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			<title>EsseredonnaOnline.it RSS Feed DISTURBI E PATOLOGIE</title>
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			<description>EsseredonnaOnline.it RSS FEED DISTURBI E PATOLOGIE</description>
			<lastBuildDate>30 March 2010 15:36:54 CEST</lastBuildDate>
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	                      <link>http://www.esseredonnaonline.it/disturbiPatologie/ginecologia/contraccezione-di-emergenza.html</link>
                              <title><![CDATA[La contraccezione di emergenza]]></title>
            	              <description><![CDATA[<p>Negli ultimi anni le discussioni sulla 
<strong>contraccezione d’emergenza</strong> si sono sprecate, con posizioni pro o contro, sia pure
con sfumature diverse. Conferma la delicatezza di quest’argomento un esperto, il 
<strong>dottor Enrico Emilio Lavelli, coordinatore del Servizio di Ostetricia-Ginecologia presso la
Clinica San Carlo di Paderno Dugnano (Milano</strong>), che precisa di rispondere alle nostre
domande “non solo in quanto medico, ma anche come padre e come cittadino”.</p>
<p>&nbsp;</p>]]></description>
                              <author><![CDATA[Minnie Luongo]]></author> 
        	              <category domain="http://www.esseredonnaonline.it" ><![CDATA[Ginecologia]]></category>
                              <copyright><![CDATA[Rottapharm Madaus &copy; All rights reserved]]></copyright>
    	                      <pubDate>23 January 2012 21:41:00 CET</pubDate>
                           </item>                

                             
                           

                           <item>
	                      <link>http://www.esseredonnaonline.it/disturbiPatologie/ginecologia/esami-in-menopausa.html</link>
                              <title><![CDATA[Gli esami in menopausa]]></title>
            	              <description><![CDATA[<p>La 
<strong>menopausa</strong> è l’”occasione d’oro” per fare il punto sulla propria salute in un’o
ttica preventiva, e sono davvero pochi gli esami che devono essere eseguiti per affrontare senza
rischi questo delicato passaggio della vita.
<br /> 
<em>Ne parliamo con la 
<strong>professoressa Rossella Nappi</strong>, Ricercatore universitario, Ambulatorio di
Endocrinologia Ginecologica IRCSS
<br /> Fondazione Salvatore Maugeri di Pavia</em></p>
<p>&nbsp;</p>]]></description>
                              <author><![CDATA[Minnie Luongo]]></author> 
        	              <category domain="http://www.esseredonnaonline.it" ><![CDATA[Ginecologia]]></category>
                              <copyright><![CDATA[Rottapharm Madaus &copy; All rights reserved]]></copyright>
    	                      <pubDate>19 December 2011 21:41:00 CET</pubDate>
                           </item>                

                             
                           

                           <item>
	                      <link>http://www.esseredonnaonline.it/disturbiPatologie/ginecologia/cisti-fibromi.html</link>
                              <title><![CDATA[Cisti e fibromi: il primo passo è l'informazione]]></title>
            	              <description><![CDATA[<p>Subito dopo la diagnosi di un 
<strong>fibroma</strong> o di una 
<strong>cisti ovarica</strong>, sono molte le donne che entrano in pieno panico. Un timore
giustificato, ma che non deve essere eccessivo dal momento che nella maggior parte dei casi queste
neoformazioni di tessuto sono 
<strong>benigne</strong>, come ci dice la 
<strong>professoressa Rossella Nappi, professore associato, Ambulatorio Endocrinologia Ginecologica
IRCSS Fondazione S. Matteo di Pavia.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>]]></description>
                              <author><![CDATA[Minnie Luongo]]></author> 
        	              <category domain="http://www.esseredonnaonline.it" ><![CDATA[Ginecologia]]></category>
                              <copyright><![CDATA[Rottapharm Madaus &copy; All rights reserved]]></copyright>
    	                      <pubDate>24 October 2011 21:41:00 CEST</pubDate>
                           </item>                

                             
                           

