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La salute in una tazzina di caffè

Il cappuccino del buon risveglio, il coffee break di metà mattina, la tazzina per evitare la sonnolenza postprandiale, la moka compagna fedele della notte prima dell'esame, l'Irish coffee per scaldare fredde serate invernali e lo shakerato da sorseggiare in estate come bevanda dissetante: tutta la nostra vita è scandita dall'aroma intenso, dal gusto vellutato e dal suono del cucchiaino sulla porcellana della tazzina. Il consumo di caffè, soprattutto per noi italiani, è più che una semplice abitudine: un rito a cui non sappiamo rinunciare. Un rito che parla di benessere ma anche di salute: basti pensare che fino al ‘700 il caffè veniva prescritto come un medicinale e venduto in farmacia per le sue proprietà
stimolanti e corroboranti. E oggi?

La caffeina è un alcaloide ovvero una sostanza stimolante presente non solo nel caffè ma anche nel tè, nel cacao e nelle bevande a base di cola. In anni recenti è stata spesso oggetto di attacchi eccessivi e demonizzazioni: si è detto che va evitata in gravidanza, che causa insonnia, ansia e perfino ipertensione. In realtà studi recenti hanno dimostrato che il consumo moderato di caffeina può portare numerosi vantaggi all’organismo e al benessere psico-fisico: migliora l'attività neurale e le prestazioni cognitive, ritarda la stanchezza, tiene alto l'umore e accelera il metabolismo (dando una mano a noi donne sempre alle prese con la dieta…).
Basta qualche piccola precauzione per evitare che il consumo di caffeina diventi eccessivo: la dose ottimale deve essere di circa 300 mg al giorno pari a circa 3 tazzine di caffè espresso. Già, perché i caffè non sono tutti uguali: c'è più caffeina nel caffè della moka che nell’espresso e il caffè americano, a dispetto dell'apparenza, ne contiene quasi il doppio! Chi soffre di ulcera gastrica, infine, se proprio non vuole rinunciare al caffè, dovrebbe sempre prenderlo a stomaco pieno. Nessuna controindicazione, invece, in gravidanza, ma bisogna sempre tenere conto della sensibilità individuale. Chi proprio non tollerasse l'effetto stimolante della caffeina può sempre concedersi un decaffeinato, senza così dover rinunciare al gusto. Una curiosità: è proprio la caffeina a conferire il caratteristico sapore amaro al caffè, tanto apprezzato dai cultori e dai puristi che optano per la tazzina senza zucchero.

 

A cura di: Francesca Memini

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