RUBRICHE
Capitano un po’ a tutti. Gli sbalzi d’umore, le piccole crisi depressive, un attacco d’ira qua e
là, in mezzo al traffico magari, i momenti di malinconia, le botte di tristezza. Capitano. E non
per questo c’è bisogno di precipitarsi dall’analista all’insorgere del primo sintomo. E nemmeno di
chiedere soccorso alla panacea (chimica) di tutti i mali moderni: il Prozac e i suoi epigoni. È
sufficiente andare al supermercato. E fare la spesa giusta.
Già, perché il buonumore è, anche, una questione di dieta.
|
La medicina orientale lo sa da sempre, e da sempre prescrive determinati cibi capaci di favorire la serenità, altri per la concentrazione, altri ancora per la pace dei sensi. Da qualche tempo anche la letteratura scientifica occidentale va arricchendosi con studi sull’argomento. E ormai anche alle nostre longitudini si è capito che una dieta equilibrata fa bene non solo al fisico ma anche all’anima. Come? È tutta una questione di neurotrasmettitori, i messaggeri del sistema nervoso che vengono liberati dai neuroni durante la trasmissione di un impulso. Sono loro che contribuiscono a creare il “linguaggio” cerebrale e, a seconda delle sfumature che prende il discorso, il nostro umore e le nostre emozioni cambiano. Ecco: determinati alimenti, o meglio i principi nutritivi che contengono, interagiscono sulla sintesi di alcuni neurotrasmettitori. Ne aumentano i livelli nel cervello, danno benessere al nostro organismo e regalano buonumore.
Tra la sessantina e oltre di neurotrasmettitori conosciuti, due sono particolarmente importanti:
la
dopamina e la
serotonina. La prima svolge un ruolo
essenziale nella regolazione dell'affettività, del piacere e del coordinamento motorio. Riduce l’a
nsia e l’agitazione. Viene sintetizzata a partire da un aminoacido,
la tirosina, che a sua volta si forma da un altro amminoacido, la
fenilalanina, che non viene prodotta dal nostro organismo. Pertanto, per aumentare
la presenza di dopamina a livello delle sinapsi nervose, bisogna consumare alimenti ricchi di
tirosina e fenilalanina. Ovvero quelli ricchi di proteine: carne, pesce, uova e formaggi.
La serotonina, invece, è prodotta dal sistema nervoso centrale e dall'apparato
gastrointestinale. Le sue funzioni sono molteplici e comprendono la regolazione del sonno, del
dolore, dell'assunzione di cibo, delle emozioni, delle funzioni sessuali e della temperatura
corporea. Anch’essa viene sintetizzata a partire da un aminoacido che il nostro organismo non
produce, il
triptofano. Questo aminoacido rappresenta il nodo centrale del benessere
psicofisico, perché regola anche la produzione di melatonina, un ormone che interviene nella
regolazione del tono dell'umore proprio quando i livelli di serotonina sono più bassi e aiuta a
ristabilire i corretti ritmi biologici. Anche il triptofano, essendo un amminoacido, è contenuto
nelle proteine. Ma curiosamente, per aumentare il livello di serotonina è meglio assumere
carboidrati. Questo perché amido e zuccheri semplici stimolano la secrezione di insulina che
facilita il trasporto di triptofano al cervello e la sua conversione in serotonina. Via libera
allora ai cereali, soprattutto farina di avena, di frumento e di segale, farro, miglio, pasta di
semola, riso.
A cura di: Margherita Abbate Daga