                           <item>
	                      <link>http://www.esseredonnaonline.it/disturbiPatologie/ginecologia/visitaGinecologo.html</link>
                              <title><![CDATA[Vademecum della visita ginecologica]]></title>
            	              <description><![CDATA[<p>
<strong>La visita ginecologica è un momento fondamentale sul versante preventivo, diagnostico e
terapeutico in tema di salute riproduttiva e sessuale</strong>. È, inoltre, un’occasione per
discutere con il ginecologo del metodo contraccettivo, della pianificazione della gravidanza, dell’a
 pproccio alla menopausa. In un’ottica di identificazione precoce dei fattori di rischio specifici
di ciascuna donna sul versante della salute generale. Infatti, sempre più il ginecologo è il medico
della donna che, pur concentrandosi prevalentemente sugli organi della riproduzione, è in grado-
attraverso lo studio dell’assetto ormonale- di identificare le condizioni di vulnerabilità per le
patologie tipiche di ogni fase della vita.
<br /> 
<em>Ne parliamo con la 
<strong>professoressa Rossella Nappi</strong>, Ricercatore universitario, Ambulatorio di
Endocrinologia Ginecologica IRCSS
<br /> Fondazione Salvatore Maugeri di Pavia</em></p>
<p>&nbsp;</p>]]></description>
                              <author><![CDATA[Minnie Luongo]]></author> 
        	              <category domain="http://www.esseredonnaonline.it" ><![CDATA[Ginecologia]]></category>
                              <copyright><![CDATA[Rottapharm Madaus &copy; All rights reserved]]></copyright>
    	                      <pubDate>18 July 2011 21:41:00 CEST</pubDate>
                           </item>                

                             
                           

                   



                             
                           

                           <item>
	                      <link>http://www.esseredonnaonline.it/disturbiPatologie/dermatologia/dermSeborroica.html</link>
                              <title><![CDATA[Dermatite Seborroica: tutta colpa di un fungo!]]></title>
            	              <description><![CDATA[<p>Forfora, che disperazione! Tante di noi devono fare i conti con questo antiestetico disturbo,
fonte quasi sempre di disagio e imbarazzo. Ma la forfora non sempre è solo un inestetismo: a volte
è la manifestazione in forma leggera di una patologia vera e propria, la dermatite seborroica, che
richiede un trattamento ad hoc. Niente panico, perché la malattia non è pericolosa, ma il problema
va affrontato evitando il fai da te e chiedendo consiglio al dermatologo.
<br /></p>
<p>
<br /> 
<em>Con la consulenza del dottor 
<strong>Fabio Rinaldi</strong>, Dermatologo e Presidente dell’International Research Hair
Foundation.</em></p>
<p>&nbsp;</p>]]></description>
                              <author><![CDATA[Alessandra Terzaghi]]></author> 
        	              <category domain="http://www.esseredonnaonline.it" ><![CDATA[Dermatologia]]></category>
                              <copyright><![CDATA[Rottapharm Madaus &copy; All rights reserved]]></copyright>
    	                      <pubDate>01 January 2010 09:51:00 CET</pubDate>
                           </item>                

                             
                           

                           <item>
	                      <link>http://www.esseredonnaonline.it/disturbiPatologie/dermatologia/pitiriasi.html</link>
                              <title><![CDATA[Pitiriasi: una patologia multiforme]]></title>
            	              <description><![CDATA[<p>Letteralmente significa crusca. Il termine pitiriasi deriva infatti dal vocabolo greco pítyron,
ossia appunto crusca, con evidente riferimento all'aspetto di fine desquamazione che assume la
pelle quando è colpita da queste manifestazioni. Perché la definizione di pitiriasi non è affatto
univoca e in dermatologia sono riconosciute diverse forme di patologia che portano questo nome, a
cominciare dalle due statisticamente più diffuse: la pitiriasi versicolor e la pitiriasi alba.
Nonostante vi siano alcuni punti di contatto, si tratta infatti di due dermatopatie differenti,
come ci ha spiegato la dottoressa Patrizia Teofoli, Dirigente medico della 5° Divisione
Dermatologica presso l'Istituto Dermopatico dell'Immacolata, a Roma.
<br /></p>
<p>
<br /> 
<em>Con la consulenza della 
<strong>dottoressa Patrizia Teofoli</strong>, Dirigente Medico della 5° Divisione Dermatologica
presso l'Istituto Dermopatico dell'Immacolata, a Roma.</em></p>
<p>&nbsp;</p>]]></description>
                              <author><![CDATA[Natalia Mongardi]]></author> 
        	              <category domain="http://www.esseredonnaonline.it" ><![CDATA[Dermatologia]]></category>
                              <copyright><![CDATA[Rottapharm Madaus &copy; All rights reserved]]></copyright>
    	                      <pubDate>01 January 2008 08:51:00 CET</pubDate>
                           </item>                

