Lunga vita al cioccolato!
«Dimenticate i diamanti, è il cioccolato, credo sarete d'accordo, il miglior amico delle
ragazze», scrive Carole Matthews nel suo libro più famoso, Il Sexy Club del Cioccolato, storia di
quattro amiche londinesi che, come antidoto alle delusioni amorose, si riuniscono nella migliore
pasticceria della città. E, infatti, siamo d'accordo: vuoi mettere una bella tazza, scura, densa e
bollente, davanti a un filmone strappalacrime in una sera d'inverno, quando fuori piove e tira
vento e ti senti un po' giù? O un bel cioccolatino nascosto nel cassetto della scrivania, da
estrarre quando la giornata prende una piega troppo stressante o troppo noiosa; uno di quelli che
non devi neanche masticare, ma ti esplode in bocca in un trionfo di gusto e sensualità? O ancora:
un tortino al cioccolato per chiudere una cena in bellezza, con la scorza dura e l'anima di crema,
calda al punto giusto, da consumare a cucchiaiate di pura libidine? O una mousse, qualche pralina,
una fetta di Sacher, per non parlare della Nutella? Il perché di tanta grazia, scientificamente
parlando, è noto da tempo.
Il cioccolato contiene alcaloidi come la caffeina e la teobromina che hanno un effetto
stimolante sul sistema nervoso. E, grazie al suo contenuto di zuccheri e carboidrati, favorisce la
produzione delle endorfine, i cosiddetti ormoni del piacere. Insomma, migliora l'umore, fa
diminuire il mal di testa, aumenta il piacere sessuale. Certo, direte, il piacere è immediato, la
depressione sparisce all'istante, il sorriso è automatico, ma poi arriva il conto da pagare. Basta
dare un'occhiata al contenuto calorico e scatta il senso di colpa. E, subito dopo, la telefonata al
dietologo. Niente paura. Se da un lato il consiglio, come per qualsiasi altro alimento, è quello di
non esagerare, di pensare al cioccolato come a una piccola abitudine, da consumare senza eccessi,
dall'altro, anche se e quando si dovesse perdere il controllo e finire con l'abbuffarsi, la notizia
è che la propria salute non ne risentirebbe. Anzi.
Con la consulenza del
professor Cesare Sirtori, Preside della facoltà di Farmacia, Professore di
Farmacologia Clinica presso l'Università degli Studi di Milano e Presidente SINut (Società Italiana
di Nutraceutica).
Come spiega Cesare Sirtori, Professore di Farmacologia Clinica presso l'Università degli Studi
di Milano, «di recente si è scoperto che il cioccolato contiene una sostanza chiamata epicatechina,
un flavonoide, che ha proprietà vasodilatatorie e ipotensive, cioè, è in grado di abbassare la
pressione». Si tratta di una molecola che stimola la produzione di ossido nitrico, fenomeno alla
base del miglioramento della funzione cardiovascolare e della regolazione della pressione
arteriosa. Non è l'unico flavonoide presente nel cacao, ma è risultato essere quello con il maggior
effetto rilassante sulle pareti dei vasi sanguigni e in molti pensano che possa avere un ruolo
chiave sul sistema cardiovascolare.
«Naturalmente», prosegue il Prof. Sirtori, «non tutti i cioccolati contengono epicatechine.
Gli studi pubblicati negli ultimi anni sulle riviste scientifiche più prestigiose hanno permesso
l'identificazione di questi composti. E il risultato è che il cioccolato bianco ne è privo, quello
dolce ne contiene poche, mentre sono presenti in massima quantità nel cioccolato nero, fondente,
senza zucchero». Queste sostanze benefiche si trovano anche in altri alimenti, ma nel cioccolato
sono presenti in quantità maggiore: da 460 a 610 milligrammi per ogni chilogrammo, contro 350-550
nei fagioli, 100–250 nelle albicocche, 80-300 nel vino rosso, 50-140 nelle pesche, 20-120 nelle
mele, per fare qualche esempio. Purtroppo il trattamento industriale tende a eliminarli, per il
loro gusto amaro, e anche l'abitudine di bere cacao diluito con latte e aggiunta di zucchero ne
riduce le proprietà salutari. Il cacao grezzo, invece, dati alla mano, allunga la vita.
