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I rischi dell'Happy Hour

Pizzette e focaccine e patatine e polpettine e salatini e noccioline e crostini e mozzarelline e spiedini e... Respiro. Un sorso del nostro cocktail preferito. E ancora: verdure crude e verdure grigliate e verdure lessate e formaggini e salamini e prosciutti e mortadelle e risotti e pasta al sugo e pasta fredda e sushi e olive ascolane e tapas e crocchette e tartine... Tutto gratis. Tutto a portata di mano. Benvenuti all’ happy hour: l’ora felice a metà prezzo.
Parrebbe irresistibile. E, infatti, la moda dell’aperitivo con buffet a volontà, nata a Milano qualche anno fa e da lì dilagata in tutta Italia, soprattutto tra i più giovani, è ormai un'abitudine quotidiana. O quasi. D’altronde fa bene al portafogli e ai rapporti sociali. Ma anche alla linea e alla salute?
Il rischio, infatti, è quello di perdere il controllo delle calorie e sbilanciare l’apporto dei principi nutritivi necessari all’organismo. A lungo andare l’intestino si impigrisce, aumenta il livello di grassi nel sangue e si aumenta di peso. Senza contare che l’alcol è un concentrato di calorie (a 1 grammo corrispondono circa 7,3 calorie) e se assunto in quantità elevate mette a durissima prova il fegato. Gli esperti suggeriscono di non superare i tre drink alcolici al giorno per gli uomini e due per le donne: ottanta grammi in più assunti ogni giorno per dieci anni aumentano di cinque volte il rischio di tumore epatico.


Finger food e happy hour. Illustrazione di Silvia Gherra

Calorie in agguato

E allora bisogna mettere al bando l’happy hour? Certamente no. Basta ricordarsi che si tratta diun pasto completo e non di un leggero aperitivo che può precedere una cena sostanziosa. Una cucchiaiata di pasta fredda o di insalata di riso, per esempio, vale circa 40 calorie; un quadratino di pizza o focaccia, può sfiorare le 60-70, mentre un pezzetto di torta salata circa 50.
Attenzione anche alle tartine, all’apparenza più innocue: tra pancarré, salsine e affettati vari, si arriva alle 70 calorie in un solo colpo. E con appena 10 grammi di patatine, noccioline, pistacchi o salatini se ne assumono 50. Insomma, basta riempire un solo piattino da happy hour per arrivare facilmente a 1.800/2.000 calorie.

A queste bisogna aggiungere le calorie del (o dei) drink che si accompagnano agli “ stuzzichini”. Le calorie dell’alcol vengono definite vuote, perché al contrario di tutti gli altri nutrienti non sono utili all’o rganismo se non come fonte energetica. Dato, però, che i fabbisogni energetici sono normalmente già soddisfatti dagli alimenti dei pasti, questa energia risulta in eccesso, e viene trasformata in grasso di deposito. Con l’aumentare della gradazione alcolica, aumenta anche l’apporto calorico. E sale l’ago della bilancia. Qualche numero? Un bicchiere di vino rosso contiene 82 calorie, uno di moscato 225; una vodka all’arancia 163 calorie, una lattina di birra da 125 a 200; un bicchierino di whisky 100. E non va molto meglio per chi sceglie i cocktail analcolici. Solo l’acqua ha zero calorie, mentre si passa dalle 60 calorie per un bicchiere di tè alla pesca o al limone alle 100 dei succhi di frutta confezionati.
Discorso a parte va fatto per gli energy drink. Studi recenti hanno evidenziato che oltre a un elevato apporto calorico, contengono spesso livelli di caffeina superiori a quelli raccomandati. E potrebbero dunque essere pericolosi per individui soggetti ad ansia, palpitazioni, irritabilità, difficoltà ad addormentarsi, problemi allo stomaco.

 

A cura di: Margherita Abbate Daga

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