                             
                           

                   



                           <item>
	                      <link>http://www.esseredonnaonline.it/disturbiPatologie/cardiologia/ipertensioneDieta.html</link>
                              <title><![CDATA[Giornata mondiale dell'ipertensione arteriosa: combattere la pressione alta a tavola]]></title>
            	              <description><![CDATA[<p>L’ 
<strong>ipertensione arteriosa</strong> è una patologia molto diffusa in tutte le fasce di età: in
Italia oltre 15 milioni di persone soffrono di 
<strong>pressione alta</strong>. Prevenire l’ipertensione arteriosa è possibile… a partire dalla 
<strong>dieta</strong>. Abbiamo chiesto al 
<strong>professor Bruno Trimarco</strong>, ordinario di medicina interna all’Università degli Studi
di Napoli Federico II nonché Past President della Società italiana ipertensione arteriosa. quali
siano le linee guida da adottare in campo alimentare in caso di ipertensione</p>]]></description>
                              <author><![CDATA[Margherita Abbate Daga]]></author> 
        	              <category domain="http://www.esseredonnaonline.it" ><![CDATA[Cardiologia]]></category>
                              <copyright><![CDATA[Rottapharm Madaus &copy; All rights reserved]]></copyright>
    	                      <pubDate>26 May 2011 12:15:00 CEST</pubDate>
                           </item>                

                             
                           

                             
                           

                             
                           

                           <item>
	                      <link>http://www.esseredonnaonline.it/disturbiPatologie/cardiologia/integratoriColesterolo.html</link>
                              <title><![CDATA[Abbasso il colesterolo! Con gli integratori...]]></title>
            	              <description><![CDATA[<p>Ne soffre oltre la metà della popolazione italiana.
<br /> L'ipercolesterolemia è uno dei problemi caratteristici dei paesi occidentali, con le note
conseguenze sull'incidenza delle famigerate malattie cardiovascolari.
<br /> Si calcola che in Italia il 44% di tutti i decessi sia dovuto a patologie del sistema
cardiocircolatorio e che considerando i parametri attuali della cosiddetta “speranza di vita”, ogni
anno queste malattie sottraggano potenzialmente circa 300 mila anni alle persone under 65. Si
capisce perché il colesterolo sia diventato nell'immaginario collettivo uno dei principali
spauracchi invitati (non graditi) alle nostre tavole, ma questo comporta spesso esasperazioni e
interpretazioni sbagliate della questione, in particolare del ruolo dell'alimentazione.
<br />
<br /></p>
<p>
<br /> 
<em>Ne parliamo con il 
<strong>professor Cesare Sirtori</strong>, Preside della facoltà di Farmacia, Professore di
Farmacologia Clinica presso l'Università degli Studi di Milano e Presidente SINut (Società Italiana
di Nutraceutica).</em></p>
<p>&nbsp;</p>]]></description>
                              <author><![CDATA[Natalia Mongardi]]></author> 
        	              <category domain="http://www.esseredonnaonline.it" ><![CDATA[Cardiologia]]></category>
                              <copyright><![CDATA[Rottapharm Madaus &copy; All rights reserved]]></copyright>
    	                      <pubDate>01 January 2010 12:15:00 CET</pubDate>
                           </item>                

                             
                           

                   



                           <item>
	                      <link>http://www.esseredonnaonline.it/disturbiPatologie/gastroenterologia/gastrite.html</link>
                              <title><![CDATA[Gastrite: consigli alimentari ]]></title>
            	              <description><![CDATA[<p>Bruciori di stomaco, senso di nausea, dispepsia,refluisso: ne soffrono 9 italiani su 10 dopo i
30 anni.&nbsp; Si tratta della gastrite, un disturbo troppo spesso sottovalutato. Scopriamo insieme
quali sono le cause della gastrite e qual è l'alimetazione più corretta da seguire per evitare
disturbi gastrici.
<br /></p>
<p>&nbsp;</p>]]></description>
                              <author><![CDATA[Margherita Abbate Daga]]></author> 
        	              <category domain="http://www.esseredonnaonline.it" ><![CDATA[Gastroenterologia]]></category>
                              <copyright><![CDATA[Rottapharm Madaus &copy; All rights reserved]]></copyright>
    	                      <pubDate>29 September 2011 17:24:00 CEST</pubDate>
                           </item>                

                             
                           