A cura di: Margherita Abbate Daga
Extra-fondente è meglio!
Come ha documentato un recente studio svizzero (ma condotto da un italiano, Roberto Corti della
University Hospital di Zurigo), pubblicato su Circulation, la rivista più importante del settore
vascolare, una dieta ricca di cacao nero migliora la circolazione, abbassa la pressione, riduce
l'attivazione delle piastrine (ottenendo un effetto simile a quello dell'aspirina), aumenta la
sensibilità insulinica nei soggetti ipertesi e ha funzioni anti infiammatorie. «Un'altra ricerca
italiana, realizzata da due ricercatori di Ancona», spiega ancora il Prof Sirtori, «ha dimostrato
che mentre il cioccolato bianco non fa niente, quello amaro abbassa la pressione in misura simile a
un diuretico, e riduce anche il colesterolo di circa il 10%. Secondo un altro studio uscito alla
fine dell'anno scorso, basta una sola somministrazione perché la pressione scenda di 3mm di
mercurio. Sembra poco ma non lo è», assicura l’esperto. Ma c’è anche chi si spinge anche più in là:
in Olanda uno studio durato ben 15 anni, effettuato su un gruppo di persone di età compresa fra i
65 e gli 84 anni, ha evidenziato che tra chi consumava regolarmente cacao vi era una percentuale di
ipertesi inferiore alla media, così come inferiore era il tasso di mortalità. Mentre Norman
Hollenberg, docente di medicina alla Harvard Medical School, ha notato che tra i Kuna, una tribù
indigena della costa atlantica di Panama, le malattie più gravi che affliggono il genere umano sono
praticamente assenti. Ictus, infarto, cancro e diabete colpiscono meno di un Kuna su dieci. Il
motivo? Bevono cinque tazze di cioccolata ogni giorno. Una scoperta che gli ha fatto dire, forse
con un po' troppo entusiasmo: «Tutti conveniamo sul fatto che la scoperta della penicillina e
dell'anestesia hanno avuto un valore enorme. Ma l'epicatechina è potenzialmente in grado di fare
piazza pulita di quattro delle più comuni malattie del mondo occidentale».
A cura di: Margherita Abbate Daga
Cioccoterapia?
Insomma, cioccolato panacea di tutti i mali? Il professor Sirtori, che è anche presidente della
SINut (Società Italiana di Nutraceutica), frena gli entusiasmi. «Al momento il cioccolato non può
essere ancora considerato un alimento-farmaco perché non contiene soltanto epicatechine, ma anche
grassi e zuccheri e rimane dunque un alimento fortemente calorico. Ma non c'è neanche una
significativa ragione per sconsigliarlo. So per certo», aggiunge, «che le grandi aziende del
cioccolato stanno investendo cifre considerevoli per ottenere un cioccolato ideale, poco calorico,
molto ipotensivo, tale da giustificare anche un impiego terapeutico».
Certo, continuerete a dire: e come la mettiamo con la linea? E per i brufoli come si fa? Ecco,
ancora una volta ci pensano gli studi scientifici a sfatare un falso mito. Una ricerca condotta in
Germania ha mostrato un effetto positivo del cacao sullo stato di idratazione e vascolarizzazione
di cute e sottocute di giovani donne nonché prevenzione e riduzione di eventuali rughe. Ma non
finisce qui: secondo il dietologo americano Brett Hall, il cioccolato agisce come inibitore della
fame e può essere inserito nelle diete ipocaloriche senza rischi. E il giapponese Koji Nagao della
Saga University ha scoperto che è anche in grado di ridurre l'obesità.
Vi sentite ancora in colpa?
A cura di: Margherita Abbate Daga
