattutto personalizzandone l’assunzione – ossia con degli schemi che permettano di allungare progressivamente quella che è la durata e la frequenza di assunzione – consentono in modo efficace di mantenere bassissima la quota del fungo, riducendone gradualmente quella che è la predisposizione a creare dei problemi. Caposaldo di questa terapia è il fluconazolo. Se sei soggetta a Candidiasi ricorrenti e vuoi saperne di più chiedi al tuo ginecologo maggiori informazioni. Spesso la terapia antimicotica viene associata anche a sostanze probiotiche utili per mantenere un adeguato equilibrio della Candida anche in uno dei principali serbatoi del fungo qual è l’intestino. Fondamentali sono anche alcune norme igienico-comportamentali che consentono alla donna di ridurre quelle che sono le possibilità di facilitazione delle infezioni da Candida: l’utilizzo di slip di cotone, di preferenza bianchi, indumenti per lo più comodi, non particolarmente aderenti, l’utilizzo di un detergente intimo adeguato, non aggressivo, non particolarmente schiumogeno ma nello stesso tempo in grado di detergere in modo efficace, che contenga sostanze dalle proprietà antimicrobiche naturali, un minor introito alimentare di carboidrati e lieviti che – come noto – favoriscono la crescita della Candida.