                           <item>
	                      <link>http://www.esseredonnaonline.it/disturbiPatologie/gastroenterologia/colonIrr.html</link>
                              <title><![CDATA[Colon irritabile: una sindrome al femminile]]></title>
            	              <description><![CDATA[<p>Colite o colon irritabile un tempo, oggi sindrome dell'intestino irritabile o IBS. Il nome ha
poca importanza. Soprattutto per chi ne soffre, quel 20% della popolazione italiana &ndash; in gran parte
donne &ndash; ciclicamente preda di dolori addominali, crisi di diarrea o stipsi, gonfiore...
<br />Un problema così "multisintomatico", da essere spesso confuso con altre malattie. E così
fastidioso da minare la qualità di vita sia per il suo andamento cronico, sia per il fatto che non
ha un'origine precisa: chiama in causa i più svariati fattori, tipici di tutte le società del
benessere - dieta, stress, vita sedentaria, stati d'ansia - ma anche gli ormoni e il sistema
nervoso.
<br />Una questione di testa e di intestino, insomma. Come stabilire il confine preciso tra corpo e
mente? Un difficoltà che si riflette sulle cure, limitate a tenere sotto controllo i sintomi.
Almeno fino a oggi.
<br /></p>
<p>
<br /> 
<em>Con la consulenza del 
<strong>professor Fabio Pace,</strong> gastroenterologo all'Ospedale Polo Universitario "L. Sacco"
di Milano.</em></p>
<p>&nbsp;</p>]]></description>
                              <author><![CDATA[Alma Galeazzi]]></author> 
        	              <category domain="http://www.esseredonnaonline.it" ><![CDATA[Gastroenterologia]]></category>
                              <copyright><![CDATA[Rottapharm Madaus &copy; All rights reserved]]></copyright>
    	                      <pubDate>01 June 2009 17:24:00 CEST</pubDate>
                           </item>                

                             
                           

                           <item>
	                      <link>http://www.esseredonnaonline.it/disturbiPatologie/gastroenterologia/stipsi.html</link>
                              <title><![CDATA[Stipsi, un problema al femminile]]></title>
            	              <description><![CDATA[<p>Chi non ha mai sofferto di stitichezza scagli la prima pietra. Basta un periodo di stress, un
viaggio, un banale cambio di stagione o di abitudini ed ecco che l'intestino rallenta il passo,
indugia, poi si ferma. Niente di preoccupante. L'80% della popolazione italiana si trova, prima o
poi, ad affrontare brevi "scioperi della toilette", sbloccati senza conseguenze. Ma nel restante
20% dei casi, la stipsi è una presenza costante, che erode giorno dopo giorno il benessere
psicofisico. E se un terzo delle vittime sono donne, un motivo ci sarà. Anzi, forse più di uno. Li
abbiamo chiesti al professor Fabio Pace, che ai capricci dell'apparato digerente e alle soluzioni
per placarli ha dedicato anni di studi.
<br /></p>
<p>
<br /> 
<em>Con la consulenza del 
<strong>professor Fabio Pace</strong>, gastroenterologo all'Ospedale Polo Universitario "L. Sacco"
di Milano.</em></p>
<p>&nbsp;</p>]]></description>
                              <author><![CDATA[Alma Galeazzi]]></author> 
        	              <category domain="http://www.esseredonnaonline.it" ><![CDATA[Gastroenterologia]]></category>
                              <copyright><![CDATA[Rottapharm Madaus &copy; All rights reserved]]></copyright>
    	                      <pubDate>01 January 2008 17:24:00 CET</pubDate>
                           </item>                

                             
                           

                   



                           <item>
	                      <link>http://www.esseredonnaonline.it/disturbiPatologie/reumatologia/maldiSchiena.html</link>
                              <title><![CDATA[Mal di schiena: un problema di postura]]></title>
            	              <description><![CDATA[<p>È la patologia benigna più costosa nei paesi industrializzati ed è la più frequente causa di
astensione dal lavoro: il mal di schiena o lombalgia colpisce oltre quindici milioni di italiani
con un dolore acuto localizzato nel tratto lombare della colonna vertebrale.
<br /> Eppure sono rari i casi in cui il mal di schiena è causato da patologie specifiche della
colonna:«Malgrado il gran numero di condizioni patologiche, l’85% delle lombalgie è classificato
come lombalgia non-specifica » (Dilligham, 1995): ciò significa che il problema sta in primo luogo
nel modo in cui la schiena viene utilizzata, cioè nella postura.</p>
<p>
<br /> 
<em>Con la consulenza della dottoressa in fisioterapia 
<strong>Tiziana Nava</strong>, Referente Nazionale della riabilitazione reumatologica (Associazione
Italiana Fisioterapisti)</em></p>
<p>&nbsp;</p>]]></description>
                              <author><![CDATA[Francesca Memini]]></author> 
        	              <category domain="http://www.esseredonnaonline.it" ><![CDATA[Reumatologia]]></category>
                              <copyright><![CDATA[Rottapharm Madaus &copy; All rights reserved]]></copyright>
    	                      <pubDate>19 July 2010 17:24:00 CEST</pubDate>
                           </item>                

