Consumo di alcol: differenze tra sessi
Perché spesso a una donna basta un bicchiere di vino per sentire girare la testa mentre a un
uomo sono necessari diversi bicchieri per ottenere lo stesso effetto? Tutta colpa di un enzima, ma
non solo, vediamo perché.
Variazioni enzimatiche e accumulo di acidi grassi
Alcuni studi hanno documentato che nelle donna, e in particolare nelle donna giovane, si
verifica una minore produzione di alcol-deidrogenasi, l’enzima responsabile del metabolismo dell’a
lcol (etanolo) che ne consente l’eliminazione dal nostro organismo. Questo significa che
a parità di quantità ingerita, nel sangue femminile si ritrova un maggiore livello di alcol
rispetto al sangue maschile che si manifesta con una più rapida e maggiore perdita dei freni
inibitori. Ma non è finita: è stato, infatti, dimostrato che le donne etiliste non sono capaci di
metabolizzare gli
acidi grassi quanto lo sono gli alcolisti maschi; ciò provoca un accumulo di
queste sostanze nel fegato delle donne provocando l’insorgenza di malattie epatiche come cirrosi ed
epatite in tempi più rapidi rispetto agli uomini e con dosi di alcol più basse.
Il ruolo degli ormoni sul consumo di alcolici e fumo di sigarette
Tutti gli esperti sono concordi nell’indicare anche gli ormoni sessuali e le loro fluttuazioni
tra i maggiori responsabili delle differenze di genere nell’uso e nell’abuso di alcol e fumo di
sigaretta. Le fluttuazioni ormonali che si verificano durante tutto il ciclo mestruale sono in
grado di modulare gli effetti soggettivi del consumo di alcol e di nicotina alterando nella donna
le modalità di assunzione di entrambe queste sostanze, sia in termini di frequenza che di quantità
consumata. A loro volta, sia alcol che fumo influiscono sui circuiti nervosi personali della
gratificazione e del piacere (sistema limbico del cervello) che a loro volta condizionano lo stato emotivo e
ormonale della donna. Si crea, quindi, una sorta di circolo vizioso da cui è più difficile uscire.
Infine, da non dimenticare che anche gli ormoni dello stress svolgono sicuramente un’importante
influenza sulle abitudini femminili di bere alcolici e sul desiderio di fumare. Spesso la donna
inizia a bere per frustrazione, per insoddisfazione all’interno della famiglia, per violenza
domestica, per senso di colpa, per ansia o per la convinzione di non essere in grado di gestire una
situazione contingente oggettivamente difficile.
A cura di: Carolina De Canevali
Abitudini differenti tra i due sessi
Si calcola che in Italia vi siano un milione e mezzo di giovani, tra gli 11 e i 24 anni, a
rischio di eccedere con l’alcol e di alcolismo vero e proprio, e le ragazze sono quelle
maggiormente esposte. Il loro consumo di alcol è in aumento in parallelo al consumo di sigarette.
Sebbene l’abitudine all’alcol, al fumo e all’utilizzo di farmaci e sostanze illegali sia stato a
lungo considerato un comportamento prevalentemente maschile, studi recenti hanno approfondito ed
evidenziato alcune differenze sostanziali tra uomini e donne nell’abitudine al consumo di alcolici
sia come quantità che come modalità ed effetti della fruizione. Le donne tendono a bere quando sono
ansiose, lo fanno di più in solitudine e sono più sensibili alla dipendenza di cui sono meno
consapevoli rispetto agli uomini e da cui escono con maggiore difficoltà. La loro dipendenza all’a
lcol come quella del fumo è più articolata e complessa rispetto a quella maschile. Alcuni studi
hanno documentato che la motivazione femminile ad assumere (e ad abusare di alcolici) è
condizionata dagli ormoni ovarici e varia parecchio a seconda delle variazioni ormonali associate
alle diverse fasi del ciclo mestruale. Altri studi hanno evidenziato che le donne iniziano a bere
prima dei coetanei maschi e risentono più pesantemente degli effetti dell’alcol non soltanto a
livello epatico (vedi sopra) ma anche a livello neurologico, gastrointestinale e cardiaco
dimostrando di essere molto più sensibili agli effetti tossici di un abuso di alcol sia a breve che
a lungo termine.