                             
                           

                           <item>
	                      <link>http://www.esseredonnaonline.it/disturbiPatologie/reumatologia/artrosiMano.html</link>
                              <title><![CDATA[Mani d'oro senza artrosi]]></title>
            	              <description><![CDATA[<p>Alzi la mano chi sa definire con esattezza che cos’è l’artrosi. Forse solo con l’aiuto di uno
specialista possiamo farlo: detta anche osteoartrosi, è una patologia cronica degenerativa, non
infiammatoria e progressiva della cartilagine delle articolazioni. Si tratta di una malattia che
non può essere arrestata con le terapie attuali ma, con determinati trattamenti, può essere
rallentata, placandone i sintomi. Interessa tutte le articolazioni, coinvolgendo maggiormente il
ginocchio (gonartrosi), l’anca (coxartrosi), le vertebre (spondiloartrosi) e le dita della mano.
Sostanzialmente è caratterizzata dalla perdita della cartilagine articolare, con la riduzione dello
spazio tra un capo osseo e l'altro, provocando dolore e limitazione nei movimenti. Non è ancora
stato chiarito, invece, se la lesione primitiva interessi la cartilagine o l'osso che si trova
appena sotto di essa.
<br /></p>
<p>
<br /> 
<em>Con la consulenza del 
<strong>professor Dario Perugia</strong>, Professore Associato di Malattie dell’Apparato Locomotore
Università di Roma “Sapienza”, Responsabile Unità operativa Chirurgia della mano Azienda
ospedaliera Sant’Andrea di Roma.</em></p>
<p>&nbsp;</p>]]></description>
                              <author><![CDATA[Minnie luongo]]></author> 
        	              <category domain="http://www.esseredonnaonline.it" ><![CDATA[Reumatologia]]></category>
                              <copyright><![CDATA[Rottapharm Madaus &copy; All rights reserved]]></copyright>
    	                      <pubDate>01 January 2010 17:24:00 CET</pubDate>
                           </item>                

                             
                           

                             
                           

                   



                           <item>
	                      <link>http://www.esseredonnaonline.it/disturbiPatologie/urologia/consigli-cistite.html</link>
                              <title><![CDATA[La cistite si tiene alla larga così]]></title>
            	              <description><![CDATA[<p>La cistite è tra i disturbi per eccellenza dell’universo femminile, perché - per cause
anatomiche, fisiologiche e ormonali &ndash; privilegia le donne. Ed è tra i disturbi per eccellenza di
fine estate e dei cambi di stagione, perché l’organismo &ndash; “provato” dal diverso stile di vita
adottato in vacanza e/o dallo sforzo di (ri)adattarsi alle nuove temperature e ai vecchi ritmi
lavorativi &ndash; è maggiormente vulnerabile. Ecco perché è soprattutto in questi momenti delicati che i
consigli salva-cistite possono rivelarsi particolarmente preziosi. Con una debita premessa: a
dispetto di quanto si pensa, di cistite non ce n’è una sola. Ne esistono, anzi, tanti tipi diversi
(dalla batterica alla virale, dall’interstiziale a quella “da una di miele”) riconducibili ad
altrettante cause e accomunati esclusivamente dai classici sintomi della cistite (bruciore e dolore
quando si fa pipì, stimolo frequente a urinare, difficoltà a svuotare la vescica), ma non dalla
cura, che deve essere tassativamente prescritta dall’urologo o dal ginecologo.</p>]]></description>
                              <author><![CDATA[Alma Galeazzi]]></author> 
        	              <category domain="http://www.esseredonnaonline.it" ><![CDATA[Urologia]]></category>
                              <copyright><![CDATA[Rottapharm Madaus &copy; All rights reserved]]></copyright>
    	                      <pubDate>01 September 2011 21:41:00 CEST</pubDate>
                           </item>                