Differenze tra generi nelle abitudini di consumo di alcol e fumo
| Donna |
Uomo |
| La DONNA beve e fuma per stimoli interni ed “emotivi”: per vincere lo stress (madri di figli
piccoli, abbandono dei figli grandi etc), per insoddisfazione, per problemi familiari (violenza
domestica, separazioni, divorzi, lutti etc) e per contrastare la depressione |
L’UOMO beve e fuma su sollecitazione di amici e colleghi, per curiosità, per piacere, per ruolo
sociale, comunque spinto da fattori esterni come l’ambiente circostante e il contesto sociale |
| In genere beve in solitudine, durante i pasti nell’intimità della casa |
Beve più facilmente in compagnia, al bar e nei locali comunque in un contesto sociale |
| E’ più vulnerabili alla dipendenza, sia fisica che psicologica |
E’ più resistente e più consapevole della sua dipendenza |
| Fa più fatica a essere consapevole della dipendenza e a uscirne anche se ci prova di più |
Resiste in misura maggiore rispetto a una donna alle ricadute dell’abuso |
Fonte: Onda Osservatorio – La salute della donna. Un approccio di genere, Franco Angeli Ed,
2010
A cura di: Carolina De Canevali
Gli effetti dell’alcol: una dipendenza che fa male a cuore e cervello
E’ stato documentato che la donna risulta sensibile ai danni cardiaci provocati dall’alcol con
un consumo minore rispetto all’uomo; i danni a carico del cervello sembrano invece essere
prevalenti del genere femminile.
Esiste un forte legame tra il consumo di alcol e l’insorgenza di tumori
Una recentissima analisi australiana ha confermato come l’alcol sia responsabile di una
proporzione molto più alta di quello che si riteneva fino a poco tempo fa sull’incidenza di tumori:
nel 5,6% l’insorgenza è legata a un consumo quotidiano, anche “moderato” (due bicchieri di birra o
due bicchieri di vino o due bicchierini di superalcolici). La proporzione è più elevata tra le
donne: sale fino al 22% dei casi di cancro al seno. I responsabili dello studio concludono
affermando come le prove della correlazione tra consumo abituale di alcolici e insorgenza di cancro
siano ormai molto solide, tali da classificarlo come carcinogeno di classe 1, alla stregua del fumo
di sigaretta e dell’amianto.
Effetti dell’alcool in gravidanza
Come il fumo, anche l’alcol in gravidanza è particolarmente nocivo per l’embrione, il feto e il
futuro neonato. E’ stato calcolato che oltre il 50% delle donne in età fertile consuma alcolici e
che il 15% delle donne in gravidanza beve regolarmente. L’alcol passa la placenta liberamente e
arriva al feto a una concentrazione solo leggermente inferiore rispetto a quella del sangue
materno; anche i prodotti tossici che derivano dal suo metabolismo possono passare la placenta e
arrivare al feto senza problemi, provocando danni ai vari tessuti in crescita e che via via si
formeranno.
Esiste una dose dichiarata tossica?
A questo proposito non è stata ancora definita con chiarezza una dose tossica di riferimento, ma
gli esperti affermano che già moderate quantità di alcol bevute regolarmente durante tutta la
gravidanza possono provocare conseguenze dannose sul feto. La cosa migliore è chiedere consiglio al
proprio ginecologo e seguire le sue indicazioni. L’alcol ha effetti teratogeni tra cui
aborto spontaneo, ridotto peso alla nascita, ritardo mentale, sindrome fetale
alcolica. Quest’ultima rappresenta una degli effetti più gravi del consumo eccessivo di
alcol durante la gravidanza; determina conseguenze a lungo termine per i neonati che si manifestano
con un complesso di anomalie alla nascita, soprattutto alla testa e al volto, di disturbi della
crescita e di danni cerebrali.
A cura di: Carolina De Canevali