                             
                           

                           <item>
	                      <link>http://www.esseredonnaonline.it/disturbiPatologie/urologia/proPre.html</link>
                              <title><![CDATA[Prostata: la prevenzione al maschile]]></title>
            	              <description><![CDATA[<p>"Quello alla prostata rappresenta il carcinoma più frequente nei maschi adulti e la seconda
causa di morte per tumore nella popolazione maschile. Ma se identificato a uno stadio precoce,
quando è ancora silenzioso, può essere trattato con elevatissime probabilità di successo",
chiarisce subito il professor Vincenzo Mirone. E, aggiungiamo noi, può essere addirittura evitato
seguendo semplici norme di prevenzione salva-prostata.
<br /></p>
<p>
<br /> 
<em>Ne parliamo con il 
<strong>professor Vincenzo Mirone</strong>, Professore Ordinario di Urologia e Direttore della
Scuola di Specializzazione in Urologia presso l'Università "Federico II" di Napoli, presidente
della Società Italiana di Urologia (S.I.U).</em></p>]]></description>
                              <author><![CDATA[Alma Galeazzi]]></author> 
        	              <category domain="http://www.esseredonnaonline.it" ><![CDATA[Urologia]]></category>
                              <copyright><![CDATA[Rottapharm Madaus &copy; All rights reserved]]></copyright>
    	                      <pubDate>01 January 2009 12:40:00 CET</pubDate>
                           </item>                

                             
                           

                           <item>
	                      <link>http://www.esseredonnaonline.it/disturbiPatologie/urologia/conPro.html</link>
                              <title><![CDATA["Incontinenza urinaria: contenere il problema si può"]]></title>
            	              <description><![CDATA[<p>Ci sono problemi di salute che non pesano sulla qualità della vita solo per i disturbi con cui
si manifestano, ma soprattutto per le ripercussioni a livello psicologico e relazionale che portano
con sé. L'incontinenza urinaria è sicuramente uno di questi. "La perdita involontaria di urina" &ndash;
così la definisce l'International Continence Society, la più prestigiosa società scientifica che si
occupa del problema &ndash; provoca un continuo stato di ansia e spinge a isolarsi proprio perché sfugge
alla volontà e al controllo. Non solo. Nell'incontinenza urinaria da sforzo, quella più diffusa tra
le donne, a provocare imbarazzanti e incontenibili fughe di urina basta un colpo di tosse, un
banale starnuto, uno sforzo minimo, persino una risata. Ovvio che la paura di non riuscire a
controllare la vescica arrivi, prima o poi, a condizionare ogni aspetto della vita quotidiana e i
rapporti personali. Chi ne soffre evita l'intimità sessuale, limita gli spostamenti, non può fare
programmi a lunga scadenza, vive in un perenne stato di tensione. E di vergogna: persino parlarne
con il medico imbarazza. Eppure, il primo passo per sconfiggere la problematica è… fare un piccolo
sforzo e affrontarla insieme a chi può valutare la situazione e indicare la soluzioni migliore.
L'urologo, prima di tutto.
<br /></p>
<p>
<br /> 
<em>Ne parliamo con il 
<strong>professor Vincenzo Mirone</strong>, Ordinario di Urologia e Direttore della Scuola di
Specializzazione in Urologia presso l'Università "Federico II" di Napoli, presidente della Società
Italiana di Urologia (S.I.U)</em></p>
<p>&nbsp;</p>]]></description>
                              <author><![CDATA[Alma Galeazzi]]></author> 
        	              <category domain="http://www.esseredonnaonline.it" ><![CDATA[Urologia]]></category>
                              <copyright><![CDATA[Rottapharm Madaus &copy; All rights reserved]]></copyright>
    	                      <pubDate>01 June 2008 13:17:00 CEST</pubDate>
                           </item>                

                             
                           

                   



                           <item>
	                      <link>http://www.esseredonnaonline.it/disturbiPatologie/spazioSalute/fascite-plantare.html</link>
                              <title><![CDATA[Fascite plantare: cos'è, come si cura ed esercizi utili]]></title>
            	              <description><![CDATA[<p>Runners, atleti e patite del tacco 12 hanno qualcosa in comune, un nemico insidioso da tenere
alla larga: si tratta della fascite plantare, un’infiammazione del piede che può rendere molto
dolorosa anche una passeggiata. Vediamo insieme di cosa si tratta e come lo stretching può venire
in nostro aiuto
<br /></p>
<p>
<em>Con la consulenza di 
<strong>Stefania Cocchio</strong>, istruttrice Pilates Covatech</em>
</p>]]></description>
                              <author><![CDATA[Francesca Memini]]></author> 
        	              <category domain="http://www.esseredonnaonline.it" ><![CDATA[Spazio salute]]></category>
                              <copyright><![CDATA[Rottapharm Madaus &copy; All rights reserved]]></copyright>
    	                      <pubDate>18 January 2012 11:34:00 CET</pubDate>
                           </item>                

                             
                           

                           <item>
	                      <link>http://www.esseredonnaonline.it/disturbiPatologie/spazioSalute/alluceValgo.html</link>
                              <title><![CDATA[Prevenire l’alluce valgo: ecco gli esercizi]]></title>
            	              <description><![CDATA[<p>L’ 
<strong>alluce valgo</strong> è un patologia ereditaria che colpisce prevalentemente il sesso
femminile (le donne ne sono colpite 10 volte più degli uomini). Non si tratta semplicemente di un
problema estetico o di scelta di scarpe, ma di una vera e propria patologia che provoca dolore,
infiammazione e soprattutto alterazioni posturali tanto che spesso necessita della 
<strong>chirurgia</strong> per essere corretto. Con esercizi adeguati è possibile prevenire l’a
lluce valgo o almeno rallentarne il decorso: scopriamo insieme come.
<br /></p>
<p>
<em>Con la consulenza di 
<strong>Stefania Cocchio</strong>, istruttrice Pilates Covatech</em>
</p>]]></description>
                              <author><![CDATA[Francesca Memini]]></author> 
        	              <category domain="http://www.esseredonnaonline.it" ><![CDATA[Spazio salute]]></category>
                              <copyright><![CDATA[Rottapharm Madaus &copy; All rights reserved]]></copyright>
    	                      <pubDate>06 July 2011 11:34:00 CEST</pubDate>
                           </item>                

                             
                           

                           <item>
	                      <link>http://www.esseredonnaonline.it/disturbiPatologie/spazioSalute/ormoneCrescitaEndocrinologia.html</link>
                              <title><![CDATA[L'importanza dell'endocrinologia]]></title>
            	              <description><![CDATA[<p>Che cosa sappiamo dell’endocrinologia e delle ghiandole endocrine? O, ancora, quanto è
determinante l’ormone della crescita, di cui si parla sempre più spesso?</p>
<p>
<br />
<em>Ne parliamo con il 
<strong>professor Andrea Giustina</strong>, Direttore del Servizio di Endocrinologia e del Centro
Osteoporosi dell’A.O. Spedali Civili di Brescia.
<br /></em>
</p>
<p>&nbsp;</p>]]></description>
                              <author><![CDATA[Minnie Luongo]]></author> 
        	              <category domain="http://www.esseredonnaonline.it" ><![CDATA[Spazio salute]]></category>
                              <copyright><![CDATA[Rottapharm Madaus &copy; All rights reserved]]></copyright>
    	                      <pubDate>20 June 2011 12:15:00 CEST</pubDate>
                           </item>                

                             
                           

                           <item>
	                      <link>http://www.esseredonnaonline.it/disturbiPatologie/spazioSalute/smettereFumare.html</link>
                              <title><![CDATA[Vivere senza fumo]]></title>
            	              <description><![CDATA[Anche quest’anno il 31 maggio ricorrerà la 
<strong>giornata internazionale senza tabacco</strong>. Tanti i motivi per dire addio alla
sigaretta, come ci conferma il 
<strong>dottor Sergio Harari,</strong> 
<strong>Direttore Unità operativa Pneumologia presso l’Ospedale San Giuseppe di Milano.</strong>]]></description>
                              <author><![CDATA[Minnie Luongo]]></author> 
        	              <category domain="http://www.esseredonnaonline.it" ><![CDATA[Spazio salute]]></category>
                              <copyright><![CDATA[Rottapharm Madaus &copy; All rights reserved]]></copyright>
    	                      <pubDate>30 May 2011 12:15:00 CEST</pubDate>
                           </item>                

                             
                           

                   



                             
                           

                             
                           

                             
                           

                             
                           

                             
                           

                             
                           

                             
                           

                   


         

		</channel>

</rss>  
